Juventus-Inter: le pagelle dei nerazzurri

HANDANOVIC 6 – Parate preziose che per un certo periodo di tempo tengono i suoi a galla, anche se magari sul gol di Chiellini sarebbe potuto uscire di più.

CAMPAGNARO 5.5 – Arcigno e ringhiante, ma paga il momento brutto di tutta la squadra.

ROLANDO 6 – Nel buio nerazzurro lui si salva, sia in questo periodo in generale sia questa sera, che condisce anche con un gol.

JUAN JESUS 5.5 – Da bravo brasiliano si prende troppe licenze, non impeccabile.

JONATHAN 4.5 – Il nulla cosmico di fronte ad un Asamoah che pare mostruoso (dal 58′ D’AMBROSIO 5.5 – Non facile esordire in una situazione del genere, ma non mostra nulla di eclatante)

KOVACIC 4.5 – Dovrebbe essere il perno della squadra da cui partono tutti i palloni e tutte le azioni, ma purtroppo Mazzarri non sa ancora come impiegarlo (lo scorso anno partendo dalla propria trequarti giocava decisamente meglio): ha solo 20 anni, ci si può lavorare molto (dal 66′ BOTTA 6 – Solo un quarto d’ora per il talentino argentino che cerca di ritagliarsi uno spazio che probabilmente meriterebbe, e questa sera lo ha ampiamente dimostrato).

KUZMANOVIC 5.5 – Agonismo fine a se stesso: probabilmente se tutti i suoi compagni avessero il 15% della sua cattiveria l’Inter girerebbe meglio, mentre lui solo non basta e finisce per combinare guai (dal 55′ MILITO 6 – Entra e qualcosa sembra migliorare, addirittura in difesa, dove torna ad aiutare, anche se il suo inserimento al posto dei vari giovani (Belfodil andato via, Icardi disperso) fa dimenticare il famoso progetto giovani.

TAIDER 5 – Chi? Cosa? Dove? Quando?

NAGATOMO 5.5 – Non riesce a sfruttare la propria velocità, venendo poi surclassato anche in fase difensiva.

ALVAREZ 5 – Teoricamente torna a giocare da seconda punta, in pratica spazia lungo tutta la trequarti avversaria, combinando veramente poco.

PALACIO 5 – E’ lasciato solo con la propria ombra come unica compagna, ma quando gli si presentano due occasioni colossali uno come lui deve sfruttarle.

All. MAZZARRI 5 – Si ostina dall’inizio dell’anno a schierare la squadra con lo stesso modulo, senza azzardare il minimo cambio e senza trovare la giusta posizione ad alcuni uomini (Alvarez e Kovacic su tutti), lo sbilanciamento offensivo finale è soltanto una mossa dettata dalla disperazione, non un tentativo tattico di migliorare le cose.

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