La Juve è inarrestabile. Schiacciata un’Inter disastrosa allo Stadium (3-1)

TORINO – Qualcuno l’ha definita addirittura come una partita qualunque. Altri si sono spinti a dire che l’esito era scontato, data la lontananza in classifica. 23 punti di distacco sono stati annientati negli ultimi dieci giorni di mercato: Juve ed Inter non sono mai state cosi vicine come in queste ultime ore di scambi reciproci conclusi, poi come d’incanto saltati per “questioni ambientali non favorevoli”. Juve vs Inter resta sempre il derby d’Italia nonostante le due compagini siano distanti in classifica.

SCHIACCIASASSI – Osvaldo si accomoda in tribuna, al contrario del suo collega, neo acquisto nerazzurro, Hernanes seduto in panchina e pronto ad essere gettato nella mischia. Conte sceglie l’undici inamovibile: Chiellini torna dopo la squalifica scontata, mentre Pirlo va ad occupare il posto in cabina di regia al posto di Marchisio, titolare nelle ultime due gare di campionato. Al fischio di Rocchi le chiacchiere stanno a zero, è ora di dare la parola al campo. I padroni di casa aggrediscono sin dalle prime battute gli avversari impauriti dall’ avvio bianconero. Al 3’ la Juventus batte il primo colpo: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Tevez ha la palla del vantaggio per ben due volte, ma Handanovic è superbo in altrettante occasioni negando la gioia del goal all’ argentino. L’Inter prova ad entrare in partita con Palacio che trova pronto Barzagli ad intervenire. I padroni di casa danno l’impressione di avere qualcosa in più tanto da sbloccare il risultato al 15’ con Lichsteiner: lo svizzero si libera di Kuzmanovic e colpisce di testa  un pallone pennellato dal solito Pirlo, lasciato piuttosto solo dal centrocampo nerazzurro. Secondo goal in campionato per l’ex della Lazio, terzo in questa stagione dopo la marcatura in Supercoppa. La Juve non molla la presa ed indirizza il match nella maniera che predilige, provando a chiudere la pratica con Bonucci sugli sviluppi di un corner. I nerazzurri escono dalla propria metà campo solo al 40’ con un contropiede concesso da uno svarione della difesa bianconera. Quello che va alla conclusione non è il miglior Palacio che butta il pallone sopra la traversa. L’ultimo lampo bianconero è siglato da Asamoah, autore di un tiro potente, neutralizzato da Handanovic. I bianconeri terminano il primo tempo meritatamente in vantaggio: la squadra di Conte si è imposta dal primo minuto di gioco. Gli undici di Mazzarri invece, hanno subito l’aggressione bianconera, riuscendo a concludere solo una volta verso la porta di Storari.

CROLLO TOTALE  – Nel secondo tempo ci si aspetta un’Inter più coraggiosa, capace di ripartire velocemente per aggredire gli spazi. Nulla di tutto ciò: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Nagatomo rinvia in maniera superficiale, permettendo a Pogba di recuperare il pallone e darlo a Chiellini, preciso e cinico a mettere il pallone alle spalle di Handanovic. Dopo un minuto dall’ inizio della ripresa, la Juventus raddoppia con il difensore toscano, alla sua quattrocentesima presenza da professionista. La squadra di Conte amministra la gara con il solito possesso palla, marchio di fabbrica bianconero. Mazzarri cerca di scuotere i suoi con l’ingresso di Milito per Kuzmanovic. Ma sugli sviluppi di una rimessa laterale Llorente prende palla in area e, difendendola con il corpo, la cede a Pogba che conclude verso la porta nerazzurra. Handanovic non la trattiene favorendo l’intervento di Vidal che con il destro la scarica dentro per il 3-0 bianconero. Sembra ormai una partita chiusa con la Juventus che amministra il gioco a suon di passaggi. Nonostante tutto Conte continua a sbracciarsi: la sua squadra si ammorbidisce e perde quella cattiveria dei primi 50 minuti di gioco. Si rivede cosi l’Inter, nella quale è da sottolineare il debutto dell’ex granata D’Ambrosio. Su un corner nerazzurro, la difesa bianconera commette qualche errore di troppo concedendo a Rolando il goal del 3-1. E’ un segno forte per i nerazzurri che rientrano in partita e costringono la Juventus a rintanarsi nella propria metà campo. Nagatomo e lo stesso Rolando creano altre insidie alla difesa dei padroni di casa. Conte nel finale fa entrare Vucinic, al posto di uno stanco Llorente: è un segnale forte da parte del tecnico salentino che vuole rivitalizzare il montenegrino, autore peraltro di un palo a fine gara.

RIATTIVARE LA COMPETIZIONE  – Dopo tre minuti di extra time, Rocchi emette il triplice fischio finale. Il derby d’Italia viene vinto dai bianconeri, con una partita quasi a senso unico. Rispetto alla gara contro la Roma, in cui la Juventus aveva aspettato la manovra dei giallorossi, con l’Inter i ragazzi di Conte hanno aggredito sin da subito gli spazi, concedendo poco agli avversari. Il pareggio con la Lazio, in dieci uomini, aveva ancora una volta dato conferme sul fatto che la Juve fosse la capolista indiscussa di un campionato in cui solo la Roma può ostacolare il cammino verso il terzo tricolore consecutivo dell’era Conte. Asamoah ha disputato una delle sue migliori partite in bianconero, dimostrandosi inarrestabile sia in fase offensiva che difensiva. Pirlo è tornato a dirigere la sua orchestra come meglio sa fare. In avanti a detta del tecnico bianconero: “Osvaldo serve a riaccendere entusiasmo per una sana competizione”. Chissà se Tevez e Llorente continueranno a dormire sonni tranquilli. Intanto Vucinic sembra abbia smaltito la querelle del calcio mercato, tornando ad essere importante per la squadra.

SEMPRE PIU’ GIU’ – Mazzarri deve fare un mea culpa: certo, la squadra è in netta difficoltà, l’ambiente vive un periodo difficile. Lasciare tanto spazio a Pirlo è un suicidio bello e buono: il regista della Nazionale ha potuto giocare al meglio, esprimendo tutte le sue qualità. Sulla fascia serviva uno come Zanetti per arginare le scorribande di Asamoah. E poi, altro quesito fondamentale: come mai Vucinic era in condizione per giocare, mentre Guarin non aveva la mentalità giusta per scendere in campo?  Forse uno come Osvaldo serviva maggiormente ai nerazzurri per dare man forte a Palacio, troppo isolato dalla manovra dei compagni. L’impressione è che l’arrivo di Hernanes e D’Ambrosio non basti ad evitare un disastro nerazzurro che sembra non abbia fine.

TABELLINO

JUVENTUS-INTER 3-1
Juventus (3-5-2): Storari; Barzagli (17′ st Caceres), Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (37′ st Isla), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Llorente (41′ st Vucinic). A disp.: Rubinho, Vannucchi, Ogbonna, Peluso, Padoin, Marchisio, Pepe, Giovinco. All.: Conte

Inter(3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Rolando, J. Jesus; Jonathan (13′ st D’Ambrosio), Kovacic (21′ st Botta), Kuzmanovic  (10′ st Milito), Taider, Nagatomo; Alvarez; Palacio. A disp.: Carrizo, Castellazzi, Ranocchia, Zanetti, Andreolli, Mudingayi, Samuel, Icardi. All.: Mazzarri

Arbitro: Rocchi

Marcatori: 15′ Lichtsteiner (J), 2′ st Chiellini (J), 11′ st Vidal (J), 27′ st Rolando (I)

Ammoniti: Pogba (J); Kuzmanovic (I)

Espulsi: nessuno

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