A tutta B: il nuovo che avanza, i 100 di Tavano e Reggina, la legge del 4, le fiere di Boscaglia e i ritorni senza andate

NON DECOLLA MA NON MOLLA – La scorsa stagione di questi tempi restava solo da chiedersi chi tra le tre fuggitive del campionato sarebbe salito direttamente e chi avrebbe dovuto ricorrere ai play off, e, addirittura, se si sarebbero disputati gli spareggi promozione, visto che, ad un certo momento, si sono superati addirittura i 10 punti di distacco dalla quarta, cifra limite per poterli giocare. Quest’anno invece l’andamento è decisamente diverso, visto che non ci sono squadre che riescano a imprimere un deciso cambio di ritmo che permetta loro di avvantaggiarsi in modo consistente sulle altre, e il gruppo viaggia compatto con continui sorpassi e controsorpassi, tanto che tutta la zona promozione è raccolta in 8 punti, all’interno dei quali sono raggruppate ben 9 squadre. E se si aggiunge un solo altro punto, le squadre salgono addirittura a 12, più della metà. Tutto questo, ovviamente, gioca a favore dell’incertezza e della spettacolarità del campionato cadetto di quest’anno, che risulta estremamente equilibrato e facile a sorprese (basti pensare che nelle 12 squadre sono comprese tutte e quattro le neopromosse). L’ultima giornata presentava lo scontro al vertice tra Palermo, che avrebbe potuto dare inizio ad una mini fuga, e l’Empoli, che aveva possibilità di effettuare il sorpasso. Invece, in linea con quanto detto, l’incontro si è risolto con un 1-1 targato Lafferty e Tavano (che in questo modo raggiunge i 100 gol in campionato, diventando il miglior marcatore della storia dell’Empoli). Non ne ha approfittato neanche l’Avellino, anche lui impegnato in uno scontro di alta classifica con il Latina, che non è andato oltre l’1-1 firmato da Capitan Cottafava e da Ciano (al primo gol alla seconda presenza con gli irpini dopo il mercato invernale), e che resta così a due punti dai toscani. Ne trae vantaggio invece il Cesena di Bisoli, che, impegnato nel terzo scontro di alta classifica, regola un Crotone che fa la partita, grazie al gol di Rodriguez, come all’andata, ed ora è ad un solo punto dai campani. Un ulteriore punto sotto si instaura il prodigioso Trapani di Boscaglia, che seppur orfano di Mancosu, batte il Pescara a domicilio e sale al quinto posto, raggiungendo il Lanciano sconfitto a Reggio Calabria. Il Pescara fermo al palo è raggiunto dal Latina e dallo Spezia, che non va oltre l’1-1 in casa con la Juve Stabia. La sconfitta fa uscire dalla zona play off il Crotone che si vede raggiunto anche dal Carpi, che maramaldeggia a Padova con un netto 4-1, e il Brescia che sconfigge, in rimonta, grazie a due rigori, il Bari.

IL NUOVO CHE AVANZA – Nessuna rivoluzione in coda, ma risultati importanti, che muovono un po’ le acque, soprattutto da parte di quelle squadre (Reggina e Ternana) che hanno cambiato guida tecnica durante la pausa. Ultima resta sempre la Juve Stabia, che fa un passettino in avanti grazie al secondo risultato utile consecutivo, con il pareggio in quel di La Spezia, dopo essere stata in vantaggio a lungo grazie alla punizione di Falco, carambolata sulla schiena di Leali, raggiunta solo su rigore di Ferrari. Fa un balzo in avanti invece la Reggina, come si diceva, grazie alla seconda vittoria consecutiva, con il gol del nuovo arrivato Barillà che trafigge la vittima illustre Lanciano, che gli consente di lasciare il penultimo posto allo sconfitto Padova, e di portarsi ad un punto dal Cittadella, sconfitto a Terni. Anche Bari e Novara (sconfitto dal Siena con un 1-0 firmato Rosina) non muovono la classifica e così consentono il balzo in avanti al Modena, che dopo 10 giornate senza vittorie (5 pareggi e 5 sconfitte) batte pesantemente il Varese di Gautieri ed ora ha 3 punti sulla zona play out, e alla Ternana, che Tesser conduce alla seconda vittoria consecutiva, permettendogli di raggiungere proprio il Varese nella “terra di mezzo”, a 5 punti dalla zona play out, ma anche a 6 da quella play off.

IL BOMBER DI RITORNO – Pochi movimenti nella classifica cannonieri. Mancosu, febbricitante, non può rimpinguare il suo bottino e resta fermo a quota 15, ma non perde la testa solitaria perché anche Pavoletti non segna e resta a quota 14. A 13 reti Caracciolo, anche lui out, è raggiunto da Tavano, grazie al gol del pareggio con il Palermo. A 11 reti, invece, Hernandez, a secco, si vede raggiungere da Antenucci, che segna il momentaneo 2-0 al Cittadella, e da Babacar, autore di uno dei 4 gol con cui il Modena regola il Varese, che lasciano a 10 Maniero ed Ebagua. Da segnalare, però, nella giornata odierna è il ritorno al gol in serie B, all’esordio nella nuova squadra dopo il mercato invernale, di uno dei protagonisti della classifica cannonieri della scorsa stagione: Ardemagni, nuovo bomber del Carpi. Matteo Ardemagni nasce a Milano nel 1987 e, dopo le prime esperienze calcistiche nel Sancolombano, entra nel settore giovanile del Milan, squadra che, dal 2005 al 2008, lo manda a farsi le ossa nelle serie minori, tra Perugia, Pizzighettone e Pro Patria. Nel 2008 viene acquistato dalla Triestina ed esordisce in serie B, dove segna anche il suo primo (e unico per quella stagione) gol. La stagione successiva va a Cittadella e lì compie il salto di qualità: agli ordini di Mister Foscarini segna 22 gol e, con Iunco, oggi al Trapani, forma una delle coppie più prolifiche della serie cadetta. Lo nota l’Atalanta, sempre in B, che lo ingaggia per la stagione successiva, ma in nerazzurro non ripete i fasti dell’annata precedente e, dopo aver segnato un solo gol nella stagione 2010/11, nel mercato invernale della successiva passa in prestito al Padova, dove però continua la sterilità offensiva, segnando a malapena 3 gol, di cui due nelle stessa partita. Tornato all’Atalanta non trova spazio e quindi a gennaio 2012 va in prestito al Modena. Un’altra stagione di assestamento, poi, rinnovato il contratto con gli orobici e rimasto in prestito al Modena, lo scorso campionato la nuova esplosione, a suon di gol, che gli consentono di arrivare secondo nella classifica marcatori, un solo gol dietro al capocannoniere Cacia, arrivato a 24 gol. All’inizio della stagione attuale l’Atalanta lo gira in prestito al Chievo, dove però non trova spazio e mette insieme una sola presenza. Così al mercato invernale decide di accettare di riscendere di categoria con la maglia del Carpi. E qui non può bagnare meglio il suo esordio che con un gol, quello del 4-1 della sua nuova squadra, contro una sua ex, il Padova, con cui non ha legato mai. A dimostrarlo i fischi ricevuti e l’esultanza dopo il gol.

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CHI DI 4 COLPISCE DI 4… – L’arrivo di Gautieri a Varese sembrava aver portato un’aria decisamente nuova e il 4-0 rifilato allo Spezia, che era peraltro costato la panchina a Stroppa, sembrava avvalorare questa sensazione, al punto che il tecnico nei giorni successivi era stato subissato di interviste per parlare della crisi finita e spiegare come aveva fatto a trasformare la squadra e come si affrontava il nuovo corso. Forse si trattava di giudizi un po’ troppo frettolosi e considerazioni miopi alla luce di una sola partita. Infatti di lì in poi le cose sono andate degenerando e in modo, spesso, sonante. Già subito la settimana successiva il Varese impegnato a Brescia è stato sconfitto con un netto 4-2. Poi dopo due pareggi per 1-1, in casa con il Novara e a Siena, è arrivata la pesante sconfitta interna per 3-1 con il Cesena e sabato ancora 4 gol subiti nel 4-1 di Modena. La società si è chiusa in silenzio stampa e i tifosi contestano pesantemente, ma, per il momento, il futuro di Gautieri non sembra a rischio. L’unica cosa certa è che a Varese si augurano che il tanto celebrato nuovo corso non sia davvero questo.

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CENTO DI QUESTI ANNI (O FORSE NO) – A gennaio di quest’anno ha festeggiato i 100 anni. Parliamo della Reggina, nata l’11 gennaio 1914 per volere di 61 impiegati pubblici. Impegnata in ambito regionale fino al 1925, quando viene riconosciuta dalla FIGC, vive svariate decadi salendo e scendendo tra le serie minori. La prima promozione in serie B risale all’anno 1964-65, sotto la guida di Maestrelli, colui che qualche anno dopo porterà la Lazio allo scudetto. In B resta fino al 1974, disputando ottimi campionati e sfiorando diverse volte anche la promozione in Serie A. La permanenza in serie C è piuttosto lunga, perché gli amaranto tornano a vedere la serie B solo nel 1988, quando ad allenarla è Nevio Scala. Dal 1986, per il fallimento della precedente società, acquisisce l’attuale denominazione Reggina Calcio S.p.a, Ancora una volta la permanenza in B la vede tra le protagoniste e per due stagioni sfiora la A, ma nella terza c’è un crollo verticale e i calabresi tornano in C. Qui restano fino al 1995, quando conquistano la promozione. A differenza delle precedenti esperienze, gli anni di B sono un po’ travagliati, ma stavolta le cose vanno in crescendo e, sotto la guida di Gustinetti prima e Bolchi poi, raggiunge la storica promozione in serie A. Anche l’esordio è storico: sotto la guida di Franco Colomba, la Reggina impatta 1-1 contro la Juventus. Al primo anno si salva grazie allo spareggio con l’Atalanta, poi prosegue la bella avventura nella massima serie, fatta di grandi soddisfazioni: 7 stagioni consecutive; il decimo posto del 2004/05 con Mazzarri quale miglior piazzamento; le giocate di Pirlo, Baronio, Kallon, Bonazzoli, Nakamura; la salvezza nella stagione 2006/07 nonostante gli 11 punti di penalizzazione per il coinvolgimento in Calciopoli. Fino al 2009, quando retrocede e torna in Serie B, dove è attualmente. La scorsa stagione la salvezza è arrivata un po’ sul filo di lana, anche per i punti di penalizzazione. Questa stagione invece la storia sembra farsi più difficile: fin da subito la squadra lotta per le ultime posizioni della classifica ed ha già attuato tre cambi d’allenatore. Partita con Atzori, lo ha sostituito con Castori, partito bene, ma poi arenatosi pesantemente, fino alla nuova sostituzione con Atzori. Il ritorno del tecnico è durato però pochissimo, perché, visti i magrissimi risultati, la società ha colto l’occasione della pausa invernale per cambiare radicalmente ed affidare la squadra alla coppia Gagliardi-Zanin. Non pare quindi l’anno migliore per festeggiare il centenario, visto lo spettro del ritorno in Lega Pro. Eppure, a suo modo la squadra ha trovato il modo di commemorare la ricorrenza, visto che, nelle ultime due partite, ovvero quelle giocate proprio nell’anno 2014, i calabresi hanno inanellato altrettante vittorie, l’ultima delle quali sabato nel non facile incontro con il Lanciano, grazie al gol del neoacquisto Barillà. Questo ha permesso agli amaranto di abbandonare il penultimo posto e di avvicinarsi alla zona spareggi. Allora, considerando questo, forse si può ancora dire “Cento di questi giorni!”…

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FIERE DI BOSCAGLIA – I ragazzi del Trapani hanno “aggredito” il campionato di serie B nel modo migliore possibile e stanno disputando, anche grazie al capocannoniere Mancosu,  un campionato al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Allo stato attuale sono i detentori della miglior striscia positiva in corso, perché nelle ultime 10 partite hanno messo insieme 7 vittorie e 3 pareggi, incamerando 24 punti. Il principale artefice del miracolo Trapani ha un nome: Roberto Boscaglia che guida i siciliani dal 2009. La sua carriera di allenatore è relativamente breve (comincia nel 2004) e, quando arriva a Trapani ha avuto solo esperienze in leghe minori con Akragas, Alcamo e Nissa. Al suo arrivo anche i siciliani sono in Serie D, ma subito al primo anno conquista la promozione in Lega Pro Seconda Divisione (ripescati dopo aver terminato la stagione al secondo posto, ad un punto dal promosso Milazzo). La stagione successiva conquista la promozione in Prima Divisione, configgendo in finale play off l’Avellino. Alla terza stagione, nel 2011/12, pare scontata la promozione diretta in B, visto il campionato di testa che disputa, ma una serie di risultati negativi nelle ultime giornate permettono il sorpasso allo Spezia, e relegano i siciliani alla disputa dei play off, persi in finale contro il Lanciano. La stagione successiva, però, Boscaglia si prende la rivincita ed ottiene la storica promozione in Serie B. Che sta affrontando nel migliore dei modi: dopo un periodo di assestamento iniziale, pian piano, senza proclami, ma lavorando, bene, in silenzio, ha preso le misure della categoria ed ora il Trapani, con 36 punti in 23 partite, grazie a 9 vittorie, 9 pareggi e 5 sconfitte, è quinto, in piena zona play off.

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ACQUE AGITATE A BARI – Non bastasse la pessima situazione di classifica, con la squadra in piena zona play off, ora si fa particolarmente grave e caotica anche la situazione sul fronte economico. Che la squadra pugliese versi in pessime condizioni economiche è risaputo da tempo, ed anche il mercato basato sui giovani di quest’estate è stato proprio figlio di una situazione che in certi momenti ha fatto temere persino per l’iscrizione al campionato. Ora però arrivano nuove e pesanti tegole. Infatti la società che gestisce la sicurezza dello Stadio San Nicola, attraverso un’azione legale, ha ottenuto il pignoramento del cartellino del giocatore Galano, in modo tale, nel momento in cui il giocatore venisse venduto, da recuperare i 70mila euro di debito che il Bari ha contratto con la società di steward. Ma dato che il Bari ha anche un debito di quasi due milioni con il Comune, anche il sindaco Emiliano sta pensando di intraprendere un’azione simile, chiedendo il pignoramento dei cartellini di altri giocatori. Una situazione difficile che non fa che complicarsi, con sicure ripercussioni anche dal punto di vista sportivo, minando pesantemente la serenità della squadra.

RITORNO SENZA ANDATA – Un ritorno prevede sempre, anche semanticamente, un’andata. Esistono andate senza ritorno, i cosiddetti viaggi di sola andata, ma se si ritorna da qualche parte, ci si è per forza andati. Nell’ultima giornata di serie B si è cercato, invece, di stravolgere le regole del senso comune e si è giocata la gara di ritorno tra Padova e Carpi…senza che l’andata si sia mai giocata. Sì, perché la gara d’andata è il famoso incontro sospeso per lo spegnimento parziale del sistema di illuminazione dello stadio di Modena, dove il Carpi è stato costretto a giocare  le gare casalinghe all’inizio della stagione per i lavori che stavano rendendo inagibile il suo stadio. La situazione costrinse l’arbitro alla sospensione definitiva dell’incontro, e da subito cominciarono a farsi insistenti le voci che volevano una sconfitta a tavolino per la squadra di casa per responsabilità oggettiva. Il Carpi ha quindi iniziato una lotta per dimostrare la propria estraneità all’accaduto, ritenendosi essa stessa danneggiata. Con esiti positivi, perché dopo un lungo periodo di attesa, la giustizia sportiva ha deciso di dargli ragione, stabilendo la ripetizione dell’incontro a partire dal minuto della sospensione. Data ancora da decidersi. Intanto però si è giocato il ritorno, conclusosi con un sonante 4-1 del Carpi, grazie ai gol di Sgrigna, Pasciuti, Lollo e Ardemagni e il momentaneo pareggio di Musacci.

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