Il Milan, Seedorf e gli ex allenatori incompresi

MILANO –Con questo allenatore si lavora molto” “Stiamo raccogliendo i frutti dell’impegno del nuovo mister” “E’ un allenatore attentissimo ad ogni particolare” Quante volte, dopo un esonero, sentiamo queste frasi, ormai trite e ritrite, dal campioncino di turno, che magari punta solo ad ingraziarsi le simpatie del nuovo mister? L’ultima arriva da Abbiati, uno che di certo non ha bisogno di adulare per meritarsi un posto in campo, ma che si unisce al coro dei “Col nuovo tecnico è meglio che con quello vecchio“: “Clarence ha avuto un ottimo impatto. Lo conosco molto bene e come squadra stiamo cercando di mettere in pratica le sue idee. Seedorf ha portato idee nuove e un metodo di gioco diverso, all’inizio non è facile, ma sicuramente anche il cambiamento di allenatore è da considerarsi un fallimento per noi giocatori, di sicuro c’è stata una reazione da parte nostra. La crescita c’è stata, ma dopo 3 partite è presto per metter in pratica le idee del tecnico

“Si fidi mister, è al sicuro!”

DI CHI E’ LA COLPA? – Bene, quindi la colpa è dei giocatori che hanno fallito con Allegri, però Seedorf ha portato idee nuove, ma allora? Scarso impegno da parte della squadra? Allegri non sapeva più che pesci pigliare? In questo marasma non si capisce più nulla, non solo al Milan ma ovunque si cambi un allenatore: bastano tre o quattro vittorie per dimenticare chi magari ti ha fatto vincere lo Scudetto, come Allegri. Diciamoci più che altro che Allegri ormai non lo seguiva più nessuno (da qui il fallimento dei giocatori citato da Abbiati), aggiungiamoci che lo stesso livornese ci ha messo del suo a livello tattico, ma non vogliamo metterci dentro anche la società? Una società che già a giugno avrebbe dovuto allontanare il tecnico, dato che il suo posto era più in bilico di un equilibrista a piedi nudi sul filo spinato, eppure lo ha riconfermato, indebolendo la rosa a sua disposizione (perché sì, se compri Matri poi devi avere TUTTA la squadra che gioca per lui) senza coprirgli le spalle. Pensare che pure Ferguson nei primi quattro anni di Manchester non vinse nulla e tutta la stampa voleva la sua testa, spingendo per l’esonero. Una decina di campionati, altrettante coppe, due Champions League (con altre due finali) dopo si sono dovuto ricredere leggermente.

IL PREDESTINATO – Che Berlusconi volesse Seedorf sulla panchina rossonera è risaputo da mesi e mesi e mesi, ma perché questo incaponirsi così tanto sull’olandese? Ma essere predestinato, per scelta del presidente, a sedere sulla panchina del Milan, non equivale ad essere predestinato a diventare un eccellente allenatore, soprattutto se fino al giorno prima ancora si è calciatore. Carlo Ancelotti, nel primo capitolo del suo libro “Il mio albero di Natale” afferma: “Spesso il pensiero generale è quello che, dopo tanti anni di professionismo come calciatore, si possano avere le competenze per allenare a qualsiasi livello. Sbagliato: l’esperienza di giocatore può aiutare nella gestione della relazione interpersonale con i calciatori, ma niente di più“. Prima di sedersi sulla panchina della Reggiana fece per un anno il vice di Sacchi in Nazionale. Se lo dice Ancelotti!

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