I 10 numeri 10 della Juventus: Liam Brady

Il 1980 rappresenta una data importante per il campionato italiano: con l’ apertura delle frontiere, le società del calcio nostrano tornano ad acquistare giocatori provenienti dall’ estero. In quell’ estate i contatti tra i dirigenti juventini ed i manager dei calciatori stranieri sono frequenti: si trattano talenti del calibro di un certo Maradona, ma la scelta definitiva cade su un irlandese classe 1956, William Brady.

REGISTA DI SUCCESSO – Il ragazzo quindicenne, nato a Dublino, viene trasferito a Londra sponda Arsenal, dove compie tutta la trafila delle giovanili, debuttando in prima squadra a 17 anni. Con la maglia dei “gunners” colleziona successi e trofei fino all’estate del 1980, quando accetta il trasferimento a Torino nonostante il presidente londinese Hillwood faccia di tutto per trattenerlo. Essendo un regista dai piedi buoni,  la Juventus di Trapattoni, grazie all’ acquisto dell’ormai ventiquattrenne, può effettuare manovre ragionate con impostazioni di gioco ben definite: era dai tempi di Capello che non si vedeva una tattica cosi ordinata. Nonostante un radicale cambio generazionale, la squadra, con Liam in cabina di regia, vince due scudetti consecutivi: secondo Trapattoni questi sono i due successi più belli, perché conquistati dopo le cessioni di Benetti e Boninsegna, due pezzi da novanta all’ interno dello spogliatoio. Certo, il piede sinistro dell’irlandese è tutt’ altro che veloce, ma il talento gli permette di effettuare dei lanci al millimetro per mandare in goal i compagni.

PROFESSIONISTA ESEMPLARE – La prima stagione è stupenda per l’irlandese, scoperto dal popolo bianconero il 23 novembre 1980. La Juventus, con una formazione decimata dagli infortuni, affronta l’Inter campione d’Italia. Liam è decisivo per il conseguimento della vittoria con un goal e un assist. Quel match rappresenta la svolta nel campionato della Juventus che si metterà ad inseguire la Roma capolista. La seconda stagione è suggellata da quel 30 aprile 1982: con l’acquisto di Platini e Boniek, Brady viene a sapere che l’anno successivo non verrà confermato nella formazione di Trapattoni. L’irlandese, deluso dalla decisione della società, firma per la Sampdoria. Da professionista qual è, la domenica successiva a quella comunicazione, i bianconeri hanno la possibilità di vincere lo scudetto con tre giornate d’anticipo, approfittando del pareggio della Fiorentina. Si gioca a Cagliari: sul risultato di 1-1 la squadra ospite ottiene un calcio di rigore. E’ proprio l’irlandese che calcia quel penalty decisivo, prendendosi anche una piccola rivincita come lui stesso ammette: «Avevo due scelte, due possibilità: fare il professionista e calciare bene il rigore, oppure fare il bambino stupido e rifiutarmi di calciare o, peggio, sbagliare volutamente il tiro. Ho scelto di fare il professionista, ho tirato ed ho fatto goal». Con quel rigore calciato, Liam dimostra di essere un professionista ammirato ed apprezzato dal popolo bianconero per la sua serietà dimostrata sul campo.

IL RAGAZZO PRIVATO –  Dopo 57 presenze e tredici goal, si interrompe il rapporto tra l’irlandese e la Juventus. Brady verrà sempre ricordato con simpatia dai tifosi bianconeri: nonostante il passaggio alla Sampdoria, Liam farà nascere la sua bambina a Torino, fatto che sottolinea il buon feeling tra la famiglia dell’irlandese e la città sabauda. Una vita che, agli inizi dell’avventura bianconera, aveva destato una curiosità, per certi aspetti, morbosa da parte dei media, smaniosi di conoscere  l’aspetto privato di Brady, un uomo riservato, per nulla appariscente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *