Napoli in lenta ripresa, ma con i soliti problemi: il cuore non basta

NAPOLI – Dopo la sconfitta nell’andata di semifinale contro la Roma, il Napoli oltre al buon gioco dimostrato nella ripresa contro i giallorossi ed il cuore messo in campo, sono costretti a fare risultato contro un Milan  tutt’altro che imbattibile, seppur in crescita con l’arrivo di Seedorf. Gli azzurri avranno dalla loro parte la bolgia del San Paolo per scacciare una crisi che dura da troppo tempo.

 LENTA RIPRESA – Nel primo tempo di Roma – Napoli, gi partenopei hanno provato a rompere le righe della difesa della Roma, senza quasi mai riuscirci ed anzi subendo le due ripartenze che hanno di fatto castigato la retroguardia degli ospiti. Se facile non era fermare i piedi di Totti e la velocità di Gervinho, tutt’altro che difficile era contrastare un libero Strootman a centrocampo, autore del goal più bello della serata. Nella seconda frazione, complice magari le parole del presidente De Laurentiis negli spogliatoi, il Napoli è sceso in campo con un piglio diverso, mettendoci cuore e dimostrando carattere nonostante il doppio svantaggio. Però c’è da dire, per onestà dei fatti, che senza l’aiuto dell’ex De Sanctis il Napoli non avrebbe riaperto facilmente la partita. Guardando gli aspetti positivi e meno quelli negativi – troppi per sottolinearli – fare due goal a questa Roma, miglior difesa del campionato, era tutt’altro che semplice. Adesso però bisogna fare risultato.

SOLITI PROBLEMI – E’ doveroso parlare, per l’ennesima volta, della difesa azzurra ormai protagonista assoluta nel progetto di Benitez. Facile non è stato per lo spagnolo inculcare una mentalità diversa alla squadra nel giro di poco tempo, e fin quando si vinceva questi problemi erano nascosti. Ora però sono sotto i riflettori ed anche il più onesto dei tifosi, o chi comunque segua il Napoli, è riuscito a capire cosa deve essere riparato. Ci si può lamentare degli interpreti sbagliati di questo modulo con quattro difensori, ma la manovra e l’idea di gioco è completamente fuori dal contesto italiano. Magari  l’Italia è indietro rispetto a Spagna ed Inghilterra e Benitez non riuscirà a cambiarla. Con difese schierate è difficile giocare e fare bel gioco, se non hai una solida base difensiva corretta dal filtro a centrocampo. Fortuna che ora rientra Behrami per rimettere le cose a posto. Lo spagnolo avrà esperienza, ma la sua coerenza rischia di far affondare un progetto sin da subito. Se Garcia si è adattato proponendo Benatia-Castan  in difesa e ripartenze veloci, perché non può provarci anche l’ex tecnico del Chelsea?

 

 

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