Sochi 2014, Bjørgen e Bjørndalen superstar: ori e record in salsa norvegese

SOCHI (Russia) – Due straordinarie leggende, due campioni assoluti, un solo grande Paese. Marit Bjørgen e Ole Einar Bjørndalen, con le meravigliose imprese realizzate in questa prima giornata di Giochi, si confermano il simbolo sportivo di una nazione – la Norvegia, primatista di podi nella storia delle Olimpiadi invernali – che da qui a domenica 23 avrà altre decine di carte da giocarsi. Ma loro – la 33enne di Rognes e il 40enne di Simostranda – hanno riscritto ancora una volta tutti i record, assoluti e personali. E siamo solo all’inizio.

SENZA RIVALI – Era la grande favorita della gara di skiathlon femminile che ha aperto le Olimpiadi del fondo, e non ha deluso le attese. Ha corso da autentica dominatrice, Marit Bjørgen, lasciando sfogare la svedese Charlotte Kalla prima di sorpassarla a doppia velocità poco prima del rettilineo finale e festeggiando al traguardo insieme alla connazionale Heidi Weng, giunta terza. Un successo che le è valso il quarto oro e l’ottava medaglia olimpica e un record di longevità strappato a Stefania Belmondo: quello della fondista più anziana capace di trionfare ai Giochi. Una campionessa a 360 gradi, per come ha cercato di consolare l’altra norvegese Therese Johaug (quarta e in lacrime al traguardo) al termine di una giornata difficile per le ragazze del clan scandinavo, colpite dalla notizia della morte improvvisa del fratello di Astrid Jacobsen, loro compagna di squadra.

SETTEBELLO – Poche ore dopo, Bjørndalen ha pensato bene di “rispondere” alla Bjørgen conquistando un successo che in pochi avrebbero pronosticato alla vigilia. Sì, perché i grandi favoriti della sprint maschile di biathlon erano sostanzialmente due, il connazionale Emil Hegle Svendsen e il francese Martin Fourcade, che a parità di errori al poligono (uno) ha saputo battere sugli sci, issandosi sul gradino più alto del podio davanti all’austriaco Dominik Landertinger e al ceco Jaroslav Soukup. Così, ecco arrivare il settimo oro – il quinto individuale – e la 12esima medaglia ai Giochi, al pari del fondista e connazionale (guarda caso) Bjørn Dæhlie. Lunedì, nell’inseguimento, dovrà rintuzzare gli attacchi di Svendsen e Fourcade – rispettivamente nono e sesto -, ma se il buongiorno si vede dal mattino…

ITALIANI – Molto positiva, considerata la concorrenza, la prestazione degli azzurri del biathlon, con Dominik Windisch e Lukas Hofer in posizione da sparo (in tutti i sensi, vista la specialità…) per l’inseguimento: rispettivamente 11esimo e 12esimo, ma a meno di 30 secondi dalla zona podio. Più indietro, invece, Christian De Lorenzi (47esimo) e Markus Windisch, che in virtù del suo piazzamento (81esimo) non prenderà parte alla gara di lunedì. Nello skiathlon femminile (7.5 chilometri in alternato e altrettanti a skating), bene Marina Piller (16esima), così e così Debora Agreiter ed Elisa Brocard (30esima e 32esima), maluccio Virginia De Martin Topranin (44esima). Al via anche il torneo di hockey su ghiaccio femminile, coi successi degli Stati Uniti sulla Finlandia (3-1) e del Canada sulla Svizzera (5-0).

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