Nel sogno europeo del Parma irrompe il Catania. Finisce 0-0 al Tardini

PARMA – A guardare il risultato finale, 0-0 a reti inviolate come avvenne al Massimino, l’incontro del Tardini potrebbe apparire la sterile riproposizione della gara di andata. La cronaca dell’incontro tra Parma e Catania racconta però un’altra storia; la storia dei padroni di casa che avrebbero dovuto dominare gli etnei – fanalino di coda dall’inizio del campionato – per meritare di rimanere agganciati alla zona “europa” della classifica, e di un Catania che si sarebbe dovuto aggrappare, con le unghie e con i denti, alla speranza di riaprire il capitolo salvezza. Al Tardini, dove è sceso in campo l’impalpabile trio “ABC”, ovverosia Amauri-Biabiany-Cassano, si è verificata solo la seconda parte del pronostico, perché a rischiare di compiere il colpaccio sono infatti solamente gli uomini guidati da Rolando Maran.

LE SQUADRE INIZIANO A STUDIARSI – Nei primissimi minuti di gioco sono i gialloblù che provano a manovrare il pallone in direzione dell’area catanese, ma l’affollatissima linea difensiva degli etnei lascia pochissimo spazio alla flebile iniziativa parmense. L’unico e solo acuto dei ducali è rappresentato dal tentativo sotto porta di Amauri che, su preciso assist di Parolo, manca la sfera e la deviazione vincente appena d’un soffio. A metà primo tempo il Catania comincia però a prendere l’iniziativa, ed alla mezzora è Barrientos ad impegnare la difesa di casa in due occasioni; prima con un tiro che s’infrange sulla traversa, ed in seguito con un tentativo da posizione ravvicinata, non certamente irresistibile, che viene parato in sicurezza da Mirante.

MARAN SUONA LA CARICA – La ripresa vede decisamente protagonisti i rossazzurri. Il Parma ritorna in campo scarico ed il Catania ne approfitta per giocare la sfera con maggiore scioltezza. Al 50′ Bergessio, lanciato in porta da una precisissima apertura di Izco, centra la traversa all’altezza dell’incrocio dei pali con un potente diagonale che non avrebbe lasciato scampo a Mirante. Andujar, ritornato titolare dopo l’infortunio di Frison, è poi bravo a disinnescare i tentativi ravvicinati di Biabiany ed Amauri. Al 72′ arriva l’occasione d’oro per il Catania: Rinaudo, con una pregevole azione insistita, si porta con il pallone sulla linea di fondo e riesce a servire in area Izco, il centrocampista argentino si coordina bene ma trova l’opposizione di Gobbi sulla linea di porta che sventa miracolosamente in angolo un gol quasi fatto.

LA STANCHEZZA PRENDE IL SOPRAVVENTO – Nel finale di gara, con la complicità delle molte energie spese soprattutto nel secondo tempo, le squadre di Donadoni e Maran scelgono di non farsi male annullandosi reciprocamente a metà campo. Il punto a testa che ne risulta, che per quanto visto sembra penalizzare di più i siciliani, fa comunque muovere la classifica e ritorna certamente utile agli etnei; con Maran di nuovo in panchina, la compagine del presidente Pulvirenti riesce infatti a mettere in fila il terzo pareggio consecutivo in questo campionato.

Parma (4-3-3) – Mirante 5.5; Cassani 5, Paletta 6, Gobbi 6 (42′ st Molinaro SV), Lucarelli 6, Marchionni 5, Parolo 6.5, Biabiany 5, Amauri 5.5, Gargano 5 (15′ st Acquah 5.5), Cassano 6 (29′ st Palladino 5).  A disp.: Bajza, Rossini, Felipe, Coric, Galloppa, Munari, Mauri, Schelotto, Pozzi. All.: Donadoni 5.5

Catania (3-5-2) – Andujar 6; Bellusci 5.5, Rolin 5.5 (31′ st Alvarez 6), Spolli 6, Izco 7, Peruzzi 5.5, Lodi 5.5, Barrientos (43′ st Plasil SV), Rinaudo 6, Bergessio 6.5, Castro 6 (43′ st Fedato SV). A disp.: Ficara, Gyomber, Legrottaglie, Biraghi, Capuano, Monzon, Keko, Boateng.  All.: Maran 6.5

IZCO 7 (MIGLIORE IN CAMPO SPORTMAIN) – Il capitano del Catania è la vera anima della sua squadra. L’argentino è presente in tutti i settori nevralgici del campo; difende e recupera palloni, costruisce ed arriva persino vicinissimo a siglare il vantaggio esterno per gli etnei.

Arbitro: Giacomelli

Ammoniti: Bellusci (C), Marchionni (P), Peruzzi (C), Lodi (C)

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