Sochi 2014, Cologna e Kuz’mina fanno il bis Oberhofer e Wierer a un soffio dal podio

SOCHI (Russia) – Lui ha genitori italiani, ma è al 100% svizzero; lei invece è russa, però gareggia per la Slovacchia. Cosa li accomuna? Il fatto di aver conquistato un oro olimpico (il secondo in carriera per entrambi) imponendosi nella prima gara che li vedeva impegnati, così come avvenne quattro anni fa a Vancouver. Dario Cologna e Anastasija Kuz’mina sono due dei principali protagonisti messisi in luce nella seconda giornata dei Giochi, da ricordare anche per le prime medaglie azzurre e per la gara femminile più incredibile nella storia del biathlon italiano.

IN LACRIME – Ha commosso mezzo mondo il pianto di Cologna sul podio dello skiathlon maschile di sci di fondo (15 chilometri in alternato e altrettanti a skating), gara nella quale il 41enne Giorgio Di Centa è stato ottimo 12esimo. Così freddo nel corso della gara – sempre vigile sino all’irresistibile sprint finale che ha spezzato le gambe allo svedese Hellner e al norvegese Sundby -, così emozionato una volta tagliato vittoriosamente il traguardo. Probabilmente, in quel momento, Dario avrà pensato all’infortunio alla caviglia destra rimediato a novembre, problema che gli ha impedito di andare a caccia della sua quarta Coppa del Mondo generale ma non di un nuovo trionfo a cinque cerchi. A Vancouver, da debuttante assoluto ai Giochi, conquistò la 15 chilometri a tecnica libera; a Sochi il programma del fondo è cambiato, ma non il risultato della prima gara: sul gradino più alto del podio c’è sempre lo svizzero d’Italia, Dario Cologna.

BACK TO BACK – Chi invece ha ricalcato in toto le gesta di quattro anni fa è Anastasija Kuz’mina (Šipulina da nubile), nuovamente oro della sprint femminile di biathlon. E, così come a Vancouver, la nuova bicampionessa olimpica ha saputo portarsi a casa una gara che non la vedeva tra le prime favorite, precedendo la russa Olga Vilukhina e l’ucraina Vita Semerenko. Così Anastasija, moglie del fondista israeliano Daniel Kuzmin e passata sotto la bandiera slovacca anche – se non soprattutto – per un clamoroso errore di valutazione da parte dei tecnici del suo Paese d’origine, ha potuto anche dare una piccola gioia al fratello Anton Šipulin, giunto quarto nella sprint maschile a soli sette decimi dal podio.

PODIO SFIORATO – Ed è mancato davvero poco che sul podio della sprint femminile non ci salisse un’atleta azzurra. Addirittura, Karin Oberhofer la medaglia l’ha assaporata per diversi minuti, prima che Vilukhina e Semerenko le togliessero la gioia più grande, ma non certo la soddisfazione per una gara fantastica, al pari di quella di Dorothea Wierer, sesta e anche lei in ottima posizione in vista dell’inseguimento. Più indietro, ma entrambe qualificate alla gara di martedì, Michela Ponza (38esima nonostante il 10/10 al poligono, trovato anche da Oberhofer e Wierer) e Nicole Gontier (54esima). Per quanto riguarda lo skiathlon maschile, buona prova del giovane Francesco De Fabiani (22esimo), non altrettanto quella del più esperto Roland Clara, 30esimo. Infine, nel torneo di hockey su ghiaccio femminile, i primi incontri del Gruppo B hanno visto la Russia battere 4-1 la Germania e la Svezia superare di misura (1-0) il Giappone.

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