Sochi 2014: l’urlo dell’azzurro Innerhofer

SOCHI – E’ arrivata la prima medaglia per l’Italia, è arrivata con l’urlo di gioia di Christof Innerhofer che con una discesa libera quasi perfetta si piazza al secondo posto, preceduto solo dall’austriaco Mayer.

LA GARA – Una prova difficile che gli atleti avevano preparato nei giorni scorsi con le prove che qualche segnale lo avevano dato. Segnali positivi per alcuni, negativi per altri. Ma la gara si sa è tutta un’altra cosa e allora non solo fa notizia l’oro del figlio d’arte Matthias Mayer, partito con il pettorale numero 11, o l’argento dell’azzurro Innerhofer sceso con il numero 20. Fa notizia non vedere sul podio i favoriti Bode Miller, lo statunitense si ferma all’ottavo posto, ed il norvegese Svindal che “conquista” la medaglia di legno. Una delusione forte che si legge nel volto sconsolato di Miller ripreso dalle telecamere a fine gara.

AZZURRI – Ma quello che interessa di più a noi italiani è l’urlo di gioia e liberazione di Christof Innerhofer al traguardo. In vantaggio fino all’ultimo intermedio nell’ultima parte di gara non è riuscito a fare bene quanto l’austriaco rimanendo dietro per solo 6 centesimi. Un soffio, forse meno, che lo dividono dall’oro. “Per me contava solo la medaglia. Questo argento vale come dieci vittorie” ha commentato alla fine. Ma non dimentichiamo anche gli atri atleti azzurri scesi in pista, con il settimo posto di Peter Fill, l’11esimo di Dominik Paris ed il 12esimo di Werner Heel. Che dire, oltre alla gioia del momento resta la consapevolezza che qualcosa lo possono dire anche gli italiani dello sci alpino a queste Olimpiadi.

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