Juanito Gomez, Samuel e il campionato ritrovato

A ravanare tra i calciatori più significativi qui in Italia ci si imbatte sempre negli argentini. La 23^ giornata passa per due nomi che giocoforza daranno prospettive diverse a quel che resta dell’annata (e delle annate…): Juan Gómez Taleb e Walter Samuel. Se il primo rinsalda e ripropone la realtà di una Serie A tutto sommato equilibrata, il secondo ha dato il là al nuovo corso nerazzurro – auspicato, visto il nuovo contesto, ma insperato dalla tifoseria. Ecco un piccolo excursus di quello che è stato, è e sarà (potrebbe essere) il nostro campionato.

La bandiera argentina, presto issata su tutti i comignoli d’Italia per legge

CAMPIONATO A NORMA – Affetti da esterofilia aggravata da disfattismo, il nostro povero organismo non può che assuefarsi alla tendenza, quantomeno per studiarne le coordinate. Eppure non si può non rilevare che la Serie A è “in linea” con tutte le altre massime leghe europee e, perciò, assurgendo queste a prototipi, è “a norma”: la Liga Spagnola – da secoli modello di strapotere duo(tri)polista – squaderna Barcellona, Real Madrid e Atletico saldamente al comando, lontane nella torre eburnea dai comuni mortali (da Bilbao a Valencia); in Germania è pure ménage à trois, col Bayern che divide et impera; nella Ligue 1, con buona pace delle ambizioni di egemonia parigine, Monaco e Lilla hanno ancora carte da giocare; infine la Premier League, che – anche per aspetti extracalcistici – si offre quale modello-guida: Chelsea, Arsenal, Manchester City, Liverpool, e in dolce attesa di Tottenham e Manchester United: tutta un’altra storia. I gol decisivi di Gomez e Samuel hanno affermato due cose: una, attuale, dice che la Serie A è ancora tutta da giocare, malgrado la Juve (60 punti) faccia ancora il bello e il cattivo tempo anche più di Barça/Real/Atletico (57), Chelsea (56) e PSG (55); l’altra, in prospettiva, fa di Samuel metafora (avveniristica) di un campionato potenzialmente bilanciato: l’Inter ha interrotto la striscia negativa, può ripartire serena, sistemare la pietra angolare per la rinascita.

Samuel mura la difesa e pone la pietra angolare della nuova Inter

SCENARI UTOPICI – L’Inter, quindi, con ogni probabilità tornerà a farsi sotto. Questo ovviamente dalla prossima stagione, con lo spazio per ulteriori step; è tempo di cambiamenti: sia macro – l’International Board si riunirà per discutere importanti novità sulle regole del calcio – che micro: la Serie A, appunto. Se tutto andrà come la Storia predica (sebbene l’Italia sia caso sui generis), il nostro campionato si lascerà dietro le tenebre tornando a proporre cinque-sei squadre di valore nello scenario internazionale più un’altra mezza dozzina in quello minore da “Europa League”: altrimenti rassegnamoci al cupio dissolvi definitivo. I progetti, con spaventosa lentezza, stanno maturando: qualcosa nel concreto si è già mosso, dalla Roma all’Inter, dal Napoli alla Fiorentina; ma resta un interrogativo: e se anche avanzando di grado gli altri saranno sempre un po’ più in là?

L’ippopotamo Serie A rincorre invano gli altri campionati

VECCHIA SIGNORA – A un campionato che sembra cambiar pelle, risponde una Vecchia Signora che a concedere qualcosa non vuol saperne: otto i punti in più rispetto alla scorsa annata. Fa meglio la Roma, che da 34 passa a 51 con una partita in meno. Il Napoli patisce le tre battute d’arresto consecutive (due punti in meno e tredici dalla capolista: l’anno scorso ne erano tre), mentre la Fiorentina migliora di cinque punti. Giallorossi e viola hanno scalzato Lazio e Milan, entrambe a -11 dall’anno scorso, anche se i biancocelesti sembrano aver recuperato la forma. Sorprendono Genoa (+9), Torino (+5), Sampdoria (+3) e, in negativo, Catania (-19), Chievo (-10), Udinese (-7) e Bologna (-4). Infine, le tre neopromosse rapportate rispettivamente con Pescara, Torino e Sampdoria (prima, seconda e terza nella Serie B 2011/12): Sassuolo sotto di tre punti dal Pescara, Verona a +8 da quel Torino e Livorno -8 dai blucerchiati.

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