Milan basta scuse, è tempo di darsi una svegliata

MILANO – Diamogli tempo, diamogli tempo. E’ questo o almeno questo dovrebbe essere il motto da seguire negli ambienti rossoneri nei confronti del proprio allenatore. La prestazione negativa contro il Napoli di Sabato sera ha fatto sorgere i primi dubbi sulla gestione Seedorf, e quindi piogge di critiche. Il punto dolente che hanno notato tutti, anche i meno competenti del settore è stato sul mancato collegamento tra i diversi reparti. Difesa troppo schiacciata e centrocampo “assente”, attacco inerme. L’unica nota positiva della trasferta campana è solo una : Adel Taarabt. Il neo 23 rossonero ha iniziato la sua nuova avventura alla grande; debutto con gran gol, prestazione condita da ottima sostanza e spirito di sacrificio. Ma andiamo per ordine.

4-2-3-1 E’ IL MODULO GIUSTO ? – La partita con il Napoli sembrava incalanarsi su binari positivi, poi la solita nebbia che avvolge la retroguardia rossonera e il triste ritorno alla realtà. Solo dieci minuti è durata la banda Seedorf, poi lo sbando. La cosa che subito risalta all’occhio è la prova imbarazzante della difesa rossonera. Con un Mexes al limite del ridicolo (come si può dare la fascia di capitano ad uno che non ci mette più professionalità in quello che fa?), un Emanuelson spaventato, diventa facile per Higuain ( più decisivo di Cavani !) e compagni scardinare la sempre più malmeabile difesa milanista. L’unico che salva la faccia nella disfatta napoletana è Rami che si trova a sempre a tu per tu con i vari Insigne, Mertens, Higuain e ne esce a testa alta. De Sciglio al contrario delle ultime uscite con Abate schierato nel ruolo di trequartista va in confusione e spesso finiscono per pestarsi i piedi da soli. La new entry a centrocampo Essien in coppia con De Jong non sfigura, ma non trovano mai le geometrie giuste sarà pure che è la prima partita che giocano insieme ma dalla loro esperienza si aspetta di più. Per non parlare dell’attacco. Un Robinho con la testa perennemente in vacanza (ma quando lo danno in Brasile?) , un Balotelli preso dalle sue vicende personali, Abate che tutto può fare ma non il trequartista, si fa facile a dire che non potevano infierire minimamente sulla retroguardia di Don Rafaè.

LA CHAMPIONS INCOMBE – Fatto sta che le scelte di Seedorf non vengono premiate. L’unica intuizione giusta del tecnico olandese è rappresentata da Taarabt. Il marocchino all’esordio non delude, e ripaga la fiducia di mister Clarence. Con la Champions alle porte non arrivano grosse conferme dal punto di vista tattico. Il modulo lascia ampi dubbi forse, anzi sicuramente per la mancanza di uomini adatti. La partita con l’Atletico rappresenta il crocevia della stagione. Gli spagnoli non sono scintillanti come quelli visti fino a Dicembre, perciò sta a Seedorf caricare i suoi per dare un segnale anzi uno scossone a tutti. La gara col Bologna può essere un’ importante chance per togliere gli ultimi dubbi sugli  11 che scenderanno in campo Martedì prossimo a San Siro. Oltre all’aspetto psicologico, dove c’è da lavorare e molto è l’aspetto fisico. Contro i partenopei che hanno un altro ritmo nelle gambe si è visto un affanno generale che poi ha inciso sul risultato finale. Arrivato tutto in fretta di certo Seedorf non poteva risolvere tutti i difetti di questo Milan e in poco tempo. Il tempo dicono che dovrebbe dare le risposte giuste, ma pure qualche acquisto dovrebbe aiutare e non poco l’ex numero 20 rossonero.

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