Sochi 2014, Martin Fourcade da leggenda La Francia si sblocca grazie al biathlon

SOCHI (Russia) – E adesso non ci sono più dubbi: Martin Fourcade è una leggenda vivente del biathlon. Col successo nella gara a inseguimento di Sochi, infatti, il fenomeno transalpino è entrato a far parte della ristretta cerchia di atleti capaci di realizzare la cosiddetta Triple Crown: oro olimpico, oro iridato e classifica generale di Coppa del Mondo. Come lui soltanto i tedeschi Frank Ullrich, Frank-Peter Roetsch, Sven Fischer e Michael Greis (i primi due gareggiarono per la ex Germania dell’Est) e i norvegesi Ole Einar Bjørndalen ed Emil Hegle Svendsen.

CAMPIONISSIMO – Un vero fenomeno, il catalano di La Llagonne, che avanti di questo passo è destinato a battere nuovi record. Con 26 anni ancora da compiere, infatti, Fourcade ha tutto il tempo di rimpinguare un bottino finora composto da due edizioni della Coppa del Mondo, sette coppette di specialità, 61 podi nel circuito maggiore (con 29 vittorie), 12 medaglie iridate (cinque gli ori) e due olimpiche (a Vancouver era arrivato l’argento nella mass start). Un mezzo miracolo, se si considera che da junior Martin era considerato molto meno promettente del fratello maggiore Simon – il quale invece non si è ancora imposto in una gara individuale di primo livello -, penalizzato da un’emotività che spesso e volentieri lo portava a combinare pasticci. «Volevo essere come lui», racconta Fourcade a chi gli chiede come mai abbia deciso di praticare il biathlon: a giudicare dai risultati, la scelta si è rivelata più che mai azzeccata.

ALLONS ENFANTS – Ma l’apoteosi francese (finalmente sul podio in questi Giochi) non si è limitata al trionfo di Martin, perché il gradino più basso del podio è stato occupato da Jean-Guillaume Béatrix, bravissimo a rimontare dalla 14esima piazza con la quale aveva concluso la sprint: una doppia medaglia che fa ben sperare in vista della staffetta di sabato 22. Fa festa anche la Repubblica Ceca, che dopo il bronzo di Jaroslav Soukup nella gara più breve può celebrare l’argento di Ondřej Moravec, risalito dall’ottavo posto di sabato. Restano a secco Germania (ancora a zero medaglie nel biathlon) e Norvegia, con Bjørndalen quarto e uno Svendsen nono e in pessime condizioni di forma.

ITALIANI – Così e così la prova dei biathleti azzurri, con Lukas Hofer e Dominik Windisch che non sono riusciti a dare l’assalto al podio olimpico. Partiti non lontano dalle posizioni di testa, i due nostri portacolori hanno pasticciato al poligono (due errori il primo, quattro il secondo) concludendo rispettivamente 17esimo e 25esimo. Chi ha recuperato cinque posizioni è stato Christian De Lorenzi, che con un 18/20 si è portato dal 47esimo al 42esimo posto. Nell’hockey su ghiaccio femminile sono andati invece in scena due match validi per la seconda giornata del Gruppo A: rispettati i pronostici della vigilia, con il 9-0 degli Stati Uniti sulla Svizzera e il 3-0 del Canada ai danni della Finlandia.

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