“Attimi di volley”, un trailer librario – Ep. 2: Marco Bracci

[“Attimi di volley” è un libro che sta nascendo in questo periodo a cura di Carlo Alberto Cova. Argomento del lavoro sono le riflessioni, le curiosità e gli aneddoti di alcuni dei protagonisti e dei personaggi legati alla pallavolo parmigiana. Ognuno dei ‘co-autori’ ha liberamente scelto il soggetto e il tipo di episodio da raccontare. Qualcuno ha “usato” queste pagine per maturare alcune riflessioni, altri per narrare episodi emblematici della storia della pallavolo ducale e nazionale, ma, la maggior parte dei protagonisti, ha optato per raccontare aneddoti  caratteristici o divertenti sullo stile di quelli che, da sempre, riscaldano gli animi delle cene di tutti i pallavolisti ed ex pallavolisti.]

MARCO BRACCI, GRINTA E SERIETA’ –Posto d’onore del mio trailer librario, non può non averlo Marco Bracci. Protagonista nei due “grandi slam” della Maxicono di cui è diventato capitano, dopo esservi arrivato pochi anni prima da semi-sconosciuto. E’ stato uno degli alfieri della nazionale della “Generazione di Fenomeni” e, oltre che a Parma, ha vinto scudetti e coppe a Madena, Roma e Macerata. Proverbiale la sua grinta in campo abbinata a una serietà e affidabilità non comuni anche fuori del campo da gioco.


QUELLE SFIDE PARMA-MODENA, TUTTI PRESENTI… –
Erano gli anni delle celeberrime sfide con la Panini. Punto di ritrovo per ogni trasferta a Modena era il Bar Trattoria da Gianni, vicino all’ingresso dell’autostrada. Questo a prescindere dal fatto che partissimo da casa, dall’allenamento al palasport o dal vicino ritiro di Villa Ducale. Quel pomeriggio dovevamo disputare al PalaPanini una delle gare decisive per quella stagione. La squadra e con lo staff erano al gran completo nella hall del ristorante, cosicché, dopo l’ennesimo controllo che fossero “tutti presenti”, fu presa la decisione di partire con qualche minuto di anticipo.

O FORSE NO?! – Però io non ero fra quei “tutti”. Mi ero allontanato un attimo per andare alla toilette senza avvisare nessuno, forte del fatto che c’era ancora un po’ di tempo prima della partenza. Quando ritornai nella hall non vidi più nessuno e lo stesso pullman, sul quale avevo già caricato la mia borsa, non era più nel piazzale. In quel periodo il primo pensiero era sempre ad un possibile scherzo architettato da Renan, ma i gestori del ristorante, molto seri e preoccupati in viso, mi assicurarono invece che, in questo caso, non lo era.

LA PUNTO RISOLUTIVA – Nessuno di noi aveva ancora i telefonini. I primi arrivarono qualche anno più tardi grazie ad un regalo della Nestlè. Mi frugai nelle tasche e, con mio grande sollievo, mi accorsi che le chiavi della mia Punto non erano dentro al borsone sul pullman. Mi avviai quindi con la mia macchina alla volta di Modena. Nell’ultima piazzola prima dell’uscita trovai il pullman fermo. Solo da pochi minuti si erano accorti della mia assenza, probabilmente cercando il quinto per la solita briscola chiamata.

Puntata 1: Ermanno Ferramola (clicca qui)

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