La Juventus si distrae e Conte si infuria

Una vittoria buttata via – I tifosi juventini hanno ancora negli occhi il colpo di testa di Juanito Gomez, un colpo di testa che al 94’ ha fatto perdere due punti d’oro ai bianconeri. Non è scandaloso essere raggiunti sul finale, ma Peluso che si fa una vacanza senza contrastare Romulo sulla fascia fa arrabbiare. Chi ha davvero perso le staffe è, come prevedibile, soprattutto mister Conte. Il tecnico leccese sa che approfittare del pari della Roma sarebbe stato fondamentale, un passo in avanti decisivo verso il terzo scudetto di fila. Invece non è successo e la squadra è stata puntualmente punita.

Niente riposo del lunedì – Quando non ci sono le coppe i giocatori hanno diritto al lunedì di riposo. Ma se l’allenatore è Conte tutto può cambiare. I giocatori della Juventus sono stati obbligati a recarsi entro le dieci a Vinovo, dove per una mezzora hanno subito una lavata di testa. “Nessuno ha il posto fisso in squadra”, un concetto che tradotto vuol dire che anche i fenomeni non possono abbassare la guardia e, se lo fanno, la partita successiva si accomoderanno in panchina. Dopotutto i ricambi non mancano, in particolare a centrocampo con Marchisio e in attacco con Osvaldo e Vucinic che scalpitano.

Il punto debole dei calci piazzati – La Juventus sino a qualche partita fa sembrava imperforabile. Ma da qualche gara viene punita sui calci piazzati ed è difficile dare una spiegazione a questo. Come sottolineava Conte, i vari Bonucci, Chiellini, Pogba, Barzagli, Llorente non sono esattamente bassi. Eppure di testa spesso gli avversari prevalgono. Probabilmente c’è la bravura degli altri, un po’ di sfortuna, ma soprattutto un atteggiamento di sufficienza. Proprio il lato psicologico è quello su cui i bianconeri devono lavorare e migliorare parecchio. La partita dura 90’ e quest’anno i minuti finali hanno condannato la Juventus in Champions, contro il Galatasaray all’andata e al ritorno, e ora anche in campionato si spegne il cervello. Tuttavia non è compromesso nulla e, usando le parole del mister, può far bene “un bagno di umiltà”.

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