Sochi 2014, Pittin sfiora la grande impresa Ma la combinata nordica parla tedesco

SOCHI (Russia) – Ci ha fatto emozionare, tifare, sognare. Ha messo in piedi una frazione di fondo combattiva, generosa, quasi spregiudicata. Ma alla fine è rimasto ai piedi del podio, non riuscendo a confermare il bronzo di quattro anni fa a Vancouver. Di fronte a una prestazione del genere, però, non si può che essere ottimisti circa il futuro di Alessandro Pittin e – non va dimenticato – di tutto il movimento azzurro di combinata nordica, che nella gara dal trampolino piccolo ha messo insieme un quarto, un settimo e un quattordicesimo posto. Anche questa è storia.

IMPRESA SFIORATA – Al friulano, se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, sono mancati quei due punti sul salto che – tramutati in secondi – gli avrebbero permesso di partire subito dietro a Magnus Krog. Sì, perché nella volata finale per il bronzo ha prevalso la maggior freschezza del norvegese, il quale ha realizzato il secondo miglior tempo sugli sci (dietro, manco a dirlo, a Pittin). Ma visti i risultati ottenuti sin qui in stagione, e considerata anche la lunga serie di cadute dal trampolino che lo avevano debilitato fisicamente e mentalmente, il quarto posto del 24enne portacolori delle Fiamme Gialle è da considerarsi una mezza impresa e, soprattutto, fa ben sperare per le prossime stagioni. Molto promettenti anche il settimo posto di Lukas Runggaldier (terzo tempo sugli sci) e il 14esimo di Armin Bauer, per una prova di squadra assolutamente senza eguali nonostante un Samuel Costa un po’ sottotono (30esimo).

NELL’ÉLITE – A trionfare è stato Eric Frenzel, il Martin Fourcade della combinata nordica. Del fenomenale biathleta francese, infatti, il neocampione olimpico tedesco condivide l’età (25 anni) e il fatto di aver completato in questi Giochi la cosiddetta Triple Crown: oro a cinque cerchi, oro iridato e classifica generale di Coppa del Mondo. Come lui, nella storia della combinata nordica, soltanto i norvegesi Tom Sandberg, Fred-Børre Lundberg e Bjarte Engen Vik e il transalpino Jason Lamy-Chappuis, vera delusione di giornata col suo 35esimo posto. La piazza d’onore è andata al giapponese Akito Watabe, che ha fatto gara di testa con Frenzel prima di inchinarsi allo spunto veloce del tedesco. L’impressione è che la sfida a due si riproporrà martedì nella gara dal trampolino grande, solitamente ostico per una squadra azzurra che agli sci larghi preferisce di gran lunga quelli stretti.

DISCO AL CENTRO – Nella quinta giornata dei Giochi ha preso il via il torneo maschile di hockey, con i grandi protagonisti della Nhl pronti a dare spettacolo sul ghiaccio russo. Si è partiti con la sfida tra due Nazionali di grande tradizione quali Svezia e Repubblica Ceca: a imporsi sono stati gli scandinavi, andati sul 4-0 grazie alla doppietta di Karlsson e alle reti di Berglund e Zetterberg prima delle due segnature avversarie firmate da Zidlicky e dal grande Jaromir Jagr. Nell’altro match valido per il Gruppo C, soffertissima vittoria della Svizzera sulla Lettonia grazie a una rete (realizzata da Moser) giunta ad appena otto secondi dal termine. Nel torneo femminile, invece, è andato in scena un anticipo della probabile finale, con il Canada che ha battuto 3-2 gli Stati Uniti. Ha chiuso il raggruppamento il 4-3 della Finlandia sulla Svizzera, attese ora al playoff per il passaggio in semifinale da disputare contro – rispettivamente – la quarta e la terza classificata del Gruppo B.

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