Sochi 2014, Kowalczyk superstar in classico Vittoria e lacrime da vera campionessa

SOCHI (Russia) – Aveva debuttato col freno a mano tirato, lasciando immaginare che la microfrattura al piede sinistro rimediata prima dei Giochi potesse estrometterla da qualsiasi lotta per le medaglie. Invece, nella gara a lei più congeniale (la 10 chilometri in classico), Justyna Kowalczyk ha ritrovato la forma dei giorni migliori, tornando sul gradino più alto del podio a quattro anni di distanza dall’oro nella 30 chilometri in alternato – con partenza in linea – di Vancouver 2010.

IN LACRIME – Non ha avuto rivali, la possente fondista polacca, la cui fenomenale energia è venuta fuori metro dopo metro: una marcia inarrestabile che ha mandato fuori giri la regina degli sci stretti Marit Bjøergen, considerata alla vigilia la principale antagonista della polacca e invece finita addirittura quinta. Copiose le lacrime della Kowalczyk a fine gara, a dimostrazione dell’importanza di un successo non così scontato come si sarebbe potuto pensare, a maggior ragione dopo il poco incoraggiante sesto posto nello skiathlon. Chi ha confermato il piazzamento di sabato scorso è la svedese Charlotte Kalla, al secondo argento in questa edizione dei Giochi, mentre la norvegese Therese Johaug ha potuto finalmente festeggiare quel bronzo sfuggitole – un po’ a sorpresa – nella gara d’esordio.

SENZA RIVALI – Nessuna sorpresa, invece, per quanto riguarda l’oro dell’individuale maschile di biathlon: a vincere, manco a dirlo, è stato Martin Fourcade, autentico fuoriclasse di questa disciplina. Il 25enne transalpino ha vinto la sua seconda gara in pochi giorni, legittimando un dominio destinato a protrarsi per lungo tempo. Difficilmente pronosticabili alla vigilia, invece, le medaglie d’argento e di bronzo andate ad Erik Lesser ed Evgenij Garaničev, i quali hanno regalato a scuole di grande tradizione come Germania e Russia il loro primo podio di queste Olimpiadi nel settore maschile del biathlon. Ancora una volta deludente, invece, il norvegese Emil Hegle Svendsen, che ha palesato una condizione di forma assolutamente non all’altezza del suo talento chiudendo settimo nonostante il 19/20 al poligono.

AZZURRI – Peccato per Lukas Hofer, il cui errore all’ultimo tiro – il secondo in totale – gli ha pregiudicato un piazzamento a ridosso del podio: il 24enne altoatesino ha concluso al 14esimo posto, di gran lunga il migliore italiano in gara davanti a Christian De Lorenzi (31esimo), Dominik Windisch (65esimo) e Markus Windisch (71esimo). Quanto alla 10 chilometri di fondo, poco da fare per Marina Piller ed Elisa Brocard, rispettivamente 31esima e 40esima. Chiusura con l’hockey su ghiaccio: nel torneo femminile (Gruppo B), 4-0 della Germania sul Giappone e 3-1 della Russia sulla Svezia; in quello maschile, 5-2 della Russia sulla Slovenia e 7-1 degli Stati Uniti sulla Slovacchia (Gruppo A), mentre nel Gruppo B il Canada ha superato 3-1 la Norvegia e la Finlandia ha battuto 8-4 l’Austria.

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