#Sportmainagent: il punto sul mercato di gennaio

Carissimi amici e amiche, da quest’oggi parte -con cadenza bimensile- una nuova rubrica scritta da me in qualità di agente FIFA ed “esperto”, sui movimenti del calciomercato attuale e futuro, e le controverse dinamiche che caratterizzano questo mondo; cercherò di svelarvi più cose possibili, spaziando tra i rumors sui colpi in arrivo e raccontando i retroscena sulle trattative andate a buon fine e quelle saltate sul filo di lana.

CALCIOMERCATO – Il calciomercato si è concluso alle 23 dello scorso 31 gennaio. Il fulcro delle trattative è localizzato a Milano, specialmente nelle ultime ore delle finestre di trasferimento e principalmente nel tratto di strada, lungo poco più di 1500 metri, che comprende i due centri delle contrattazioni: l’Ata Hotel Executive, dove potete trovarmi per fare due chiacchiere  negli ultimi giorni delle varie sessioni (ma soprattutto sede ufficiale delle squadre professionistiche e luogo in cui tutte le televisioni e i new media stabiliscono le proprie postazioni), e l’Hotel Hilton che, a sua volta, è utilizzato dagli addetti ai lavori come rifugio sicuro e lontano dagli occhi indiscreti  dei giornalisti per portare a termine il colpo dell’ultima ora, senza essere disturbati e senza che la notizia venga divulgata a possibili acquirenti. Presidenti, direttori sportivi e amministrativi, procuratori e, in alcuni casi, anche giocatori si aggirano tra i corridoi cercando di passare inosservati e di concludere accordi last minute anche in base alle mosse della concorrenza. Per questo gli scenari sono in continua evoluzione e gli affari conclusi aumentano in maniera esponenziale negli ultimi 2 o 3 giorni della finestra di mercato.

BILANCIO FINALE: OSCAR A SABATINI – A bocce ferme o, meglio, a transfer completati, posso tranquillamente affermare che la società  ad aver  operato meglio delle altre sia stata la Roma. Sabatini, a cui assegno l’Oscar come miglior direttore sportivo per la stagione 2013-2014 (ricordando che, a livello regolamentare, le stagioni incominciano il 1° luglio e si concludono il 30 giugno e che, dunque, il calciomercato per questa stagione è terminato ad eccezione di possibili tesseramenti di calciatori svincolati) ha effettuato operazioni intelligenti anche in ottica futura. Quella di Nainggolan, che fino a poco più di un mese fa era promesso sposo della Juventus, è stata un’operazione improvvisa, conclusasi di comune accordo con Nicola Salerno -direttore sportivo del Cagliari- in un famoso hotel di Milano a inizio gennaio, permette ai giallorossi di aver un elemento di maggior dinamicità in un centrocampo  che eccelle  a livello tecnico ma a cui forse mancava  un giocatore in grado di dare il cambio di passo come l’ex cagliaritano. Inoltre, i vari colpi Berisha, Tibolla, Paredes e Sanabria rappresentano ottime alternative per la Roma del futuro e sono frutto di un’ottima rete scouting coadiuvata da disponibilità economiche importanti anche per giocatori non ancora affermati. Infine, Bastos è ancora da verificare ma è un giocatore polivalente e di conclamato spessore tecnico mentre Toloi l’ho visto giocare solo in sporadiche occasioni.

BILANCIO FINALE: BENE JUVENTUS E PARMA – In seconda posizione, benché in campionato occupi la testa della classifica, ci metto la Juventus. Marotta e Paratici hanno regalato, ed è proprio il caso di dirlo visto che il prestito è gratuito, Osvaldo al proprio tecnico. Sull’italo-argentino credo che si possa affermare come non difetti dal punto di vista tecnico ma che il suo unico grande difetto possa essere il carattere: se Conte riuscisse a inquadrarlo -e su questo non ci piove- e Marotta dovesse riscattarlo a meno dei 19 milioni di euro previsti -su cui ho più di un dubbio per il potere economico delle squadre inglesi- si potrebbe tranquillamente parlare di un’ottima operazione. Il quasi affare con l’Inter per Guarin in cambio di Vucinic e i numerosi investimenti sul settore giovanile certificano e fortificano la mia opinione.  Sul terzo ed ultimo gradino del podio ho deciso di posizionare, magari un po’ a sorpresa, il Parma e il suo direttore sportivo Leonardi. Questo mio giudizio non è motivato dal mercato in entrata -Pozzi può far bene mentre su Molinaro e Schelotto preferisco aspettare per giudicare- bensì da quelle che non sono state le uscite. Riuscire a trattenere Paletta e Biabiany, non tanto per il valore dei giocatori quanto per il mercato che avevano, non è cosa da tutti i giorni per una realtà come Parma che deve far quadrare i conti e sopravvivere inventandosi operazioni come Belfodil all’Inter in cambio di Cassano e oltre 10 milioni di euro per la metà. Ritengo sia giusto lodare realtà come il Parma e il suo attuale settimo posto in classifica.

NAPOLI IN CHIAROSCURO – Sufficiente il mercato del resto delle squadre di serie A, eccezion fatta per Inter, Napoli, Milan, Lazio e Bologna. Il giudizio sulla politica intrapresa dalla squadra di Mazzarri credo che possa ricondursi al licenziamento di Marco Branca avvenuto pochi giorni fa. Troppa confusione, a cominciare dal polverone venutosi a creare sulla questione Guarin-Vucinic per concludere con l’acquisto di Hernanes, ottimo giocatore ma non certo una prima punta, e D’Ambrosio che deve dimostrare ancora tutto in una realtà diversa da quella granata. Non mi ha convinto neanche il Napoli: Benitez si aspettava ben altro. Il livello qualitativo della rosa non si è alzato come richiesto dal tecnico spagnolo in quanto  Ghoulam, Henrique e Jorginho rappresentano delle ottime alternative ma non sono in grado di fare la differenza. Stessa situazione a Milano, sponda rossonera. Troppa attenzione al reparto offensivo -dove Taarabt può ritagliarsi il suo spazio mentre Honda lamenta problemi di ambientamento- e troppo poco riguardo al resto del campo: Essien è quasi al tramonto della carriera, più per una questione fisica che tecnica, mentre Rami non risolve i noti problemi difensivi della squadra di Seedorf. Unica attenuante: Galliani è riuscito a non spendere neanche un euro, facendo quanto possibile con le risorse che (non) aveva.

LA LAZIO E LE ALTRE – La cessione di Hernanes a  40 minuti dal termine delle trattative obbliga a bocciare anche il mercato della Lazio. Troppo importante perdere il nazionale brasiliano per una squadra che non stava di certo disputando un buon campionato senza neanche ricevere in cambio Mbaye. Beppe Accardi, agente del giocatore attualmente al Livorno, ha provato a trovare l’accordo con i biancocelesti per tutto l’ultimo giorno di mercato senza arrivare alla fumata bianca. Piccola indiscrezione che posso dare in esclusiva: ci ha provato anche la Juventus per Mbaye con qualche timido sondaggio senza esporsi in maniera diretta. Scelta saggia, invece, quella di Tare e Lotito di affidarsi al gruppo Pastorello per il mercato in entrata più per Kakuta che non per Postiga, anche se non so quanto possano giocare nei prossimi mesi. Infine, non posso far altro che non approvare la cessione di Diamanti in Cina. Non fraintendetemi: è un’operazione che fa felice tutte le parti in causa (le due società e il giocatore) ma non i tifosi del Bologna. Quando la concorrenza, in particolare il Sassuolo con l’arrivo di 12 giocatori nuovi, prova a porre le basi per restare nella massima serie e tu cedi il tuo giocatore più rappresentativo a mercato chiuso – a differenza del mercato cinese: per questo il Guangzhou ha potuto tessere il calciatore- allora corri un enorme rischio, oltre a suscitare il malcontento della tifoseria.

Questo è il mio parere a bocce ferme: se lo condividete e volete pormi delle domande (o se, invece, non siete d’accordo) potete scrivermi anche su Twitter a @ghiso1897 con l’hashtag #sportmainagent. Ricordando che “il calciomercato non dorme mai”.

Stay tuned!

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