A tutta B: il novello Coppolillo, il Bari senza pari, una Padova poco Serena, i gol giovani e il Parola in ritardo

PROVE DI FUGA – Chi si intende di ciclismo conoscerà di sicuro il mitico Coppolillo, generoso corridore dell’epoca di Bugno, Chiappucci e Pantani, che faceva degli sprint e dei tentativi di fuga il suo marchio di fabbrica. Essendo dotato di buone doti di velocità e resistenza e di furbizia tattica che gli permettevano di cogliere il momento adatto in cui prendere in contropiede il gruppo, dosando l’attimo giusto in cui inserirsi nei tatticismi esasperati dei big, accompagnato dal grido dell’altrettanto mitico Adriano De Zan “èèppartito Coppolillo”, con un repentino cambio di velocità scattava e provava a partire in fuga. Spesso veniva ripreso, ma intanto sparigliava le carte del gruppo e costringeva a mettere in campo nuove tattiche. Questo fine settimana, novello Coppolillo, il Palermo ha provato ad allungare sul gruppo, riuscendo a porre 4 punti tra sé e la seconda. Questo grazie al rigore di Hernandez all’84’ con cui ha vinto le resistenze del coriaceo Padova del nuovo allenatore Serena, che avrebbe ampiamente meritato lo 0-0. Il tentativo di fuga è stato favorito anche dal fatto che dietro i siciliani c’è, per dirla con un’altra frase di De Zan, “grupppo compattto”, dove si realizzano solo piccoli sorpassi e tutto resta rinchiuso nella spazio di 5-6 punti. Basti pensare che dalla seconda alla sesta hanno tutte pareggiato: l’Empoli (seconda) che si ferma sullo 0-0 nella partita dei bomber (Tavano vs Mancosu) contro il Trapani (quinto); l’Avellino (terzo) che non va oltre l’1-1 contro la nuova tonica Ternana di Tesser, grazie allo spettacolare pallonetto di Galabinov con cui pareggia il rigore di Antenucci; il Cesena (quarto) che si fa raggiungere sull’1-1 dal Lanciano (sesto) grazie all’eurogol di Comi. Le uniche a fare un balzo in avanti, approdando agli ultimi due posti disponibili per i play off sono il Crotone, che maltratta con un 3-0 un Pescara sempre più in crisi, e il Brescia, che fa bottino pieno a Novara, grazie ai gol di Caracciolo e Grossi che rendono inutile il gol di Rubino segnato a 37″ dal suo ingresso. Escono momentaneamente Latina e Spezia, reduci da due pareggi, rispettivamente, con Varese (0-0) e Carpi (1-1).

SCONFITTE, PARI E BARI – Non una giornata da ricordare per quasi tutte le squadre in coda, alle prese con sconfitte e pareggi. Tutte, a parte il Bari che è l’unica che porta a casa un’importante vittoria, peraltro su un avversario non facile come il Siena, grazie ad un 2-1 targato Joao Silva e Defendi, grazie alla quale scavalca lo sconfitto Novara ed esce dalla zona play out, ponendosi 2 punti sopra la zona calda. Dietro di lei, tutti pareggi o sconfitte: il Novara, come già detto battutto in casa dal Brescia fermo a 24 punti; il Cittadella sconfitto in casa dal Modena su rigore al 95′, resta a 21 e viene raggiunto dalla Reggina che, al terzo risultato utile, pareggia lo scontro diretto con la Juve Stabia, al terzo pareggio consecutivo, che resta ultima ma si avvicina di un punto al Padova, sconfitto a Palermo, che resta a 18 ed ora è penultimo. Passi Avanti anche per il Modena vittorioso a Cittadella, che raggiunge Ternana e Varese, reduci da altrettanti pareggi, a 8 punti dalla zona play out.

PADOVA NON E’ SERENA – Mutti non ce l’ha fatta a portare a termine il suo lavoro, perché al termine della scorsa giornata, con la pesante sconfitta interna con il Carpi, si è visto presentare il benservito dalla società, anche su richiesta, pare, di una parte dei giocatori della rosa che ritenevano che con il tecnico non sussistesse più la sintonia necessaria per portare avanti il lavoro. Così il Padova ha cambiato il terzo allenatore stagionale ed ha deciso di affidarsi a Michele Serena. Passato da difensore di discreto livello, che ha vestito le maglie di Juventus (per solo 4 partite), Sampdoria, Fiorentina, Atletico Madrid, Parma e che ha concluso la carriera nel 2003 nelle file dell’Inter, è un allenatore dal 2006. Ha cominciato nelle giovanili del Venezia, la squadra della sua città, passando ad allenare la prima squadra dopo due anni, da cui viene esonerato con la squadra penultima, per poi essere richiamato quando è ultima e riuscire a portarla alla salvezza. La stagione successiva passa sulla panchina del Mantova in B, ma ottiene una retrocessione. Nessuna chiamata in estate 2010, ma a gennaio del 2011 è il Grosseto che lo ingaggia, sempre in serie B. Ottiene la salvezza, ma, di comune accordo con il presidente, decide di non proseguire. Anche l’inizio della stagione 2011/12 inizia senza una squadra, ma dopo poche giornate arriva la chiamata di Volpi che non è soddisfatto di come Gustinetti sta guidando lo Spezia che lui ha approntato per salire in Serie B. Comincia una storia di amore ed odio con lo Spezia e i suoi tifosi, per quella che comunque resterà la sua miglior esperienza professionale. Prende la squadra che latita nelle zone basse della classifica e pian piano ne permette la lenta risalita, pur senza dare mai l’impressione di esprimere un gioco convincente. A pochi giorni dalla fine dei giochi il Trapani pare saldo in testa alla classifica e nella finale d’andata di Coppa Italia Lega Pro, lo Spezia esce sconfitto in casa dal Pisa. La pazienza del pubblico è al limite, poi, improvvisamente, il Trapani inanella una serie di passi falsi, l’ultimo dei quali con il Sud Tirol, che permettono il decisivo sorpasso delle Aquile, a cui, all’ultima giornata, è sufficiente vincere con il Latina per salire direttamente in serie B. Nel frattempo la squadra di Serena ribalta il risultato dell’andata di Coppa Italia e conquista anche quella e, di lì a poco, sconfiggendo la Ternana conquisterà anche la Supercoppa di Lega Pro, completando un inaspettato “Triplete”. Profonda riconoscenza, ma ancora non scatta la scintilla d’amore tra il tecnico e il suo pubblico, che avrà modo di criticarlo più di una volta anche nella successiva stagione in Serie B. Partiti con i favori del pronostico i bianchi si troveranno presto nel pantano di metà classifica, con poche idee e un gioco brutto a vedersi. Più di una volta verrà chiesta la testa del tecnico, trovando sempre la ferma opposizione della società, pronta a rinnovare la sua fiducia, salvo poi, nel momento meno aspettato, quando le acque parranno essersi  calmate e la squadra sarà reduce dalla vittoria di Vicenza, con  la pausa invernale davanti, esonerarlo per far posto ad Atzori. Anche all’inizio di questa stagione nessuna chiamata, fino alla scorsa settimana, quando gli è stato affidato il Padova da risollevare. Subito impegno gravoso con la capolista Palermo, conclusosi con un’immeritata sconfitta, visto che la squadra di Serena è stata piegata solo da un calcio di rigore quando lo 0-0 sembrava essere il risultato più giusto. Da questa prestazione dovrà ripartire la risalita dei veneti, che nel frattempo hanno raggiunto il penultimo posto. Fin qui sono 15 i cambi di panchina, 4 in più della stessa giornata della scorsa stagione, numero superato solo, negli ultimi 10 anni, dalla stagione 2010/11 con 17 cambi. Al momento, in questo campionato, per le 22 squadre, sono ben 35 gli allenatori che hanno diretto almeno una partita.

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TANTO DI CAPPELL(UZZ)O – Ancora qualche piccolo scossone nelle zone alte della classifica cannonieri. Tutto invariato nei primi due posti, perchè lo scontro tra bomber di Trapani-Empoli finisce con le polveri bagnate per entrambi, così capocannoniere con 15 gol è sempre Mancosu e a ruota, a 14, restano sempre Tavano e Pavoletti.. Si avvicina invece Caracciolo, che con il gol del vantaggio a Novara, peraltro con un’azione da manuale, tutta di prima, della sua squadra, raggiunge quota 13 gol. Subito dietro di lui, a 12 gol, salgono anche Hernandez, autore del rigore della vittoria del Palermo sul Padova e Antenucci, che, anche lui su rigore, porta in vantaggio la Ternana con l’Avellino. Entambi lasciano solo Babacar a 11 reti, a secco questa settimana. A 10 gol Maniero e l’infortunato Ebagua vengono raggiunti da Galabinov, che pareggia il gol del già citato Antenucci per l’1-1 finale, con un pallonetto da posizione defilata, di rara precisione. In merito alle reti, in questo turno, pare giusto, e molto piacevole, segnalare ancora dei gol “giovani”. Nella partita del Crotone, che è la regina delle squadre giovani della serie cadetta, tutti e tre i gol del 3-0 finale portano la firma di under 20. Due li segna Bernardeschi, 19enne di cui si è già parlato qualche settimana fa, e che con questi arriva a 7 mercature stagionali. Il terzo porta la firma di Danilo Cataldi, classe 1994, in prestito dalla Lazio, al primo gol tra i professionisti. Per lui destro imprendibile, dopo aver controllato un lungo rilancio di Gomis ed essersi incuneato in area. Altro gol giovanissimo è quello segnato da Pierluigi Cappelluzzo, 17 anni, nella partita tra il Bari e il suo Siena, svettando di testa tra due difensori sul cross dei Fabbrini, appena 5′ dopo il proprio ingresso, ma che serve solo a fissare il risultato sul 2-1. Nato a Montepulciano il 9 giugno 1996, gioca nella Primavera del Siena ed era alla prima presenza nella serie cadetta.

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BASTA LA PAROLA – Nelle scorse settimane si era parlato dei Panini Days, manifestazione conclusasi la settimana scorsa, organizzata dalla celebre azienda di figurine modenese, che nel suo logo ritrae un giocatore nello splendido gesto atletico di una rovesciata, che, a suo tempo, usò come modello l’immagine dell’analogo gesto compiuto dal giocatore della Juventus Parola. Con solo una settimana di ritardo arriva il gol di Comi del Lanciano, che sarebbe stato un perfetto spot per la manifestazione: al 76′ minuto della partita con il Cesena, con i bianconeri in vantaggio per il gol di Belingheri, su un cross proveniente dalla destra, il giocatore del Lanciano si è esibito in una perfetta semirovesciata di destro, anticipando l’intervento del vicino difensore, indirizzando la palla, imparabilmente, all’angolino opposto per l’1-1 finale. Non si meriterà una figurina, ma è stato sicuramente il più bel gol della giornata.

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NUMERI – Qualche curiosità numerica per connotare meglio la giornata, ma soprattutto il cammino di alcune squadre. Innanzi tutto il Palermo, che con l’1-0 casalingo con cui sta provando a prendere il largo, portando a 4 i suoi punti di vantaggio sulla seconda, raggiunge i 316‘ di inviolabilità della propria porta, risultando anche la miglior difesa casalinga con soli 7 gol subiti. Sempre il Palermo è la prima delle squadre che occupavano i primi quattro posti alla fine dell’andata a vincere, infatti delle altre tre: l’Empoli e l’Avellino hanno racimolato 2 punti ciascuno grazie ad altrettanti pareggi, e mantengono le posizioni, ma tallonati dal Cesena, mentre il Pescara, che era la squadra al quarto posto alla fine del 2013, ne ha realizzati addirittura 0, inanellando 3 sconfitte, che l’hanno portata, infatti, fuori dalla zona play off. Decisamente più positivi i numeri che riguardano le neopromosse, visto che sono addirittura 145 i punti realizzati fin qui dalle 4 squadre salite dalla Lega Pro, risultato più alto dal 2008/09, cioè da quando esiste la Prima Divisione. Tra queste il Trapani è la squadra che nelle ultime 10 giornate ha realizzato più punti, 22. Dietro di lui il Brescia a 21.

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