Napoli, periodo no alle spalle: critiche spente, il progetto continua

NAPOLI – Il treno azzurro torna a correre dopo le vittorie su Milan, Roma in Coppa Italia ed infine il Sassuolo dell’ormai ex capitano Cannavaro. Gli uomini di Benitez si riprendono giusto nel periodo più delicato della stagione, allontanando la Fiorentina ed inseguendo ancora la Roma che, con una gara in meno, è lontana quattro lunghezze.

LA DIFESA – Ciò che sorprende, ormai, non sono più i numeri dell’attacco partenopeo, quanto una vera e propria inversione di tendenza, tattica e di risultati, della retroguardia. Se dall’inizio del campionato i goal sono davvero troppi per una squadra che punta al vertice della classifica, o quanto meno alla zona Champions, nelle ultime quattro partite qualcosa sembra cambiato. Già all’andata con la Roma si è intravisto un leggero cambiamento, castigati però da un Gervinho superlativo, mentre con il Milan, l’unico errore, è la solita ‘retromarcia’ difensiva che di fatto regala il goal a Taarabt. Nel ritorno di Coppa, invece, la difesa è sembrata impeccabile: gara più importante fino a quel momento della stagione e prestazione superlativa, aiutata, certamente, dagli errori sotto porta di Destro&co. Benitez parla di una squadra che ora corre di più, è in salute e lo dimostra. Quel che si nota, inoltre, soprattutto nell’ultima gara, è un modo diverso di presentarsi del quartetto difensivo: ora non si arretra e si aspetta l’avversario, ma la difesa aggredisce il portatore di palla. Miglioramenti a vista d’occhio che hanno permesso al Napoli di non subire goal nelle ultime due partite, segnandone invece ben cinque all’avversario (Roma e Sassuolo, ndr).

ARMONIA RITROVATA – Marek Hamsik è ‘quasi tornato’. A Napoli sono sempre stati abituati a vederlo segnare, questa stagione però Benitez gli chiede di più e questo l’ha naturalmente spaventato. 15 goal per un centrocampista, naturalizzato trequartista/seconda punta, non sono roba da poco. Tuttavia, dopo un periodo no e le dichiarazioni post partita che vedevano, o quanto meno lasciavano capire, un quasi gelo per il nuovo ruolo disegnato da Benitez per lui quasi in maniera ‘forzata’, ne aveva rallentato non solo la crescita, per chi si aspettava un senso di responsabilità dopo l’addio di Cavani, ma anche e soprattutto un calo di prestazioni dovuto a quel fattore psicologico del ‘non sapere, non voler’ giocare in quel ruolo. Le novità in questo Napoli, oltre ad un miglioramento nella retroguardia, riguarda, stranamente, anche la fase offensiva: Higuain ed Hamsik ora collaborano e non si ‘detestano’ sul prato verde. Insomma, due ballerini che a teatro non si pestano i piedi. Se il teatro è il campo verde, si può dire ora che lo slovacco e l’argentino danzano con piacere insieme formando anche un bel duetto. Higuain non torna più e si limita, per dire, a fare il centravanti puro, ed Hamsik è libero di destreggiarsi tra le maglie della difesa avversaria. Armonia ritrovata? Questo Napoli sta appena nascendo, o rinascendo se si vuole, dopo un periodo no che aveva scoraggiato tutto l’ambiente ma non il ‘professore’, secondo alcuni, Rafa Benitez, che con il suo credo tattico continua sulla sua strada.

L’EX – E’ doveroso citare l’ex capitano Cannavaro, visibilmente emozionato alla sua prima contro il ‘suo’ Napoli. Non è stato facile per Paolo Cannavaro affrontare, nel corridoio che porta al prato verde, tutti i suoi amici e compagni che ha lasciato nei suoi sette lunghi anni. Quel che sfugge è che il Mapei Stadium sembrava il San Paolo, con 5000 e più tifosi azzurri a incitare colui che per sei mesi ha taciuto e rispettato le scelte di un nuovo allenatore, lasciandosi scavalcare nelle gerarchie da non il non plus ultra dei difensori presenti in rosa. Un rapporto mai roseo tra i due, Benitez e l’ex capitano, ma che è finito con signorilità. In fondo Cannavaro non ha nessuna intenzione, e l’ha dimostrato, di creare problemi a casa sua. Vedere segnare Insigne, soprattutto in quel modo, avendo contro proprio Cannavaro nell’uno contro uno ha posto davanti il vecchio che va ed il nuovo che viene: due Napoli completamente diversi. Il rimpianto è di non essersi salutati a dovere.

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