Un Conte furioso, anche troppo

Una polemica che si poteva evitare – In questo giorni l’argomento principe è sicuramente stata la polemica tra Conte e Capello. La maggior parte della gente si è schierata contro il tecnico leccese accusandolo di aver reagito troppo vigorosamente a un’opinione legittima. Capello aveva espresso la sua contrarietà a punire i giocatori – come successo per i bianconeri lunedì dopo il pari col Verona – e che è preferibile il dialogo. Si può essere d’accordo o meno ma reagire come l’attuale ct juventino è esagerato. Nella replica Conte afferma che il gioco del collega era scadente, che i due scudetti revocati sono i suoi, che in casa Capello c’è puzza, che ognuno dovrebbe stare zitto e guardare in casa propria, che Capello non è un esempio da seguire. Un po’ troppo insomma.

I motivi della reazione eccessiva – Probabilmente Conte sente su di sé una tensione e una responsabilità eccessive. Pensa di avere tutto il mondo contro perché è un vincente e sta antipatico per questo. Un ego un po’ smisurato, anche perché allenatori vincenti ce ne sono altri e non tutti così scontrosi. Forse vuole difendere il suo lavoro e, per farlo, alimenta argomenti che distraggono da una magra figura in Champions e un’uscita prematura dalla Coppa Italia. Ma il mister bianconero deve stare tranquillo, infatti, tutti gli riconoscono di saper fare bene il proprio dovere, di aver risollevato una Juventus che veniva da due settimi posti in serie A.

Conte contro la curva – A completare una settimana ad alta tensione ci si è messa anche la curva dello Juventus Stadium fischiando Giovinco. Sicuramente l’attaccante bianconero non è un campione e, visto le sue annate, qualche fischio ci può stare. Ma a difendere il suo uomo arriva Conte che dice: «Guai a che tocca i miei ragazzi». Per carità, va bene, ma se qualcuno gioca male i tifosi possono anche esprimere il loro dissenso senza fare scenate, abbracciando Giovinco come se fosse stato pugnalato e zittendo la curva. La speranza è che gli animi di tutti si tranquillizzi e che il campo regali altre soddisfazioni, anche in Europa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *