A tutta B: X-factor, pentole in ebollizione, furie austriache, prime volte, stadi pieni, delfini inquieti e ghostbusters

X-FACTOR – Prosegue l’anomalo cammino del campionato di quest’anno, caratterizzato da frenate e movimenti contenuti, senza che nessuno riesca a prendere davvero il largo, ma anzi favorendo il ritorno di squadre rimaste indietro, così da contribuire al compatimento della classifica e all’incertezza del torneo. E dire che le occasioni ci sarebbero. Ad esempio il Palermo, che la settimana scorsa è riuscito a mettere 4 punti tra sé e l’Empoli, questa giornata, approfittando del fatto che i toscani, che in questo 2014 non hanno ancora vinto e che in casa non vincono da ormai tre mesi, non vanno oltre l’1-1 nella partita con il Carpi in cui fa tutto Gagliolo (segna il gol del vantaggio degli ospiti e poi causa il rigore con cui Tavano pareggia), avrebbe potuto mettere un deciso distacco tra sé e la seconda. E invece, per quell’x-factor che sembra imperare nel campionato di testa di questa stagione, non va oltre il pareggio per 0-0 a Cesena, anche se ottenuto giocando in 9. Alla regola non si sottrae neppure il Trapani, che con la vittoria avrebbe potuto portarsi a ridosso del secondo posto, e che invece non va oltre l’1-1 (dodicesimo risultato utile consecutivo, 7 vittorie e 5 pareggi) con la Reggina dopo essere stata in vantaggio con il gol del capocannoniere Mancosu. I “nominati” di questa settimana, ovvero quelli che l’x-factor non l’hanno mostrato, sono: il Lanciano, che vince lo scontro diretto in trasferta con un Avellino falcidiato in settimana da un virus intestinale (6 giocatori colpiti) e che è l’altra squadra a non aver ancora vinto in questo 2014, grazie ad un netto 3-1; lo Spezia, che ancora grazie ad un 3-1 fa suo il match con il Crotone, risolvendo tutto nel primo tempo; il Latina, che, con un gol di Jonathas a metà primo tempo, vince le resistenze del Cittadella. Grazie a questa serie di risultati, tutta la zona promozione è raccolta in 8 punti, di cui appena 4 tra il secondo posto dell’Empoli e le squadre che occupano gli ultimi posti disponibili per i play out, il Trapani, il Latina e lo Spezia. Ma appena un punto sotto di loro è già pronto il Brescia, che non approfitta della giornata, facendosi fermare sull’1-1 dalla Ternana di un Tesser ancora imbattuto. E anche il Crotone sconfitto e il Carpi fermato sul pareggio restano assolutamente alla portata della zona promozione.

SCOSSA SERENA – La situazione in coda sembra farsi sempre più complicata. Delle squadre coinvolte nella zona calda solo il Padova di Serena, che agguanta la prima vittoria grazie al gol su rigore che le permette di vincere lo scontro diretto con il Novara, fa un balzo in avanti, anche se non abbandona la zona retrocessione. Per quanto riguarda le altre: la Juve Stabia esce sconfitta da Siena grazie al gol in pieno recupero di Dellafiore, cosicché non riesce ad inanellare il quarto risultato utile consecutivo, ed ora vede la penultima lontana ben 7 punti; il Cittadella sconfitto dal Latina, si vede raggiungere dal Padova, e scivola in zona retrocessione diretta perché un punto sopra sale la Reggina grazie al pareggio con il Trapani; la sconfitta del Novara a Padova, che non permette di uscire dalla zona play out, costa la panchina a Calori, sostituito dal richiamato Aglietti; il Bari viene maltrattato a Modena e resta a ridosso della zona pericolosa, ma ora vede distante 4 punti il treno tranquillità. Treno a cui si agganciano la Ternana, grazie al pareggio di Brescia, il Varese che si sveglia e porta a casa la partita con un Pescara ormai in crisi nera, e il Modena, che trova continuità di risultati, con la terza vittoria consecutiva, ma soprattutto il secondo poker casalingo consecutivo.

UNA PENTOLA CHE BOLLE – Fine settimana da dimenticare per gli arbitri: più di una decisione presa ha scontentato i diretti interessati, così che il momento delle interviste post partita, per i borbottii e i mugugni più o meno sommessi degli allenatori è sembrata una pentola in ebollizione. Boscaglia del Trapani, pur specificando che è uno che non si attacca agli episodi, aveva ad esempio da recriminare sull’assegnazione della punizione dal limite che ha generato il gol del pareggio di Barillà, ritenendola inesistente. Nella stessa partita però i tecnici della Reggina avevano da recriminare su un rigore non assegnato su un fallo netto di mano in area di Terlizzi, ritenuto dall’arbitro involontario. Vecchi, pur premettendo che il risultato era giusto, faceva notare che l’azione che avrebbe generato il rigore per l’Empoli, cominciava da una punizione battuta velocemente con palla in movimento, ed aveva anche da ridire sul fallo da rigore stesso, ritenendo che il colpo con la testa di Gagliolo in caduta non potesse costituire un danno tale da assegnare il rigore a Tavano. Iachini, espulso anche in partita, aveva da ridire sulla doppia espulsione subita dalla sua squadra (Lazaar espulso per doppia ammonizione, ma con la prima troppo generosa, e Maresca per rosso diretto per un fallo parso più da giallo) che tra l’altro lo mette in difficoltà per la prossima partita. Calori, prima di ricevere il benservito dalla sua società, protestava pesantemente per il contatto, secondo lui inesistente (e le immagini parevano confermarlo) tra il piede del suo difensore e quello dell’attaccante, che pareva perdere l’attimo del tiro più per una sua incoordinazione che per un tocco da dietro dell’avversario.

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LA FURIA AUSTRIACA – Ancora importanti movimenti nella classifica marcatori. Mancosu, tanto per cominciare, non dà segni di rallentamento e segna ancora, consolidando il suo primato e raggiungendo quota 16 gol. Respinge così l’attacco della coppia Caracciolo, autore del gol del vantaggio del Brescia con la Ternana, e Tavano, che realizza il pareggio su rigore con il Carpi, che salgono a 15 gol stagionali, lasciando Pavoletti, a secco questa giornata, solo a 14 gol. A quota 12 gol Hernandez e Antenucci si vedono raggiungere da Babacar, autore del 2-0 nel poker di Modena. A 11 reti sale Maniero del Pescara, grazie al gol del momentaneo pareggio con il Varese, lasciando a 10 Galabinov e l’infortunato Ebagua. Ma i riflettori della giornata sono puntati su Marcel Buchel, il vero mattatore nella roboante vittoria del suo Lanciano ad Avellino. Centrocampista austriaco classe 1991, ha cominciato nelle giovanili del San Gallo, prima di essere prelevato dal Siena per le sue giovanili. Nel 2010 lo acquista la Juve che lo fa debuttare in Europa League e poi, dalla stagione successiva, lo manda un anno in prestito in B al Gubbio, dove realizza un gol in 17 presenze, e poi uno alla Cremonese, dove inanella 24 presenze. Nel corso dell’estate Conte lo porta con la Juve in ritiro, prima di avvallarne il prestito al Lanciano. Sabato è stato l’uomo ovunque della fase offensiva della squadra di Baroni, tanto da segnare il gol dell’1-0 con una conclusione da fuori area al 22′ del primo tempo, ma anche da servire gli assist per i gol di Germano al 26′ e di Amenta al 47′, sancendo il 3-0 che manda ko gli irpini, prima dell’inutile gol di Cataldo.

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C’E’ SEMPRE UNA PRIMA VOLTA – Quella di sabato al Picco, con cui la squadra di Mangia ha spazzato via il Crotone, è stata la partita delle “prime volte”. Innanzi tutto Giannetti giocava la prima da titolare davanti al suo pubblico (nell’incontro di due settimane fa era partito dalla panchina), ed ha bagnato l’esordio con il primo gol nel suo nuovo Stadio (dei 9 segnati finora, 7 li ha segnati con il Siena e quello con lo Spezia lo ha segnato a Carpi), che ha determinato l’1-0 dopo appena 49″. Il raddoppio è stato opera, al 22′, di Seymour, al primo gol con la maglia bianca. Poi al 35′ ha fatto il suo esordio nel campionato italiano Datkovic, proveniente dal Rijeka nel mercato invernale, che, dopo poco più di 10 minuti, ha segnato di testa il gol del 3-0, suo primo in Serie B, in Italia e nello Spezia.

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NON C’E’ PACE TRA I DELFINI – Come se non bastasse il pessimo periodo di forma della squadra di Marino, giunta alla quinta sconfitta consecutiva, ad agitare ulteriormente le acque in casa Pescara in settimana è giunta un’ulteriore tegola che mina non poco la tranquillità della società: una truffa perpetrata in Venezuela ai danni di inconsapevoli ragazzi (e delle loro famiglie), accomunati solo dalla passione per il calcio e dal sogno di venire a giocare in Europa. Pare, infatti, che un’organizzazione criminale, sfruttando i loghi e i marchi del Pescara, raggiri, in Venezuela appunto, le società sportive, ma soprattutto le famiglie di giovani promesse del calcio, facendo credere, sotto lauto pagamento, di poter venire a giocare in Italia. La società, ovviamente, si è dichiarata completamente estranea alla cosa e sta dando mandato ai propri avvocati  per adire al più presto le vie legali.

UN PUBBLICO CHE FA LA DIFFERENZA – Da sempre è considerato il dodicesimo uomo in campo, capace di dare una carica agonistica in più alla squadra che gioca in casa. Nel bene e, purtroppo, qualche volta, nel male è un elemento imprescindibile di questo sport. Ovviamente si parla del pubblico, di tutto quello che è il corollario di una partita di calcio, in termini di incitamento, cori e coreografia. Lasciando da parte le becere degenerazioni che a volte può prendere, in questo caso se ne fa riferimento per due episodi, positivi, che hanno visto come protagonista proprio la tifoseria. Il primo a Padova, con la squadra che naviga in brutte acque, generando una comprensibile disaffezione del pubblico. Per riportare la gente allo stadio, la società ha giocato la carta dei prezzi “popolarissimi”: sabato ingresso ad 1 euro. Risposta del pubblico: stadio pieno con record di presenze stagionale con quasi 8000 persone ad incitare il Padova. Risultato sul campo: prima vittoria in panchina per Serena e classifica mossa, grazie ai concomitanti risultati. La strada è ancora lunga, ma il messaggio ai tifosi è stato mandato. L’altro episodio invece è avvenuto a Cesena, dove  la società, la città e il pubblico hanno voluto ricordare un frutto di questa terra che ora non c’è più: Marco Pantani. Immagini delle sue imprese sui maxi schermi dello stadio sulle note di “E mi alzo sui pedali” degli Satdio e poi l’esposizione dello striscione “La tua gente, la tua città…mai ti scorderà! Marco per sempre!”. Tanti cori e tanta commozione che hanno accomunato le due tifoserie, a voler dire che Pantani è appartenuto all’Italia intera.

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GHOSTBUSTERS – Partita decisamente delicata per le panchine quella giocata sabato a Pescara. Da una parte un Marino reduce da quattro sconfitte consecutive, che vedeva aleggiare lo spettro di Zeman, incontrato in settimana dal presidente del Pescara. Dall’altra un Gautieri che nelle sei giornate precedenti aveva messo insieme la miseria di tre punti, e che sulla sua panchina di spettro vedeva quello di Ganz. Alla fine da bravi acchiappafantasmi entrambi i tecnici hanno scacciato le oscure presenze ed hanno salvato la panchina, anche se in modo un po’ diverso. Gautieri nel modo più convincente: vincendo l’incontro con un 2-1 firmato Trevisan e Di Roberto, con il momentaneo pareggio di Maniero, che ha voluto dire anche aggirare la statistica, che voleva il Varese a secco di risultati a Pescara addirittura dal 1981. Per Marino invece è arrivata la rinnovata fiducia della società, che ha motivato l’incontro con Zeman come una semplice rimpatriata tra persone rimaste in ottimi rapporti. Marino quindi resta saldo sulla sua panchina, senza spettri alle spalle, ma, se ci trovassimo in un film dell’orrore, alla fine della scena, probabilmente vedremmo comparire di nuovo due occhi diabolici (o forse del fumo di sigaretta….) dietro di lui.

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