Ottavi di Champions, #Day1: sorridono Barca e Psg

SCONTRO IMPARI – Siamo sinceri, il modesto Bayer Leverkusen avrebbe potuto rimediare un passivo del genere contro qualunque squadra qualificata a questi ottavi (come testa di serie, s’intende), magari solo l’Atletico Madrid sarebbe stato più parsimonioso nell’annientamento, ma avrebbe comunque passato il turno. Quello che però sorprende di questo ottavo franco-tedesco è la continua e straordinaria forza di Ibrahimovic: non che non lo conoscessimo, ma in Francia ha trovato la sua dimensione, non solo a livello di club, ma anche europeo, ed è questa la grande novità. Ci ricordiamo di un super Zlatan che incantava contro il Psv a San Siro con un gol di testa da posizione angolatissima, per poi sparire nelle partite che contavano. Ora Ibra ha raggiunto la maturità del leader in campo, tutti i compagni sanno che lui può fare sempre la differenza, e questo anima il suo narcisismo calcistico, rendendolo inarrestabile.

UNA VOLTA C’ERA L’UNICEF – Mourinho accusava il Barcellona di essere favorito dagli arbitri, nel famoso discorso dei Por que? Por que? Por que? Alludendo anche al fatto che avere come “sponsor” l’organizzazione mondiale ne avrebbe garantito qualche vantaggio. Oggi sulla maglia blaugrana (ormai continuamente “macchiata” e non più “pura” come fino a qualche anno fa) non campeggia più la scritta Unicef, ma i vantaggi arrivano lo stesso. Il rigore donato per grazia quasi divina dall’arbitro Eriksson (svedese come Frisk, non certo un brillantone) è quasi buffo, cominciando il fallo un metro fuori dall’area di rigore. Avrà chiesto l’aiuto del pubblico ai suoi assistenti? Che poi spesso combinano più danni loro, ma possibile che nessuno se ne sia accorto? Ineccepibile l’espulsione per Demichelis, drammaticamente lanciato all’inseguimento della Pulce, ma il rigore, poi trasformato, ha cambiato totalmente la partita.

QUALIFICAZIONE SICURA – Ormai Francia e Spagna possono godersi due squadre sicuramente ai quarti, soprattutto la Francia, che non brilla dai tempi del Lione (semifinalista nel 2010), con un Bayer Leverkusen che per vincere dovrebbe portarsi dietro l’esercito e tentare una guerra lampo, ma i galletti non sono più così ingenui, di fallaci linee Maginot ne hanno costruita una sola, ora sanno come difendersi. E il Barcellona? Sicuro sicuro ai quarti? Il City è una carogna, con un potenziale offensivo straripante, e potrebbe pensare che dopo la chiacchierata Chelsea-Barcellona, dopo l’occhiataccia di Busquets, dopo i Por que? Por que? Por que? e dopo il rigore dell’andata (per i nostalgici rossoneri citiamo pure il gol regolare annullato a Shevchenko nel 2006) magari si possa confidare nella legge della compensazione…no no e no! Il calcio è uno sport, bisogna vincere con le proprie forze!

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