Sochi 2014, il biathlon ritrova Svendsen Martin Fourcade battuto al fotofinish

SOCHI (Russia) – Un finale thrilling tra i due migliori biathleti (insieme a Bjørndalen) in attività. Un oro già appeso al collo messo in dubbio da un’esultanza un po’ troppo anticipata. Un’incredibile voglia di vincere, di non accontentarsi mai, di lottare fino all’ultimo centimetro. Attori protagonisti, Emil Hegle Svendsen e Martin Fourcade, tornati a lottare spalla a spalla nell’ultima prova individuale del biathlon alle Olimpiadi di Sochi. Meglio di così….

BRIVIDO – Era mancato, in questi 10 giorni di gare, lo scontro diretto Norvegia-Francia: assente (in)giustificato dal podio olimpico il 28enne di Trondheim, a metà fra una condizione non al top e un lavoro sui materiali non all’altezza; superstar anche a Sochi, invece, il 25enne di La Llagonne, reduce da due ori vinti senza grandi difficoltà. Un campione, però, è capace di risollevarsi da un momento all’altro, e così ha fatto Svendsen, impostosi nella mass start proprio davanti a Fourcade (terzo il ceco Ondřej Moravec, al secondo podio in questa edizione dei Giochi dopo l’argento nell’inseguimento). Eppure, il norvegese ha rischiato di fare la frittata, perché dopo aver allungato in vista del rettilineo finale, si è rilassato un po’ troppo anticipatamente permettendo al francese di provarci fino all’ultimo, con una spaccata che ha reso necessario il ricorso al fotofinish. Alla fine, oro a Svendsen e argento a Fourcade, ma quanti brividi per lo scandinavo, comunque bravissimo a ritrovarsi proprio nell’ultima occasione utile. Male, invece, gli italiani, con Dominik Windisch 25esimo e Lukas Hofer ritiratosi dopo il terzo poligono.

SORPRESA – Norvegia in festa anche nella combinata nordica, la cui gara dal trampolino grande ha riservato parecchie sorprese. Con un Frenzel delibitato dalla febbre, un Watabe non brillante come nella prova dal trampolino piccolo e un Lamy-Chappuis piuttosto deludente in questi Giochi, il quadro si è aperto a vecchi (Magnus Moan e Björn Kircheisen) e nuovi (Jørgen Graabak, Johannes Rydzek e Fabian Rießle) protagonisti. La sfida Norvegia-Germania si è risolta in favore degli scandinavi anche grazie al pasticcio combinato da Rießle, che nella foga dell’ultima curva ha danneggiato i compagni di squadra, consegnando di fatto l’oro a Graabak e l’argento a Moan e regalandosi un bronzo che probabilmente non sarebbe riuscito a conquistare. Più indietro, come ampiamente previsto (trattandosi della gara dal trampolino grande, poco congeniale agli azzurri), i nostri portacolori: Alessandro Pittin ha chiuso 18esimo, Armin Bauer 23esimo, Lukas Runggaldier 28esimo e Giuseppe Michielli 41esimo.

DENTRO O FUORI – Con le sfide di playoff valide per l’accesso ai quarti di finale, è entrato definitivamente nel vivo il torneo di hockey maschile. Fra tutte, spicca la vittoria della Repubblica Ceca ai danni di una Slovacchia capace di rimontare dal 4-0 al 4-3 prima di subire la rete decisiva – siglata da Tomáš Plekanec – a 39 secondi dal termine. Tutto facile, invece, per la Slovenia sull’Austria e per la Russia sulla Norvegia (match finiti entrambi 4-0), mentre fra Svizzera e Lettonia l’hanno spuntata questi ultimi col punteggio di 3-1. Definito, dunque, il tabellone dei quarti: Svezia-Slovenia, Canada-Lettonia, Stati Uniti-Repubblica Ceca e un equilibratissimo Finlandia-Russia, coi padroni di casa che rischiano grosso.

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