Ottavi di Champions, #Day2: sfortuna Milan, potenza Bayern

SE, SE, SE… – Coi se e coi ma non si va da nessuna parte, così come non si vincono le partite con i legni. Ci si può appellare alla sfortuna, perché prendere un palo ed una traversa nella stessa partita sa un po’ di maledetta scarogna, d’altro canto un’altra scuola di pensiero ritiene che ognuno sia artefice della propria sorte, così se Kakà e Poli hanno colpito quei due pali è soltanto, accidentalmente, colpa loro, che hanno indirizzato male i tiri, il tutto misto alla bravura di Courtois, non fortunato nelle parate ma bravo nel decidere il tempo giusto. Ci tocca fra l’altro (giustamente eh!) segnalare, oltre ai vari Witsel, Mertens, Hazard, Fellaini e tutti gli altri baby-fenomeni del Belgio, pure questo n.1 classe 1992. Una generazione di campioni? Va sicuramente studiata la sfornata di calciatori di qualità da parte della nazionale belga in questi ultimi anni, dopo decenni di delusioni.

DUE RIGORI PER ME, POSSON BASTARE – Gli amanti degli amarcord scomoderanno la solita Olanda-Italia agli Europei del 2000, ma per i più fini esperti del pallone recentemente abbiamo visto un Grosseto-Livorno con due penalties sbagliati dai padroni di casa, uno con Delvecchio (alto) ed il secondo con Piovaccari (parato da Fiorillo). Diciamo che la circostanza del doppio rigore sbagliato è molto divertente per un tifoso esterno e neutrale che guarda la partita con distacco. Peccato, per l’equilibrio della gara, che ad uno sia seguita l’espulsione di Szczęsny, autore in precedenza di belle parate: già il Bayern è una macchina devastante, concedergli il lusso di giocare con un uomo in più è come mettere un tonno sanguinante in una vasca di squali bianchi, la sua aspettativa di vita non supera i 25″.

QUARTI SCONTATI? – A questo punto praticamente sì. Difficile che il Bayern perfetto ed invincibile possa farsi rimontare, in casa, un vantaggio di due gol, anche se proprio l’anno scorso l’Arsenal aveva vinto 2-0 all’Allianz, ma con un gol all’ultimo minuto e con un Bayern sì fortissimo ma meno audace. Per quanto riguarda l’Atletico, ovvio che dovrà tenere in grande considerazione la straordinaria forma che assume il Milan quando sente l’inno della Champions, è una mutazione inspiegabile quella dei rossoneri, ma l’aver vinto fuori casa mette in grande tranquillità i Colchoneros che, salvo un suicidio di massa, dovrebbero gestire la partita al meglio.

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