Sochi 2014, disastro Russia nell’hockey Colpaccio della Finlandia, Putin deluso

SOCHI (Russia) – L’oro più atteso insieme a quello di Plushenko. Il successo che vale – parole degli stessi protagonisti – quanto tutta l’Olimpiade. Così, alla vigilia. La realtà, invece, si è rivelata ben diversa per la Russia dell’hockey. Abbandonati i sogni di gloria dello “Zar”, fermato dai suoi atavici problemi fisici, tutto il Paese – presidente Putin in testa – aspettava il trionfo di Ovechkin e compagni. Che, puntualmente, non è arrivato.

DRAMMA SPORTIVO – Le prime avvisaglie di una Nazionale di casa non al livello delle migliori si erano già avute nella fase a gironi, con la vittoria sulla Slovacchia (reduce dal pesante ko con gli Stati Uniti) arrivata solo agli shootout. Superato il playoff ai danni della Norvegia, è stato un altro team scandinavo a frantumare i sogni di gloria della rappresentativa di casa: vittoria meritata, quella della Finlandia, capace di rendere ininfluente il vantaggio di Kovalchuk grazie alle reti di Aaltonen, dell’eterno Selänne e di Granlund. Disperato Putin in tribuna, delusi i milioni di russi che sognavano il primo titolo olimpico della loro Nazionale, l’ottavo se si considerano i sette ori dell’Unione Sovietica. Per l’accesso in finale, dunque, andranno in scena due derby: quello scandinavo tra Finlandia e Svezia (Zetterberg e soci hanno passeggiato – 5-0 il finale – sulla Slovenia) e quello nordamericano tra Stati Uniti (5-2 alla Repubblica Ceca) e Canada, che ha sofferto più del previsto per avere la meglio della Lettonia (2-1). In ogni caso, sarà grande spettacolo.

REGINA DEL FONDO – Ma il dodicesimo giorno di gare è stato anche quello di Marit Bjørgen, che con il successo nella sprint a coppie in classico di sci di fondo ha conquistato il quinto oro e la nona medaglia ai Giochi. Dovesse vincere la 30 chilometri a skating con partenza in linea in programma sabato, la 33enne norvegese eguaglierebbe la fondista sovietico-russa Lyubov Yegorova e la pattinatrice sovietica Lidija Skoblikova al primo posto nella classifica delle atlete con più vittorie alle Olimpiadi invernali. Le basterà invece il podio per diventare la donna col maggior numero di medaglie (10) ai Giochi di neve e ghiaccio insieme a due ex fondiste, la sovietica Raissa Smetanina e la nostra Stefania Belmondo. Per la cronaca, Bjørgen e la compagna di squadra Ingvild Flugstad Østberg si sono imposte d’autorità davanti a Finlandia (Kerttu Niskanen/Aino-Kaisa Saarinen) e Svezia (Ida Ingemarsdotter/Stina Nilsson), con le azzurre Ilaria Debertolis e Gaia Vuerich settime in semifinale e pertanto fuori dall’ultimo atto.

FORTUNA JÖNSSON – Finale col brivido, invece, nella gara maschile, col tedesco Tim Tscharnke caduto poco prima del rettilineo finale per un contatto sospetto col finlandese Sami Jauhojärvi, involatosi poi verso il successo – in coppia con Iivo Niskanen – davanti al russo Nikita Kryukov, d’argento insieme a Maxim Vylegzhanin. Ad approfittarne, ancora una volta, lo svedese Emil Jönsson, che dopo il bronzo conquistato per grazia ricevuta nella sprint a tecnica libera (carambola fra tre avversari) sale nuovamente sul gradino più basso del podio insieme al compagno di squadra Teodor Peterson. Male, invece, gli italiani Federico Pellegrino e Dietmar Noeckler, quinti in semifinale e anch’essi – come le ragazze – esclusi dalla lotta per le medaglie.

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