Sochi 2014 – Medaglia di bronzo per Carolina Kostner

SOCHI – Le mancava solo questa nel palmarès, aveva vinto tutto tranne una medaglia olimpica: oggi Carolina Kostner ha sfatato il tabù dei cinque cerchi portando a casa un bronzo che si merita, che ha voluto fortemente, per cui ha lottato negli ultimi otto anni. Rimane il rammarico di una gara decisa dai giudici, almeno per quanto riguarda i primi due posti.

UN GRUPPO DA BRIVIDI – La gara scorre tra grandi rimonte, come quella di Mao Asada che dalla sedicesima posizione dopo il corto si piazza al sesto posto, e con la nostra Valentina Marchei che dalla 12esima posizione di ieri si porta all’11esimo posto finale. Le ultime sei pattinatrici sono da vedere tutte d’un fiato. Una dopo l’altra partendo dalla bambina prodigio pupilla di Putin, la 15enne russa Yulia Lipnitskaya. Il suo programma libero, già visto nella gara a squadre, è emozionante ma un errore, una caduta, la condannano, proprio come nel corto di ieri.

E’ poi il momento che tutti aspettavamo, Carolina Kostner che con il suo Bolero doveva aggrapparsi a quella terza posizione conquistata con l’Ave Maria di Schubert nel corto. Un programma difficile, non all’altezza di quello di altre atlete, ma complesso. E poi c’è la sua eleganza, quella grazia che solo lei e Yuna Kim sanno mostrare. Senza respiro dall’inizio alla fine e quel sorriso che dice tutto. Carolina sa di aver fatto tanto, tutto quello che poteva fare. Alla fine balza in testa con il suo personal best nel libero (142.61) e nel punteggio complessivo (216.73), dopo averlo stabilito ieri nel corto (74.12).

L’ATTESA – La gara però è ancora lunga, ci sono ancora quattro atlete, due delle quali ieri l’avevano preceduta. Scende in pist la russa Adelina Sotnikova. La dimenticata della compagine russa che partiva dal secondo posto. Il suo programma è difficile, tecnicamente più di quello della Kostner, i components però non sono scontati. Si attende il parere dei giudici che sorprendono tutti e la piazzano al primo posto con un netto distacco dall’azzurra. E’ poi la volta delle due americane, Gracie Gold e Ashley Wagner che fanno il loro compito non senza sbavature ed errori, finendo rispettivamente terza e sesta. Per Carolina vuol dire medaglia, non si sa di che colore ma è medaglia. Una liberazione, il raggiungimento dell’unico traguardo che mancava. Yuna Kim ci prova e porta a termine il suo programma in modo perfetto, senza sbavature, senza incertezze. Un piacere vederla, anche per chi tifa un’altra atleta perché la sua bravura e la sua eleganza vanno al di là di ogni campanilismo. Un oro che sembra già assegnato, ma i giudici stupiscono e la piazzano alle spalle della russa che a sorpresa sale sul gradino più alto del podio. Un giudizio che lascerà strascichi nell’ambiente.

A noi, all’Italia rimane un bronzo che vale molto di più per una Carolina Kostner finalmente lontana dalle cadute, dai problemi, dai quei blocchi che troppe volte l’avevano relegata a posizioni olimpiche deludenti per un’atleta che in carriera ha vinto tutto. E il suo sorriso sul podio della flower ceremony non può che essere un piacere per tutti.

Sono contentissima è stata una gara magica, ma devo dire che tutto il cammino e la preparazione sono state magiche. La medaglia è stata la ciliegina sulla torta. Sono contenta per chi mi è stato vicino e per i sacrifici che ho fatto. Sono entrata in pista libera da ogni pensiero con la mia missione ed il mio pensiero e ce l’ho fatta. Ci sono stati giorni difficili ma si va avanti l’importante è avere vicine le persone che ti aiutano e ti spronano. Alle mie spalle c’è un grande team che mi ha protetto e mi ha aiutato in tutto il tempo che ho passato qui“. Con queste parole la pattinatrice azzurra ha commentato a caldo il terzo posto che ancora non ha una dedica precisa, perché come ha detto Carolina: “Non ho avuto ancora il tempo per pensarci“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *