La strana involuzione europea della Juve. E domenica c’è il derby

Il 2-0 è un risultato che nasconde tante, troppe defezioni. Con tutto il rispetto per il Trabzonspor, ci si aspettava un gioco molto più fluido dalla squadra di Conte. I bianconeri andranno in Turchia con due goal di vantaggio, ma con la consapevolezza che cali di tensione o piccole disattenzioni non sono ammesse. Gli ospiti hanno dimostrato di essere abili nelle ripartenze ma, fortunatamente per la difesa juventina, si sono rivelati poco cinici sotto porta.

BRUTTE OMBRE – C’è una strana involuzione di questa Juventus, appena oltrepassa i confini nazionali per affrontare le squadre continentali. Va bene, la casa era sempre la stessa: lo “Stadium”, seppur poco rumoroso ieri sera, resta comunque l’habitat perfetto di questo gruppo. Qualcosa però cambia radicalmente: rispetto al torneo nazionale, dove i bianconeri dominano in ogni campo (in casa vige la legge dei tre goal), in Europa la squadra di Conte non è la stessa: spreca occasioni e si allunga troppo, concedendo ripartenze pericolose agli avversari. In difesa, le assenze di Chiellini e Barzagli pesano: Ogbonna è un buon giocatore ma, spesso e volentieri, si concede il lusso di essere l’autore di svarioni difensivi che andrebbero fortemente evitati. Caceres non è più lui: da Firenze in avanti effettua sempre grosse sbavature, pericolose per la porta di Buffon. Proprio il capitano bianconero, quando la squadra era poco lucida, continuava a strigliare i compagni, chiedendo di usare maggiormente la testa. In fase di regia, se Pirlo è strettamente marcato, l’impostazione del gioco è confezionata da passaggi sbagliati e poca lucidità per organizzare la manovra. Pogba è croce e delizia per il suo allenatore: bello, ma sin troppo lezioso al tempo stesso, nonostante il goal finale. Sulle corsie esterne, se Isla ha mostrato piccoli sprazzi di miglioramento, Peluso ha sbagliato sin troppo, sia in fase difensiva, che in fase propositiva, sprecando palloni importanti per la causa bianconera.

VERO TRASCINATORE –  Ci sono solo aspetti negativi in una squadra che ha pur sempre battuto un avversario ostico (ma non irresistibile)? Bisogna sottolineare la grande tenacia di Carlos Tevez, vero combattente fino al 95’. L’argentino, nonostante i compagni non avessero la gamba della prima fase di gioco, anche a fine partita ha continuato a rincorrere gli avversari, regalando, proprio agli sgoccioli del match, una palla d’oro a Pogba, valida per il 2-0 finale. Il numero 10, pur non segnando, è sempre più indispensabile per il gioco di Conte, per tutta la determinazione messa in ogni gara. Tante occasioni create per l’”Apache” che si ritrova un nuovo partner per completare la coppia d’attacco, Osvaldo: il neo acquisto si è inserito benissimo nei meccanismi della squadra e ieri ha regalato il primo goal allo “Stadium”. L’italo – argentino corre bene, si muove, ma non quanto Llorente che, appena entrato, ha fatto salire i compagni con un buon possesso palla.

TESTA AL DERBY – Luci ed ombre per una squadra che, archiviata la parentesi europea, si rituffa nel suo habitat naturale: il campionato. Domenica la sfida non sarà di quelle semplici. In programma alle 18:30, c’è il derby contro il Torino di Ventura, pronto a espugnare la casa bianconera con i suoi pupilli Cerci e Immobile: specialmente l’ex Pescara proverà a convincere i dirigenti bianconeri che quella maglia è in grado di meritarla. Il Toro, vittorioso nella difficile trasferta di Verona, vuole dare continuità al suo ciclo di risultati utili consecutivi, battendo i cugini, dopo 20 anni dall’ ultima vittoria in un derby, e continuare la cavalcata per riprendersi un posto in Europa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *