Sochi 2014, pazzesco finale sul ghiaccio L’oro del’hockey va alle canadesi: States ko

SOCHI (Russia) – Un finale assurdo, imprevedibile, irripetibile. Un verdetto tragico, drammatico, devastante. Ma anche bellissimo, meraviglioso, miracoloso. Questione di punti di vista. Senz’altro, indimenticabile. La finale del torneo di hockey su ghiaccio femminile ha offerto uno spettacolo di livello assoluto, un match deciso – a parità di qualità tecniche fra statunitensi e canadesi – dalla forza mentale di queste ultime.

LA RIMONTA – A tre minuti e mezzo dal termine della sfida per l’oro, infatti, era difficile immaginare un nuovo successo olimpico – il quarto consecutivo – di Wickenheiser e compagne. Gli Stati Uniti conducevano 2-0 (a segno Meghan Duggan e Alex Carpenter) e parevano in controllo del match, pregustando già il secondo titolo a cinque cerchi dopo quello di Nagano ’98, Giochi che videro il debutto del torneo in rosa di hockey su ghiaccio. Poi, la rete dell’1-2 firmata da Brianne Jenner ha dato nuova fiducia al Canada e destabilizzato la Nazionale a stelle e strisce, colpita a 55 secondi dal termine da Marie-Philip Poulin, giocatrice che resterà per lungo tempo negli incubi delle americane. Il tutto, pochi istanti dopo un palo a porta vuota (le campionesse uscenti avevano optato per il portiere in movimento) colpito dagli States.

GOLDEN GOL – A quel punto, gli Stati Uniti sono di fatto usciti dal campo: troppo forte lo smacco per l’occasione buttata via, e troppo difficile da contenere l’entusiasmo delle avversarie. Così, è stata ancora una volta la Poulin ad ergersi ad eroina canadese, siglando la marcatura che ha consegnato alla sua Nazionale un nuovo titolo olimpico. Un successo di rimonta, come di rimonta era arrivata – poche ore prima – la vittoria della Svizzera sulla Svezia nella finale per il bronzo: sotto 0-2, le elvetiche erano state capaci di ribaltare il risultato sino al 4-2 prima dell’ininfluente terza rete scandinava, conquistando il primo podio nella disciplina e relegando le avversarie alla seconda medaglia di legno consecutiva.

TABÙ GERMANIA – Non ce l’ha fatta nemmeno stavolta, la Nazionale tedesca di combinata nordica, ad aggiudicarsi l’oro a cinque cerchi della gara a squadre. E a dirla tutta, da quando è unita la Germania non ha mai vinto un titolo olimpico o iridato nella specialità: l’ultimo successo, infatti, risale ai Giochi di Calgary ’88, quando a imporsi furono i tedeschi dell’Ovest. Stavolta a gioire è stata la Norvegia, brava a recuperare – grazie a Magnus Moan – il gap di 25 secondi rimediato dopo il segmento di salto e ad accodarsi a Germania e Austria. Il terzetto ha proseguito di comune accordo per tutte e quattro le frazioni, sino alla volata finale vinta in scioltezza da Jørgen Graabak (al secondo oro dopo quello di martedì dal trampolino grande) sul tedesco Fabian Rießle e sull’austriaco Mario Stecher. Peccato per l’Italia, in lotta per il sesto posto prima della caduta di Alessandro Pittin che ha fatto indietreggiare la Nazionale azzurra (composta anche da Lukas Runggaldier, Armin Bauer e Samuel Costa) a una comunque dignitosa ottava piazza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *