Juve, parla Llorente: non solo bello

TORINO – Alla vigilia del Derby della Mole, Fernando Llorente ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport. Ne approfittiamo per ripercorrere brevemente i primi sei mesi di esperienza bianconera dell’attaccante spagnolo.

NON SOLO BELLO – Sorridono i tifosi, sorride Llorente nel ripensare adesso a quel titolone (“Solo bello?”) comparso in prima pagina a settembre proprio sul quotidiano di Torino. Lo ricorda bene: Fece discutere, fu molto commentato anche in tv. Ma io non lo presi male. Compresi subito lo spirito della domanda. Non giocavo, la gente si chiedeva come mai. Un anno fa infatti l’acquisto improvviso dell’attaccante ex Atletico Bilbao aveva suscitato molte perplessità tra i più scettici (ma ai nostalgici piaceva intravedere nel giocatore ‘un nuovo Trezeguet’): i numeri parlavano di un ottimo attaccante, più volte capocannoniere della sua squadra con una più che discreta mediagol, ma che aveva alle spalle quasi sei mesi da riserva e davanti altrettanti mesi di quasi inattività. Poi nel settembre 2013 alla sua prima presenza da titolare, Llorente inaugura una lunga serie di gol (dieci, più di quelli di Mirko Vucinic e Alessandro Matri in tutto il loro primo campionato in bianconero), in barba a quelli che non credevano in lui, favorito dal nuovo gioco della Juventus e aiutato dal lavoro con Antonio Conte: Sapeva che dovevo lavorare molto per raggiungere la forma giusta. Con me ha fatto un lavoro incredibile. Ha saputo aspettare il momento perfetto per farmi giocare. Io mi chiedevo, settimana dopo settimana: che mi sta succedendo? […] devo dimostrare chi sono, quanto valgo, far vedere di essere all’altezza anche qua.

Conte si porta dietro tanta esperienza da giocatore, vede le cose prima che succedano in partita. Ti avverte in anticipo, ti mette in guardia. Ti aiuta a non sbagliare, a scegliere la strada migliore prima degli altri. Vive tantissimo il calcio, trasmette energia e una voglia di vincere così… gigantesca, che poi ti fa davvero vincere. Infine aggiunge: Ora sono curioso di scoprire com’era da giocatore: cercherò un po’ di immagini su YouTube…

COPPIA D’ATTACCO – Quando poi in agosto è approdato Tevez a Torino, in molti abbiamo teorizzato diversi fantasiosi schemi di gioco e i più si sono chiesti se i due attaccanti avrebbero trovato la giusta intesa. Se mesi fa qualcuno aveva dei dubbi, oggi si sarà ricreduto: ci siamo accorti tutti di un modo diverso di giocare della Juventus, modellato ad hoc sui due giocatori. Siamo molto differenti, forse anche per questo formiamo una bella coppia. Lui è più aggressivo di me, si muove di più, è più piccolo; si tocca con mano la sua voglia di impressionare, di fare gol. Il nostro obiettivo è aiutare la squadra a vincere il campionato e l’Europa League. Fuori dal campo, non è che io e Tevez ci frequentiamo molto. Ognuno va dalla propria famiglia […] Resta il fatto che, tra allenamenti e ritiri, trascorro più tempo con Tevez che con la mia fidanzata!

Riguardo allo spogliatoio, anche Fernando Llorente sottolinea l’unità del gruppo: Non è comune nel calcio trovare spogliatoi tanto compatti. Spesso vedi squadre con tanti giocatori di nazionalità diverse che non conoscono l’amicizia. Ma una grande squadra non può permettersi uno spogliatoio diviso. E la Juve è grande.

ARIA DI DERBY – È una sensazione che Llorente conosce molto bene: Con l’Athletic, in 9 anni ne ho vissute tante di sfide straordinarie con la Real Sociedad. Un derby pure quello, anche se loro non sono di Bilbao. È il derby dei Paesi Baschi. E si sa, i Baschi tengono molto alla propria identità regionale. Il derby di Torino di domani pomeriggio potrebbe essere il primo vissuto sul campo, poichè all’andata Llorente era rimasto in panchina: Mi farebbe tanto piacere segnare, perché mi piacciono da morire queste partite così calde, così attese, così differenti dalle altre. Così speciali. Per cui anche ogni gol è speciale. So bene quanto ci tengono i tifosi. D’altronde Fernando ha sempre amato la corrida: Da piccolo volevo diventare un torero…

E chissà che questo non possa essere di buon auspicio (e qui gli scaramantici facciano i dovuti scongiuri).

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