Sochi 2014, una leggenda sugli sci stretti Bjoergen nella storia dei Giochi invernali

SOCHI (Russia) – La regina delle Olimpiadi invernali. La dominatrice dello sci di fondo. La campionessa senza rivali. È Marit Bjoergen, che quando si mette in testa di vincere, vince. E ai Giochi di ghiaccio e neve lo ha fatto in ben sei occasioni, equamente suddivise tra Vancouver e Sochi. Ma la collezione di medaglie a cinque cerchi era iniziata già nel 2002, a Salt Lake City, e proseguita quattro anni dopo a Torino. In totale, 10 podi: un record.

NESSUNA COME LEI – Una donna da primato, sì, perché se è vero che altre due fondiste non più in attività (l’ex sovietica Raisa Smetanina e la nostra Stefania Belmondo) hanno conquistato lo stesso numero di medaglie ai Giochi invernali, è altrettanto vero che in doppia cifra e con sei trionfi non ci era arrivato nessuno. L’unica atleta a poter vantare la medesima quantità di ori è l’ex fondista Lyubov Yegorova, che trionfò una volta ad Albertville ’92 – Giochi ai quali partecipò come portacolori delle Squadre Unificate – e cinque a Lillehammer ’94, per un totale di nove podi. Nella 30 chilometri a tecnica libera con partenza in linea, gara conclusiva del programma olimpico di sci di fondo femminile, Bjoergen ha potuto festeggiare in compagnia delle connazionali Therese Johaug (argento) e Kristin Stoermer Steira (bronzo), cancellando almeno in parte la delusione per la débâcle in staffetta. Più che sufficiente, considerate le poche aspettative della vigilia, la prova delle azzurre: Elisa Brocard, infatti, ha chiuso 13esima, con Debora Agreiter 16esima, Marina Piller 25esima e Ilaria Debertolis 44esima.

COLPACCIO RUSSO – Da una Nazionale norvegese che chiude col sorriso a un’altra che torna a casa senza l’oro più desiderato. Accade nel biathlon maschile, la cui staffetta vede un podio senza gli scandinavi. Demerito, per una volta, dei due frazionisti più titolati (Ole Einar Bjoerndalen ed Emil Hegle Svendsen), incapaci di portare a termine l’ottimo lavoro svolto dai fratelli Tarjei e Johannes Thingnes Boe. I norvegesi chiudono quarti, raggiunti e superati da Russia (Alexey Volkov, Evgeny Ustyugov, Dmitry Malyshko, Anton Shipulin), Germania (Erik Lesser, Daniel Boehm, Arnd Peiffer, Simon Schempp) ed Austria (Christoph Sumann, Daniel Mesotitsch, Simon Eder, Dominik Landertinger), finite nell’ordine. Bel quinto posto degli azzurri Christian De Lorenzi, Dominik e Markus Windisch e Lukas Hofer, a conclusione di una spedizione olimpica davvero positiva per il biathlon italiano sia tra gli uomini che tra le donne.

DISFATTA USA– Ancor più inatteso, se vogliamo, l’esito della sfida per il bronzo del torneo maschile di hockey su ghiaccio. Senza più motivazioni dopo la sconfitta nel derby di semifinale con il Canada, la Nazionale statunitense è crollata sotto i colpi finlandesi: 5-0 il risultato in favore degli scandinavi, guidati da un Teemu Selanne ancora sugli scudi – nonostante i 43 anni di età – e autore di una doppietta, alla quale si aggiungono le reti di Jussi Jokinen, Juuso Hietanen e Olli Maatta. Domenica, a partire dalle 13 (ora italiana), Svezia e Canada si sfidano per l’oro. Un appuntamento da non perdere.

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