Benatia ai compagni: «Serve più cattiveria». Quando Garcia al Lille disse a Rami di “smetterla”

«La discussione con Benatia? L’ho tenuto calmo, stava andando un po’ fuori di testa. Un po’ di nervosismo ci sta ma l’importante è restare sempre tra le righe. Era solo un po’ nervoso». Radja Nainggolan nel post-partita di Bologna-Roma.

Lo stesso difensore marocchino, intervistato a caldo dopo il fischio finale al Dall’Ara: «Oggi ci sono state delle piccole cose che non sono andate bene, ne parleremo tra di noi. Non è stato tutto perfetto, dobbiamo essere più cattivi».

Il pensiero di Benatia non è dissimile da quello di Rudi Garcia: «Abbiamo vinto ma nel secondo tempo abbiamo sprecato troppe occasioni. Credo che dobbiamo essere consapevoli che abbiamo una grande opportunità da giocarci fino alla fine della stagione. Questo è quello a cui deve pensare tutta la squadra». Ovvero: non si possono gettare al vento le occasioni di chiudere la partita. L’ultima ripartenza giallorossa, l’ennesima vanificata da passaggio sbagliato (nello specifico di Bastos), ha addirittura concesso al Bologna l’opportunità di pareggiare al 92′.

Leggerezza e superficialità caratterizzano da anni l’animus della Roma. Un atteggiamento che quest’anno si è manifestato ancora una volta contro il Sassuolo (1-1 di Berardi al 94′), e che ieri stava costando ancora caro ai giallorossi. Un leitmotiv, quello delle rimonte subite, che i tifosi romanisti stavano finendo per considerare connaturato al DNA della propria squadra. In questo senso le parole di Garcia, la reazione di Benatia a Bologna, quella di Strootman a Bergamo (dove incitò i compagni a “svegliarsi”, dovendo rimontare lo svantaggio), rappresentano una netta discontinuità rispetto al passato.
In particolare, il tecnico francese sa che per vincere i trofei non si può lasciare nulla al caso, sperando che un colpo di testa di Christodoulopoulos a 120” dalla fine finisca fuori. La mentalità vincente si costruisce curando i dettagli. Comunque, anche se i giallorossi sono ancora soggetti a qualche calo di tensione, come nel match di ieri sera, il percorso intrapreso sembra quello giusto. Come, a loro modo, testimoniano anche certi episodi di insofferenza quando la squadra non dà il massimo.


Rudi Garcia e Adil Rami

La reazione di Medhi Benatia, arrabbiato per la scarsa cattiveria dei compagni sotto porta, ricorda quella di Adil Rami ai tempi di Lille. Stagione 2010/11, 30^ giornata: la squadra allenata da Garcia, in lotta per il titolo, venne sconfitta dal Monaco (1-0), in piena zona retrocessione. Rami accusò i compagni di non aver giocato con il cuore, con toni più diretti di quelli usati dal marocchino (che si è lasciato scappare solo un laconico: «Ne parlerò con i compagni»). Garcia, di fronte alle prolungate lamentele del difensore, proseguite anche negli spogliatoi, lo riprese con veemenza intimandogli di tacere. La stagione si concluse poi con il terzo titolo del Lille.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *