Di rimonte, di contestazioni e di bomber improvvisati: Lazio-Sassuolo 3-2

PREMESSE – Lazio – Sassuolo non è certo la più grande partita di cartello degli ultimi anni all’Olimpico. Però… però ci sono oltre cinquantamila spettatori, radunatisi grazie all’iniziativa del tifo biancoceleste, l’unica in grado di portare la gente allo stadio: contestare Lotito. Iniziativa nata dalle sistematiche risposte del presidente, che ha sempre parlato di “sparuta minoranza”, “critiche strumentali” da parte di una piccola frangia della tifoseria: la miriade di fogli A3 e A4 della protesta popolare dicono il contrario, il colpo d’occhio non mente. Avversario di turno un Sassuolo alla ricerca di punti-salvezza.

PRIMO TEMPO – Discreto avvio per la Lazio, con i biancocelesti che riescono a mantenere alto il baricentro per l’intero primo tempo, un po’ per bravura e un po’ per un avversario che schiera immediatamente la difesa al limite dell’area e il centrocampo 10 metri avanti. Nella prima mezzora, nonostante una pressione costante ma, a onor del vero, poco veemente, la Lazio crea soltanto un paio di occasioni delle quali la più clamorosa è certamente quella di Klose, la cui conclusione a botta sicura viene letteralmente murata da un difensore avversario. La trequarti alta è intasata, difficile trovare soluzioni per l’ultimo passaggio: insieme alle sovrapposizioni, la conclusione da fuori sembra essere una delle situazioni più plausibili. Ci pensa Radu, da oltre trenta metri, a realizzare un Eurogol col suo sinistro che incoccia sul primo palo appena un palmo sotto l’incrocio: secondo gol per il rumeno in maglia biancoceleste e secondo gol spettacolare, fra l’altro da posizione simile, dopo quello col Pescara la scorsa stagione. È la rete che chiude il primo tempo, nonostante Zaza venga fermato a tempo già scaduto durante una ripartenza, proprio dal triplice fischio finale: ammonito per proteste.

SECONDO TEMPO – Sassuolo più motivato in avvio di ripresa, e Lazio inspiegabilmente lunga: ne viene fuori soltanto un po’ di caos tattico che però rientra in pochissimi minuti. 10′: Dias subisce un paio di falli e deve uscire per infortunio, al suo posto Ciani. Su una conclusione sporca di Radu, altra occasione per Klose, nuovamente contrastato dalla difesa. Di fatto la Lazio torna a controllare la gara, il Sassuolo prova Berardi per Zaza al quarto d’ora mentre un più ordinato Biglia prende il posto di Mauri, ancora alla ricerca di condizione dopo il lungo stop. Minuto 23, buona occasione per il Sassuolo: il nuovo entrato Berardi, dimenticato sul lato opposto, schiaccia in semigirata un cross dalla destra; conclusione alta di poco, ma campanello d’allarme non recepito. Il pareggio arriva subito dopo: palla persa da Ledesma sulla trequarti, ripartenza veloce dal centro verso sinistra e palla dentro per l’ex Floccari, che trova il pari. Neanche un minuto, situazione speculare: palla persa da Ziegler (uscirà per problemi di stomaco subito dopo), Gonzales serve Klose che, di sinistro, riporta in vantaggio la Lazio. Partita in discesa? Neanche per sogno. Punizione dai 25 metri, Floro Flores trova un nuovo gioiello dopo quello dell’andata, scavalcando la barriera e insaccando la palla all’incrocio dei pali. Minuto 37, la Lazio trova inaspettatamente un nuovo vantaggio: Radu crossa dalla sinistra, saltano Candreva e P. Cannavaro con la deviazione di quest’ultimo, così la palla incoccia sul palo ed entra in rete. Meraviglie dei moderni regolamenti, Radu trova una inedita doppietta (!?!). Reja richiama in panca Keita, che avrebbe dovuto prendere il posto di Lulic. La Lazio tenta di mantenere palla, un errore in appoggio di Lulic concede l’ultimo assalto al Sassuolo, interrotto dal cambio Onazi/Gonzalez (buona gara di un recuperato Tata).

QUELLO CHE RESTA – Il Sassuolo esce fra gli applausi, punito forse dagli episodi ma, fatti i conti, ha giocato bene per meno di mezzora. Di certo è questa la mentalità che Malesani e i suoi dovranno mantenere per cercare di togliersi dall’ultima posizione, ma in partite come queste c’è solo da guadagnare, per loro. La Lazio accontenta più la pancia che il palato della folla presente all’Olimpico, ma porta a casa tre punti preziosi nonostante i clamorosi limiti atletici manifestati. Commento di Klose sulla contestazione: “Non ho sentito niente, solo grande rumore e questo è bene per la squadra”. Commento politically-correct di chi si trova in un limbo…

LAZIO (4-3-3) – Berisha; Konko, Biava, Dias, Radu; Gonzalez, Ledesma, Mauri; Candreva, Klose, Lulic. Allenatore: Reja. A disposizione: Marchetti, Strakosha, Cavanda, Ciani, Novaretti, Cana, Biglia, Onazi, Felipe Anderson, Kakuta, Keita, Perea

Indisponibili: Pereirinha, Ederson, Postiga
Squalificati: nessuno
Diffidati: Cavanda

SASSUOLO (3-5-2) – Pegolo; Mendes, Cannavaro, Ariaudo; Rosi, Biondini, Chibsah, Magnanelli, Longhi; Zaza, Floccari. Allenatore: Malesani. A disposizione: Pomini, Antei, Bianco, Gazzola, Farias, Marrone, Pucino, Ziegler, Missiroli, Floro Flores, Sansone, Berardi.

Indisponibili: Terranova, Alexe, Acerbi, Masucci, Manfredini
Squalificati: nessuno
Diffidati: Pegolo, Manfredini, Biondini, Longhi, Marrone

ARBITRO: Piero Giacomelli (sez. Trieste)
ASSISTENTI: Longo, Musolino

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