Sochi 2014, il Canada domina sul ghiaccio L’oro dell’hockey non cambia padrone

SOCHI (Russia) – Una finale senza storia. Dominata, comandata, a senso unico. Un oro strameritato, il secondo consecutivo e il nono in totale, in una delle discipline simbolo delle Olimpiadi invernali. Stiamo parlando dell’hockey su ghiaccio e del Canada, che battendo 3-0 la Svezia nella finale del torneo maschile ha confermato il titolo a cinque cerchi conquistato quattro anni fa sul ghiaccio di Vancouver.

FANTASTICO BIS – Al pari delle loro connazionali, dunque, Crosby e compagni hanno centrato il bis olimpico, facendo peraltro molto meno fatica rispetto alle ragazze. Sì, perché sin dal primo ingaggio si è capito che difficilmente il Canada avrebbe perso la finale contro la Svezia (priva della stella Nicklas Bäckström, trovato positivo a un test antidoping), match indirizzato sui binari nordamericani già al 13esimo minuto del primo tempo grazie al gol siglato da Jonathan Toews. Due reti nei successivi due parziali, messi a segno da Sidney Crosby e Chris Kunitz, hanno poi messo in ghiaccio (è proprio il caso di dirlo) la medaglia d’oro.

STORICO TRIS – Ma l’Olimpiade russa si è chiusa trionfalmente anche – e soprattutto – per i padroni di casa, che nell’ultima giornata di gare hanno legittimato il primato nel medagliere grazie al successo nel bob a quattro e alla splendida tripletta nella 50 chilometri a tecnica libera con partenza in linea di sci di fondo. Sull’anello di Krasnaja Poljana – dopo 48.000 metri sostanzialmente inutili -, Alexander Legkov ha dapprima menato le danze e ridotto il gruppo di testa a sole quattro unità, poi non ha avuto grosse difficoltà ad imporsi allo sprint davanti ai connazionali Maxim Vylegzhanin ed Ilia Chernousov e al norvegese Martin Johnsrud Sundby. Quella ottenuta davanti al pubblico di casa è la prima tripletta olimpica russa nello sci di fondo maschile, poiché le precedenti tre – ai tempi dell’Unione Sovietica – erano arrivate dal settore femminile. Positiva la prova degli azzurri, rimasti nel gruppo di testa sino a due chilometri dal termine prima di cedere dinanzi all’incalzante ritmo imposto da Legkov: il migliore dei nostri è stato Roland Clara (11esimo), seguito da David Hofer (16esimo) e Francesco De Fabiani (25esimo).

ALTRI CASI DOPING – Alla gara che ha chiuso il programma olimpico del fondo non ha preso parte l’austriaco Johannes Duerr, trovato positivo all’Epo e immediatamente escluso dai Giochi. Il 26enne di Melk aveva partecipato allo skiathlon di domenica 9 febbraio (chiudendo settimo) prima di tornare in patria per prepararsi alla 50 chilometri, gara nella quale avrebbe anche potuto puntare al podio. Ed è stato proprio in Austria, ad Obertilliach, che Duerr si è sottoposto al controllo a sorpresa rivelatosi poi fatale. Nei giorni scorsi era invece stata trovata positiva alla trimitazidina – sostanza vietata presente in alcuni medicinali – la fondista ucraina Marina Lisogor, 58esima sia nella 10 chilometri a tecnica classica che nella sprint a skating prima di rinunciare alla partecipazione (in coppia con Kateryna Serdyuk) alla sprint a coppie in alternato.

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