Tra febbraio e marzo, tra Europa League e Serie A: le ambizioni delle italiane chiamate alla prova dei fatti

AVANTI PIANO – La venticinquesima giornata di Serie A, iniziata con l’anticipo tra Bologna e Roma (0-1) e conclusasi con il posticipo tra Napoli e Genoa (1-1),  non ha vissuto grandi sconvolgimenti in classifica. La solita Juve – con le oramai consuete polemiche legate alle sviste arbitrali – si aggiudica il derby della Mole superando il Torino grazie alla marcatura di Tevez; i bianconeri, pur non brillando nella delicata stracittadina, provvedono comunque a riposizionare immediatamente a nove punti il distacco sugli inseguitori giallorossi. Il gran numero di pareggi lascia perlopiù invariate le posizioni anche nella seconda parte della classifica, fatta unica eccezione per il Chievo. I gialloblù nella sfida diretta con il Catania si guadagnano sul campo tre punti che valgono oro. E adesso la dura maratona chiamata salvezza li vede giustamente favoriti sugli immediati avversari della zona calda.

 

I SOLITI IDIOTI – Un titolo, il titolo, che calza alla perfezione tutte quelle volte che singoli imbecilli scelgono di ritrovarsi sotto la medesima bandiera. Molto spesso cambia infatti il proscenio, ma mai il deprecabile copione: quel “Quando volo penso al Toro” apparso allo Juventus Stadium, un macabro riferimento alla strage avvenuta a Superga il 4 maggio del ’49, macchia un derby che per quanto visto sul campo sarebbe stato archiviato in fretta. E pensare che appena pochi giorni fa, con grande senso civico, era stata organizzata una mostra che accomunava le due tragedie che hanno scosso entrambe le sponde della Torino calcistica: “Settanta angeli in un unico cielo. Heysel e Superga tragedie sorelle”. Il coraggio di accomunare la tragedia  aerea che annientò l’intera squadra del Grande Torino insieme all’inumana ferocia che fu protagonista allo stadio Heysel prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, rimane profondamente offeso dal gesto miserabile di quei pochi, presunti, sostenitori bianconeri. In attesa del pronunciamento della giustizia sportiva è arrivata tempestiva e perentoria la replica del Presidente Andrea Agnelli: “Le tragedie non si toccano. Mai. No agli striscioni e ai cori canaglia. Tutti”. Viviamo tempi in cui la riconciliazione può passare anche dai centoquaranta caratteri di un semplice, piccolo “tweet”.

EUROPA, ADESSO SI FA SUL SERIO – I match di ritorno dei sedicesimi di Europa League serviranno a definire, una volta per tutte, le reali ambizioni delle compagini italiane. Partiamo dall’incontro più complicato, quel Ludogorets-Lazio che nell’andata ha addirittura visto soccombere i biancocelesti, in casa, per una rete a zero. Ribaltare il risultato è una missione certamente difficile ma non impossibile per l’indecifrabile squadra di Reja.
Per il ritorno di Napoli-Swansea sarà compito di Benitez motivare al meglio i suoi giocatori, perché lo 0-0 esterno garantisce sì la spunta alla voce “spettacolo”, tuttavia è anche vero che al San Paolo chi prenderà gol rischierà poi davvero grosso.
I turchi del Trabzonspor, grazie soprattutto ai due gol rifilati dalla Juventus nell’andata, non creano grande timore tra i bianconeri. La trasferta europea potrebbe però non essere così agevole come auspicato, ed inoltre il dispendio di energie potrebbe farsi sentire in campionato nell’importante sfida contro il Milan.
Il pesante turnover sarà probabilmente l’autentico protagonista di Fiorentina-Esbjerg; ai danesi spetta infatti l’ingrato compito di provare a rimontare all’Artemio Franchi quel 3-1 che, anche per il valore dei gol in trasferta, rappresenta un pesantissimo passivo in grado di garantire da solo il passaggio del turno ai ragazzi di Montella.

EURO 2016 PRESENTA I GIRONI DI QUALIFICAZIONE – Chiudiamo il capitolo “Europa” volgendo uno sguardo interessato ai prossimi “Europei” di Francia: il sorteggio svoltosi a Nizza proprio in questi ultimi giorni di febbraio ci ha consegnato i gruppi di qualificazione che apriranno le danze il 7 settembre 2014. Ad Euro 2016, oltre ai padroni di casa, accederanno di diritto le prime e seconde classificate dei nove gruppi, mentre alle terze classificate toccherà la consueta lotteria degli spareggi. Cesare Prandelli, commentando a caldo la presenza nel nostro girone di Croazia, Norvegia e Bulgaria, non ha esitato a definirlo “impegnativo e non così semplice come alcuni vorrebbero far credere”. Una classica dichiarazione in stile Prandelli, che sulla sua proverbiale prudenza ha costruito un’importante carriera.  A questo proposito occorre tuttavia ricordare che l’attuale commissario tecnico azzurro potrebbe però non rinnovare il contratto che attualmente lo lega alla FIGC solo fino ai mondiali brasiliani. Il vecchio desiderio di ritornare sulla panchina di qualche prestigiosa squadra di club potrebbe magari avere il sopravvento…

Questi nel dettaglio i gironi di qualificazione per Euro 2016:

Gruppo A – Olanda, Repubblica Ceca, Turchia, Lettonia, Islanda, Kazakistan.
Gruppo B – Bosnia Erzegovina, Belgio, Israele, Galles, Cipro, Andorra.
Gruppo C – Spagna, Ucraina, Slovacchia, Bielorussia, Macedonia, Lussemburgo.
Gruppo D – Germania, Irlanda, Polonia, Scozia, Georgia, Gibilterra.
Gruppo E – Inghilterra, Svizzera, Slovenia, Estonia, Lituania, San Marino.
Gruppo F – Grecia, Ungheria, Romania, Finlandia, Nord Irlanda, Far Oer.
Gruppo G – Russia, Svezia, Austria, Montenegro, Moldova, Liechtenstein.
Gruppo H – Italia, Croazia, Norvegia, Bulgaria, Azerbaigian, Malta.
Gruppo I – Portogallo, Danimarca, Serbia, Armenia, Albania.

 

4 Comments

  • Queste le motivazioni nel comunicato del Giudice Sportivo:
    “Ammenda di € 25.000,00 : alla Società JUVENTUS per avere suoi sostenitori, al 10° del primo tempo ed al 12° del secondo tempo, esposto due striscioni insultanti la memoria della tragedia di Superga; entità della sanzione attenuata ex art. 13 lett. a) e b) CGS, in relazione all’art. 12 n. 3 e 6 CGS, per avere la Società concretamente operato con le Forze dell’ordine a fini preventivi e di vigilanza.”

    E’ immaginabile, nella chiara assenza della “prevenzione”, che sia stato valutato come elemento positivo la “vigilanza” degli addetti dello Juventus Stadium. La doppia esposizione degli striscioni, nel primo e nel secondo tempo, in tutta sincerità non sembra però deporre a favore di questa ipotesi…

  • Quando succedono queste cose, senza fare distinzione tra big e provinciali, si dovrebbero proprio chiudere gli stadi e giocare a porte chiuse.
    Dispiace per gli abbonati, ma la violenza fisica e l’incitamento all’odio non possono essere tollerati, mai!

  • Sandro Mazzola, che nella tragedia di Superga perse il padre, ha espresso una posizione molto simile alla tua: “quello stadio (lo Juventus Stadium, ndr) va chiuso per un anno, per sempre. Solo in Italia succedono queste cose”.
    Anche Platinì, in tempi non sospetti, si è detto favorevole a questo tipo di provvedimento. Blatter, addirittura, ha più volte voluto ricordare che in ambito internazionale «la Fifa ha stabilito che bisogna escludere i club dalle competizioni ed infliggere severe penalizzazioni e non semplici multe, perché giocare senza pubblico va contro lo spirito del calcio e contro la squadra ospite”.
    Sulla carta la soluzione appare semplice, la realtà dei fatti è però molto più complessa…

  • La mi nonna diceva ”I troppo buoni sono bischeri!” Bravi questi due! Così’ in Europa finiranno per gioca’ solo tedeschi e francesi!!

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