Il Napoli e Benítez benedicono le coppe Serie A, l’unico obiettivo è il terzo posto

NAPOLI – Nulla di nuovo, in casa Napoli. E, probabilmente, anche nulla per il quale i tifosi debbano lamentarsi. Il nuovo passo falso contro il Genoa riflette infatti il valore di Hamšík e compagni, ai quali manca la continuità – nell’arco di un campionato e pure di una stessa partita – per poter ambire al primato in un torneo lungo e asfissiante come la nostra Serie A. E allora, in attesa della finale di Coppa Italia, meglio pensare al terzo posto e all’Europa League, che poi tanto male non sono.

SCARSA CONCRETEZZA – E dire che lunedì sera, al San Paolo, gli azzurri non hanno giocato affatto male. A tratti spettacolari là davanti – con Higuaín, Mertens e Callejón parecchio ispirati e un Hamšík ancora non al 100% ma comunque autore dell’assist per l’1-0 del Pipita -, non così pasticcioni dietro, dove per una volta Fernández si è distinto positivamente (al contrario di Albiól, parso stranamente insicuro). È mancato però quel cinismo necessario a chiudere il match quando lo si stava dominando, perché poi si sa bene com’è il calcio, soprattutto quando il tuo avversario non è certo arrendevole. È bastata infatti una ripresa a ritmi più lenti per ridare fiducia a un comunque bel Genoa, bravo a trovare il jolly grazie all’ex di turno Calaiò.

W LE COPPE – Ma la serata di Fuorigrotta fa emergere una volta per tutte la natura di Benítez, molto più a suo agio in competizioni con poche (e decisive) partite piuttosto che in un torneo per il quale bisogna tenere alta la concentrazione da agosto a maggio. Del resto, se il tecnico spagnolo non vince un campionato nazionale da 10 anni, periodo nel quale si è invece portato a casa ben otto coppe, un motivo ci sarà. E allora, salvo essere smentiti già giovedì sera, ai tifosi azzurri non resta che guardare con fiducia all’avventura europea dei loro beniamini e sperare nel terzo posto in campionato: Juve e Roma hanno un altro ritmo, e a questo Napoli dall’anima europea, il preliminare di Champions non può certo far paura.

DENTRO O FUORI – Già, l’Europa. Quella di serie B, come la considera De Laurentiis (ragionamento più economico che sportivo il suo), ma ancora l’unica che può vedere il Napoli primeggiare. Giovedì la prima gara d’appello, al San Paolo contro lo Swansea. Lo 0-0 dell’andata è risultato pericoloso, perché costringe gli azzurri ad un unico risultato.Un pareggio con gol, infatti, aprirebbe ai gallesi le porte degli ottavi di finale di Europa League, mentre una nuova X a reti bianche porterebbe le due squadre a supplementari ed eventuali rigori: ipotesi assolutamente da evitare. E allora, fari puntati sulla linea difensiva napoletana, mai come stavolta attesa a una prestazione senza macchia, sperando che là davanti Higuaín e soci risolvano la questione nel più breve tempo possibile.

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