E. League: fuori lo Shakhtar, agli ottavi Fiorentina-Juve e Napoli-Porto

Serata memorabile questa in cui si disputava il turno di ritorno dei sedicesimi di finale. Diversi match a dir poco emozionanti, in alcuni casi da batticuore: match combattutissimi, qualificazioni decise nei minuti finali, difficile chiedere di più. Superano il turno quasi tutte le big, alcune con fatica, mentre esce di scena a sorpresa una possibile candidata alla vittoria finale come lo Shakhtar. Competizione molto eterogenea, starà gongolando Platini da sempre fautore di un’Europa “allargata”, con ben 11 paesi rappresentati tra le 16 rimaste; Spagna e Italia le nazioni più rappresentate con tre compagini.

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DA INFARTO – Almeno tre match hanno attentato alle coronarie dei tifosi interessati e regalato una scossa adrenalitica difficilmente pronosticabili da un sedicesimo di finale di Europa League: due riguardano le italiane Lazio e Napoli, l’altra la sfida tra Eintracht e Porto. Pazzesco il copione di Sofia dove il Ludogorets gestisce il vantaggio strappato all’Olimpico per nemmeno 15 secondi; tanto ci mette il giovane Keita a segnare il vantaggio biancoceleste. Il raddoppio di un altro giovane, il colombiano Perea, regalerebbe la qualificazione alla Lazio che però non fa i conti con la reazione del Ludogorets (non a caso dominatore del suo girone) nell’ultima mezz’ora coadiuvata dal masochismo laziale: prima Biava devia il tiro dello sloveno Bezljak in rete, poi Marchetti (rispolverato dopo la fiducia a  Berisha) para ma aldiqua della linea di porta un tiro non irresistibile di Zlatinski; la rete dell’immancabile Klose pare riequilibrare il “karma” biancoceleste e invece un’altra incomprensione difensiva con Marchetti protagonista, regala il gol qualificazione al brasiliano Quixadà. Anche il Napoli si complica la vita con una prestazione a dir poco deludente nonostante il gol in avvio di Insigne; lo Swansea infatti, sicuro di un gioco forgiato da Rogers prima e Laudrup poi, pareggia con De Guzman e sfiora il vantaggio prima che nel finale il solito Higuain levi le castagne dal fuoco; ma non definitivamente perchè il restante periodo di gioco è una sarabanda di occasioni da entrambe le parti, la differenza sta nel fatto che l’incornata di Williams viene deviata da Reina mentre Inler in contropiede non perdona. A Francoforte si conferma l’equilibrio visto all’andata ad Oporto tra Eintracht e Porto, con le due squadre a rincorrersi fino al gol ad un paio di minuti dal termine dell’algerino Ghilas a qualificare i lusitani, che incroceranno proprio il Napoli agli ottavi; lo spettacolo, ci si potrebbe mettere la mano sul fuoco (o su qualcosa di caldo insomma), sarà assicurato.

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PILOTA AUTOMATICO – Conducono in porto una qualificazione già ipotecata all’andata sia la Juventus (altro 2-0 anche a Trebisonda, convincendo anzi ancora di più rispetto al match di sette giorni fa) che la Fiorentina (pareggio insapore e indolore coi danesi dell’Esbjerg) e agli ottavi sarà derby italiano tra bianconeri e viola, non proprio due società gemellate. Tutto facile anche per Basilea e Salisburgo che rifilano tre reti rispettivamente a Maccabi e Ajax e che confronteranno le loro ambizioni nel prossimo turno. Si limita a controllare gli avversari invece il Valencia che, espugnata Kyev (in altre faccende affaccendata, ben più importanti), tiene a bada le esuberanze della Dinamo. Il Siviglia, dopo il discreto pareggio esterno, invece si impone con autorità (e un po’ di fortuna, visto che il primo gol è un rinvio dell’ex Mantova Handanovic sulla schiena di Reyes, palla in rete) sul Maribor; di prepotenza anche il 3-0 con cui il Benfica (finalista della scorsa edizione) si impone al “Da Luz” sul Paok già sconfitto all’andata, gol tutti nei dieci minuti tra il 70′ e l’80’ a firma Gaitan, Lima e Markovic.

A FATICA – Per nulla agevoli invece i “pass” strappati da diversi club: il Tottenham, ko a Dnipropetrovsk, va sotto anche a “White Hart Lane” con un colpo di testa di Zozulya a cui risponde poco dopo una bella punizione del danese Ericksen; al 63′ l’episodio della svolta, espulso lo stesso Zozulya, due minuti dopo il vantaggio di Adebayor e altri quattro minuti dopo ancora il togolese firma il tris e la qualificazione. Anche il Lione suda molto prima di piegare la resistenza di altri ucraini (quelli del Chornomorets Odessa), ci pensa una magia nel finale di Lacazette a qualificare i transalpini che affronteranno ora i cechi del Plzen, autori dello “scalpo eccellente” del turno, quello dello Shakthar; il Viktoria a cavallo della mezz’ora mettono a segno un uno-due (Kolar-Petrzalka) che stende i campioni ucraini, incapaci, nonostante l’alto livello tecnico schierato in campo (da Bernard a Teixeira) di riaprire il match ma solo di firmare il gol della bandiera con Luiz Adriano.

DALLE STALLE ALLE STELLE – Due belle storie quelle del Betis e dell’Anzhi: entrambe ultime nei rispettivi campionati erano già soddisfatte di aver superato la fase a gironi ma, arrivati ai sedicesimi, forse perchè affrontati senza grosse aspettative e quindi a mente libera, sovvertono i pronostici battendo i rispettivi ben più quotati avversari e conquistando un posto tra le migliori sedici. Il Betis, dopo il pari interno, va ad espugnare Kazan con due reti firmate Nono e Ruben Castro eliminando i russi irriconoscibili rispetto al precedente torneo (arrivarono ai quarti) dimostrando che il cambio di guida tecnica dal “santone” Berdyev a Bilyaletdinov non sta pagando; i biancoverdi si regalano così uno storico ottavo di finale contro i cugini del Siviglia nel caldo derby andaluso. I connazionali dell‘Anzhi (club sedotto ed abbandonato dal magnate Kerimov che ha ingaggiato stelle come Eto’o e Willian per poi lasciare le macerie) si tolgono finalmente una soddisfazione andando a vincere sul campo del Genk (anche qui nei giorni scorsi esonerato mister Been) e qualificandosi agli ottavi.

RISULTATI (IN GRASSETTO GLI ACCOPPIAMENTI DEGLI OTTAVI, andata 13/3 ritorno 20/3):

AZ Alkmaar – Slovan Liberec 1-1 (1-0)
Genk – Anzhi 0-2 (0-0)

Ludogorets – Lazio 3-3 (1-0)
Valencia – Dinamo Kiev 0-0 (2-0)

E. Francoforte – Porto 3-3 (2-2)
Napoli – Swansea City 3-1 (0-0)

O. Lione – Chornomorets 1-0 (0-0)
Shakhtar – Viktoria Plzen 1-2 (1-1)

Siviglia – Maribor 2-1 (2-2)
Rubin Kazan – Betis 0-2 (1-1)

Tottenham – Dnipro 3-1 (0-1)
Benfica – PAOK Salonicco 3-0 (1-0)

Basilea – Maccabi Tel Aviv 3-0 (0-0)
Salisburgo – Ajax 3-1 (3-0)

Trabzonspor – Juventus 0-2 (0-2)
Fiorentina – Esbjerg 1-1 (3-1)

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