Attimi di volley”, un trailer librario – Ep. 4: Alessandro Farina

ATTIMI DI VOLLEY è un libro che sta nascendo in questo periodo a cura di Carlo Alberto Cova. Argomento del lavoro sono le riflessioni, le curiosità e gli aneddoti di alcuni dei protagonisti e dei personaggi legati alla pallavolo parmigiana. Ognuno dei “co-autori” ha liberamente scelto il soggetto e il tipo di episodio da raccontare. Qualcuno ha “usato” queste pagine per maturare alcune riflessioni, altri per narrare episodi emblematici della storia della pallavolo ducale e nazionale, ma, la maggior parte dei protagonisti, ha optato per raccontare aneddoti caratteristici o divertenti sullo stile di quelli che, da sempre, riscaldano gli animi delle cene di tutti i pallavolisti ed ex pallavolisti.

Alessandro Farina è uno dei più forti e vincenti liberi italiani da che esiste questo ruolo. Cresciuto nelle giovanili Maxicono, ha iniziato la propria carriera professionistica nella squadra della propria città, Parma, prima di trovare la consacrazione assoluta a livello nazionale ed internazionale nelle fila del Sisley Treviso. Attualmente milita in Serie A1 nel Tonno Callipo Vibo Valentia.

VE LA FACCIO VEDERE IO

Erano gli anni di giovanile alla Maxicono.
Ad un certo punto di un match arriva un pallone nel nostro campo, a poche decine di centimetri da un mio compagno di squadra che non aveva neanche provato a fare l’atto di prenderla.
Immediato time out del professor Franco Del Chicca (nome storico della pallavolo, non solo parmigiana, ndr) che, avvicinatosi alla squadra aveva cominciato a dirci “Siete dei vigliacchi (che nel folkloristico linguaggio del prof. significava “pigri”). Possibile che non proviate neanche a cercare di prendere quella palla. Cosa avete? Piedi incollati al terreno? Paura di sporcarvi? Eppure basta una semplice rullata. Vi devo fare vedere io come si fa che ho quasi sessant’anni?” E così dicendo aveva improvvisato una rullata a bordo campo vestito di tutto punto.
In quel momento però dalla giacca cominciarono ad uscire diverse monete che, rotolando, finirono in mezzo al campo.

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Tra le risate generali di pubblico e avversari abbiamo passato altri trenta secondi dopo il termine del time-out a rincorrere e a cercare di raccogliere le monete per il campo con l’arbitro che ci guardava tra l’arrabbiato e il divertito.

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