Il punto sulla Premier League: Red scare

No, non tratteremo di Maccartismo. Siamo in Inghilterra nel 2014 e non negli USA degli anni ’50 e molto più banalmente parliamo di Premier League.
Cosa è successo nel mese trascorso dalla nostra precedente disamina del campionato (oggi) più bello del mondo? Tante novità, colpi di scena, certezze che si sfaldano ed il prorogarsi di un’ incertezza che si fa sempre più affascinante. Andiamo per gradi.

L’ORA DEI REDS – Ecco cos’è la Red scare che citavo! Che sia l’anno del Liverpool?? Non parevano oggettivamente in grado di portare a casa il titolo, ma le ultime giornate hanno rilanciato pesantemente le quotazioni dei Reds in questa chiave. Una solidità da grande squadra che ormai pare acquisita proprio nel momento più delicato della stagione ed una continuità davvero importante, unite all’entusiasmo di chi si trova a fare da terzo, inaspettato, incomodo fanno sognare Suarez, Gerrard e compagni. Man City e Chelsea hanno paura. Red scare.

LE ALTRE – Il City pare essere però ancora avanti rispetto ai ragazzi di Rodgers.
Difatti se è vero che è dietro in classifica, ha attualmente due partite in meno e pare essere decisamente un rullo compressore. Pellegrini ha fatto un ottimo lavoro, riuscendo a plasmare in pochi mesi una squadra quadrata e con poche sbavature senza che ciò tolga spazio alla genialità e velocità dei suoi esterni come Navas e Silva. Il talento della squadra è assoluto e pare la più dotata e continua, nonostante lo sbagliato (fin ora) acquisto di Jovetic.
Meglio del Chelsea di Mou, capace di atti di bullismo come il 6-0 contro Wenger quanto di perdere partite alla portata come con A.Villa e Cristal. Specialist in failure parziale anche lui, fin ora.

PL, CHE STRANA A VEDERSI – Almeno vista da Italiano, abituato di solito a vedere campionati autoctoni spartiti dai soliti noti, pur con tutte le eccezioni nel corso del tempo.
Strano perche è onestamente il Liverpool suscita da qui simpatia e pare un pò la “piccola” squadra che contende il titolo ai colossi.
Posto che piccola squadra anche tecnicamente non è certo, la cosa fa pensare: Man City e Chelsea hanno una storia “da grandi” recente in fondo, ed è un pò come se il Milan facesse da simpatica squadra rivelazione in un campionato dominato da Verona ed Atalanta, divenute improvvisamente ricche e potenti.
La globalizzazione dei capitali nel calcio cambia le gerarchie all’estero, e pare che chi non si apra sia destinato a rimanere indietro. Che sia un insegnamento per il calcio nostrano?

LA CORSA CHAMPIONS – Chi non se la ride per niente è l’Arsenal. In due mesi è passato dal sogno di tornare a trionfare in campionato all’essere forse (aspettando il recupero dell’Everton) la quinta forza in campo, che vorrebbe dire fuori dalla CL per la prima volta dall’avvento di Re Arsenio d’Alsazia. Un fallimento che non ha spiegazioni, e che non potrà non avere ripercussioni a fine stagione tra i Gunners.
Anche trionfando in FA Cup, difficilmente questa stagione potrà essere ricordata positivamente. Troppe umiliazioni e una delusione cocente per il tracollo assurdo avuto nel girone di ritorno. Il 3-0 subito nell’ultima giornata dal concorrente diretto (e battuto in FA cup nettamente) Everton è il simbolo di una stagione folle.

Good luck e buona Premier a tutti.

LA CLASSIFICA:

1 Liverpool 74
2 Chelsea 72
3 Manchester City 70
4 Arsenal 64
5 Everton 63
6 Tottenham 59
7 Manchester United 57
8 Southampton 48
9 Newcastle 46
10 Stoke City 40
11 West Ham 37
12 Hull City 36
13 Aston Villa 34
14 Crystal Palace 34
15 Swansea City 33
16 West Bromwich Albion 32
17 Norwich City 32
18 Fulham 27
19 Cardiff City 26
20 Sunderland 25

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