The importance of being Tony: ovvero l’epopea di Mr Pulis

IL MIGLIORE? – La tendenza è quella di conferire il Manager of the Year all’allenatore campione. Ma se il Crystal Palace si dovesse salvare, sarebbe come se fosse campione. Avrebbe vinto la propria sfida. Quindi, perché no?” Il soggetto in questione è Tony Pulis, allenatore degli Eagles, ma chi parla non è il suo presidente, tantomeno un tifoso qualunque, accecato dalla partigianeria. Chi parla è Josè Mourinho, praticamente è come se uno scrittore ricevesse un complimento da Umberto Eco.

MAI RETROCESSO – Ottenuta la licenza per allenare a soli 19 anni (quando si dice un predestinato!) diventa ufficialmente allenatore nel 1995, quando siede sulla panchina del Gillingham, dopo la parentesi al Bournemouth come vice di Redknapp. In biancoblù ottiene una promozione dalla Third alla Second Division per poi arrivare, negli anni seguenti, 11°, 8° e 4°, sempre più in alto, nel suo stile. Nel 1999 approda al Bristol City, dove rimane per mezza stagione, in Second Division. Nello stesso anno però si accasa al Portsmouth, a gennaio, contribuendo ad una difficile salvezza in First Division. Fin qui quindi mai una retrocessione, mai un risultato fuori dalle righe ma, soprattutto, mai una delusione, tutti i club allenati da Tony Pulis migliorano ed incrementano la propria popolarità e la concretezza del loro gioco diventa un paradigma per tutti. La svolta però avviene nel 2002…

STOKE-ON-TRENT – Nel 2002 firma per lo Stoke City, squadra di First Division che mancava dalla massima serie da oltre vent’anni. Nel 2002/2003 riuscì a salvare la squadra dalla retrocessione nella terza serie inglese all’ultima giornata, mentre le due stagioni successive terminarono in maniera abbastanza tranquilla, ma nel 2005 fu cacciato dalla dirigenza per problemi legati allo sfruttamento del mercato estero. Una piccola parentesi nel 2006 a Plymouth, sempre in Championship (14° posto, dietro proprio allo Stoke) e nel 2007 il nuovo proprietario del City lo richiama al Britannia Stadium, mai scelta fu più vincente, visto che nel 2007 ha mancato di poco i play off, ma nel 2008 è arrivata una promozione che nello Staffordshire attendevano da due decadi. Continua la leggenda, evitando retrocessioni e migliorando di anno in anno…

LA PREMIER LEAGUE E L’FA CUP – Gli anni in Premier garantiscono a Tony Pulis una visibilità incredibile, con il suo Stoke che gioca bene, secondo le proprie possibilità, e si guadagna tranquillamente la salvezza ogni anno, ma la perla arriva nel 2011, con la conquista della finale di FA Cup, con conseguente qualificazione in Europa League. Dopo il sorprendente 5-0 rifilato al Bolton in semifinale nulla riescono i Potters nella finalissima contro il Manchester City, con il solo gol di Tourè al 74′ a decidere l’incontro.

EUROPA LEAGUE – L’Europa League procede fra fasti e vittorie, con i primi due turni liquidati ai danni di Hajduk Spalato e Thun, ed il girone superato al secondo posto, contro avversari navigati quali Besiktas, Dinamo Kyev e Maccabi Tel Aviv. Nessuna speranza al turno successivo, quando il Valencia pose fine ai sogni di gloria di Pulis e dei suoi uomini, usciti comunque a testa alta dalla competizione.

LA RISOLUZIONE E IL CRYSTAL PALACE – A fine maggio 2013 arriva la risoluzione consensuale del contratto e su Pulis momentaneamente non si fionda nessuno. Il 23 novembre però qualcuno si ricorda di lui a Londra, fra gli Eagles, e lo chiamano a sostituire Ian Holloway, in forza dal novembre 2012, ma capace di racimolare solo 3 punti nelle prime otto gare di campionato. Con Pulis le cose cambiano, si cominciano a fare punti e si sale in classifica, abbandonando il tanto pericolante ultimo posto. Con gli Eagles si toglie anche lo sfizio di battere il Chelsea capolista, e mai la squadra era riuscita, nella propria storia, a battere i primi della serie, per poi andare a vincere 3-0 in casa del Cardiff, prima di tutto un ottimo risultato in chiave salvezza, con i gallesi diretti rivali, centrando poi la bellezza di tre reti in trasferta per la prima volta dal 1997.

I SUOI SEGRETI? – 4-5-1 militante, così lo definiscono in Inghilterra, anche se per anni il suo dogma è stato il 4-4-2, quello con cui ha fatto grande lo Stoke City. Profondamente legato al calcio alla vecchia maniera, basa molto il suo gioco sulla spinta e sulla copertura lungo le fasce, per questo rifiuta la moderna nomenclatura che parla solo di esterni alti bassi, per Tony Pulis esistono terzini e ali, come Jason Puncheon, cardine del suo Crystal Palace. Intuitivo e strambo, sa sempre come ottenere il meglio da ogni suo giocatore, andandone a sfruttare anche le caratteristiche più bizzarre: come dimenticare le rimesse laterali di Rory Delap? Ex giavellottista, venne sfruttato per numerose stagioni come crossatore da rimessa laterale, grazie all’immensa potenza che riusciva ad imprimere al pallone al momento della rimessa in gioco. Di fatto, quest’uomo allena dal 1995, e non è mai retrocesso, anzi, continua a migliorarsi di anno in anno, fino a dove può arrivare, con il suo inseparabile cappellino?

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