5 motivi per non perdere (in tutti i sensi…) Sampdoria-Inter

Fantacalcio: il prossimo tecnico dell’Inter contro il quasi-nuovo tecnico della Sampdoria. Che poi non sarebbe esatto dato, che Mihajlovic è già stato secondo, e a volte supplente, di Roberto Mancini. E andrebbe considerato pure che Mazzarri ha trascorso due annate (dal 2007 al 2009, quasi in contemporanea mentre il serbo era ad Appiano) sotto la Lanterna, quindi nuovo nuovo non sarebbe manco lui. Ma che importa: tra cavalli (e butteri) di ritorno e cavalli scalmanati pronti a fare un sol boccone dei nerazzurri, possibilmente in Indo-visione a Erick Thohir collegato da Giacarta, ecco almeno cinque motivi per non perdervi (ma soprattutto non perdere, altrimenti sarebbe stata dura trovarne anche due…) Sampdoria-Inter di domenica prossima, con Mihajlovic che prova a giocarsi il futuro e l’Inter che tenta disperatamente di restare fuori dall’Europa per il secondo anno di fila.

1) LO SPETTACHOLO: Eh no. Il motivo principale per rinunciare all’abbiocco post-prandiale e seguire il match delle 15 a “Marassi” non è la resa dei conti irrevocabile e perentoria tra la ‘Galina de oro’ e iCardi, bensì lo spettacolo che la Serie A ogni weekend sa regalaahahahahaha…. Ahem. Vabbè mettiamola così: dopo la drammatica, nel senso etimologico della parola, sfida tra l’erede di Jep Gambardiola sulla panchina catalana e lo Special SimeOne, cosa c’è di meglio di un Samp-Inter che si preannuncia attraversato da mille rivoli interni di sfide, sotto-trame e isterismi pronti a esplodere, come digestivo? Ammesso che non vi rimanga tutto sullo stomaco, come è probabile.

[Si dica no alle baracconate: in Italia badiamo al sodo]

2) COMARA SINISA, SCIURA GUALTIERA: “Si trovarono nel luogo sbagliato, nel momento sbagliato: e divennero eroi” (‘Star Wars’, Oscar Mondadori, 1977). Se poi nel film ti immagini Mihajlovic e Mazzari, e i twist di sceneggiatura che si potrebbero verificarsi a fine stagione, allora è pure chiaro che uno dei due eroi ci rimetterà le penne. In attesa delle rispettive conferenze-stampa, condite da frecciatine e annunci di sbroccate, seduti a pochi metri di distanza avremo due dei tecnici più permalosi -ma pure precisini, va detto- dell’intera Serie A. Con Allegri su una barca al largo del Tirreno, Conte che monologa si critica e poi si controbatte da solo e Rudi Garcia che ha smesso di dare titoli ai giornali, non resta che sperare nella bega di condominio tra il serbo e il toscano a ravvivare il palcoscenico dialettico (solo quello eh, che lo spettacolo, tra ideologie di Equilibrismo e difese a 3 imperanti, sta da un’altra parte) di una Serie A vedova di Mourinho ma soprattutto vedova di verve e ironia.

[… e se non fate i compiti, vi porto tutti in ritiro – ©inter.it]

3) #CELEBRITYDEATHMATCH: Che resta da dire, dopo i fiumi digitali di hashtag (almeno aiutano a salvare le riserve di inchiostro del pianeta) e il voyeurismo tutto tipico del catto-bigotto italico che, un tempo, si trastullava col Postalmarket alle pagine ‘moda donna’ e oggi invece basta che apre la home dei quotidiani sportivi e trova la pace dei sensi? Nulla. Quindi, please, cercate di fare meglio, pardon, peggio di Bridge-Terry e risolvetela una volta per tutte, da uomini, in campo. (Non) lontano dalle telecamere.

[Dura l’ex, sed l’ex]

4) MEDJUGORJE FC: Come Carmelo Bene “appariva alla Madonna”, stai a vedere che, nella partita in cui WM, per disperazione (Alvarez di nuovo involuto e caracollante, Guarin in punizione [ancora?] per l’assist a Emeghara di due settimane fa) riappare tra i titolari Mateo Kovacic il quale, per la legge di Murphy, giocherà una gara mediocre permettendo così al toscanaccio di relegarlo nelle segrete di Appiano fino a nuovo ordine, o quantomeno fino alla liberazione -un po’ paracula, ma il personaggio è genuino così- di Sinisa “preferisco Kovacic a Modric” Mihajlovic? Kovacic, lo ricordiamo, che spesso gioca con una foto della Vergine di Medjugorje sotto la santa casacca nerazzurra e che si trovava proprio lì quando, in ritiro con la Dinamo Zagabria, seppe dell’acquisto da parte dell’Inter. Il cerchio si chiuderà dunque con a) Kovacic impalpabile e sostituito al 12′ del primo tempo da Mazzarri oppure b) autore del gol-partita, col tecnico blucerchiato a lanciare una nuova mina sotto la panca del collega al grido di “Io Kovacic lo farei giocare sempre”.

[Solo Mazzarri non ha capito che Mateo sta bene al centro]

5) TRECCE E INTRECCI: L’anno scorso la sua rete sul campo della Samp aveva acceso qualche speranza in vista della volata finale di Stramaccioni. Invece quel punto del 2-0 segnò il KO e l’ultima apparizione stagionale per Rodrigo Palacio (eccetto il massacro finale ad opera dell’Udinese), che si andò ad aggiungere ai lungodegenti Cassano e Milito, oltre che l’inizio della fase-2 del Calvario per il tecnico romano. Aggiungeteci che all’Argentin Codino, cuore genoano, non spiacerebbe tornare al gol proprio contro gli ex-cugini (la rete a Livorno, al momento, è solo una delle poche oasi dissetanti nel deserto realizzativo del Trenza negli ultimi due mesi) e che, in coppia con lui, c’è quel Mauro Icardi che proverà a bissare la prestazione-monstre col Bologna non tanto per dispetto ai colori blucerchiati che vestiva nemmeno un anno fa quanto per i motivi già noti. A livello di motivazioni, un attacco atomico oltre che ben assortito come si è visto di recente, al di là dei risultati altalenanti. Basterà? Deve. E se non basterà, la corsa all’Europa si può pure attaccare a ‘sto codino.

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[Castiga-Samp già quando militava nella Repubblica Popolare Cinese]

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