Roma, Ljajic tra elogi e critiche. L’insostenibile svogliatezza di Adem

L’avvio fu dirompente: esordio con gol, il rigore segnato nel derby, un pallonetto da talento puro contro il Bologna. Poi l’emergere di qualche limite, ad esempio: la scarsa incisività nelle partite giocate da titolare. A gennaio il ritorno al gol, contro Livorno e Verona (come all’andata). Le premesse per un girone di ritorno più convincente c’erano tutte. Invece la svolta è avvenuta in negativo: 9 marzo, Napoli-Roma, Ljajic viene mandato in campo da Garcia al 75′. Svogliato, poco determinato, l’attaccante serbo dimentica di marcare Ghoulam, che indisturbato crossa dal fondo per l’1-0 di Callejon. Garcia prende nota, lascia trapelare qualche pensiero nel post-gara (“La squadra doveva coprire meglio su Ghoulam”) e poi passa ai fatti. Tra la gara del San Paolo e quella di sabato contro l’Atalanta, Ljajic colleziona 4 panchine e solo 21′ di gioco contro il Torino. Garcia in un’intervista dirà: “Ci sono modi di punire un giocatore senza danneggiare la squadra. Se non gli fai vedere la palla per una settimana, poi vedi come gioca”. Nel caso di Ljajic, il tecnico francese tenta di motivare il giocatore tenendolo fuori contro Udinese, Chievo, Sassuolo e Cagliari. In questo senso Roma-Atalanta segnava una tappa importante per Ljajic, che tornava titolare dopo Roma-Inter (1 marzo).

Contro i bergamaschi arrivano un gol, un assist e un palo. Totale stagionale: 6 gol e 5 assist. I quotidiani parlano di rinascita, il punto interrogativo diventa esclamativo, Ljajic è il futuro della Roma. In realtà, nonostante la buona prestazione, restano i motivi per cui, probabilmente, la Roma sceglierà di investire sul sostituto del 22enne serbo: l’indiziato N°1 è Iturbe. La buona prestazione dell’Olimpico non cancella infatti la discontinuità dell’attaccante: sia nel corso del campionato che nella stessa partita. Spento nel primo tempo di sabato sera (fino al gol), più vivace nel secondo. Talento sì, ma forse inaffidabile.

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Ljajic contro l’Atalanta: passaggi fitti in orizzontale

Resta poi la tendenza a giocare in orizzontale, e non verticalmente, come vorrebbe Garcia. Gervinho, che predilige la fascia sinistra, si fionda negli spazi in una manciata di secondi, permettendo alla Roma di trasformare l’azione da difensiva in offensiva. Una delle qualità più apprezzate della squadra di Garcia. Il serbo è più incline a servire lateralmente i compagni, abbandonando quasi sempre il proposito di puntare l’avversario, forse per mancanza di fiducia.

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Iturbe contro la Fiorentina: scambi verticali in velocità

Iturbe, a differenza di Ljajic, è un giocatore che vive di scatti rapidi e improvvisi, accelerazioni palla al piede, e osa con più coraggio la giocata. Ecco perché Iturbe per Ljajic potrebbe essere la prima mossa dei giallorossi in vista della prossima stagione.

Fonte: fourfourtwo.com

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