A tutta B: il ritorno del Corv..ia, un derby atteso, la rabbia di un Presidente e il nuovo Manginho

FRENA! – Così recitava il titolo di una canzone del 2000 della cantante Carlotta e che potrebbe essere la colonna sonora perfetta per questo campionato di Serie B, all’insegna dei sorpassi, dei rallentamenti e dei controsorpassi. A parte il Palermo che ormai fa campionato a parte e che grazie alla vittoria nel derby di sabato con il Trapani mantiene invariato il suo distacco su un altrettanto vittorioso Empoli, che grazie al giovanissimo Verdi fa bottino pieno con la Ternana, in zona play off continua a succedere di tutto. Neanche il tempo di celebrare il terzo posto del Cesena della scorsa settimana, che ecco arrivare la sconfitta interna ad opera di un redivivo Spezia, che con i gol di Giannetti e Bellomo affossa i romagnoli e li costringe ad essere raggiunti dal Crotone, che pareggia in casa con il Carpi, ma soprattutto ad essere scavalcati dal Latina, che, quindi, è la nuova terza forza del campionato, a 2 punti dall’Empoli. I laziali, con un perentorio 4-1, infatti, regolano il Novara e compiono il salto. Al quinto posto sale il Siena che, con la vittoria interna sul Lanciano firmata Rosina, scavalca il Trapani sconfitto in casa dalla capolista, abbandonando gli altri compagni del “club dei 48 punti” della scorsa settimana, ovvero l’Avellino, battuto a domicilio dal Bari, e, appunto, il Lanciano. Ora i nuovi membri del club sono il Modena, che batte 4-2 la Juve Stabia, dopo essere stata anche in svantaggio per un quarto d’ora di follia, e lo Spezia corsaro a Cesena. Da segnalare il cammino del sorprendente Bari che, dopo che per settimane è stato preso in considerazione per la parte bassa della classifica, grazie al sorprendente moto d’orgoglio conseguente al fallimento (per questo venerdì è prevista l’asta), sotto la spinta di un pubblico spettacolare, ha inanellato una serie di risultati, ultimo dei quali la vittoria ad Avellino, che ora lo pone a 46 punti, addirittura a 2 dalla zona play off, insieme al Pescara, uscito con il pareggio dalla gara col Cittadella, risultato che non è piaciuto al pubblico.

FRENATE – Non c’è bisogno di nessun ordine perentorio per descrivere, invece, la semi-immobilità che regna tra le squadre di coda. La Juve Stabia sogna per qualche minuto il colpaccio a Modena, poi però riscende sulla terra e ne prende 4, restando immobile al suo ultimo posto. La zona play out dista 17 punti, quella salvezza 20, a 8 turni dal termine suona davvero come un mezzo verdetto. Lo scontro diretto tra penultima e terzultima finisce in pareggio con un 2-2 all’ora di pranzo che non serve a nessuno, anche perché il Cittadella porta via un punto da Pescara e conserva il posto play out. E, tra l’altro, con la sconfitta secca del Novara a Latina, si avvicina di un altro punto al quintultimo posto, continuando a mantenere giocabili i play out. Tutto immobile anche “oltre la siepe”, dove la zona salvezza resta a 5 punti dai piemontesi, visto che anche la Ternana non porta a casa punti dalla trasferta ad Empoli.

IL CORV..IA E’ TORNATO – Tutto perfettamente immobile nelle prime posizioni della classifica cannonieri, dato che nessuno dei battistrada ha segnato un gol questo week end. Così in testa resta Mancosu a 20 gol e dietro di lui Pavoletti, Tavano, Caracciolo e Babacar a 16. Il primo movimento si ha a quota 13 reti, dove Hernandez viene raggiunto da Jonathas, autore del primo dei 4 gol con cui il Latina batte il Novara. Anche immediatamente dietro si muove qualcosa, visto che Maccarone si vede raggiungere a 12 gol da Giannetti, realizzatore del gol di testa del vantaggio a Cesena, suo quinto personale con le aquile. In generale la giornata non è stata avara di belle marcature. Basti pensare al gol del raddoppio dello Spezia, messo a segno da Bellomo con un preciso tiro dal limite “alla Del Piero” che si va ad insaccare imparabilmente all’angolino opposto. Oppure la serpentina in area con cui il giovanissimo Verdi, appena entrato, salta un uomo e mette a sedere il portiere per l’1-0 a finale del suo Empoli. O, ancora, la splendida e imprendibile punizione a palombella sull’angolo opposto, tirata da Rosina di sinistro dal lato destro dell’area, con cui fissa il risultato sull’1-0. O, per restare nell’ambito delle punizioni, quella che, con estrema freddezza, tira Viviani del Latina dal limite, che si insacca imparabilmente all’angolino destro. O, per finire, la semirovesciata di destro da calcio d’angolo, con cui, nel finale, Defendi fissa un altro importantissimo risultato, l’1-0 del Bari ad Avellino. Ma, come ormai consuetudine da qualche tempo, della giornata appena trascorsa, pare giusto celebrare il ritorno al gol di un altro bomber di razza, ovvero Daniele Corvia. Attaccante classe ’84, cresciuto calcisticamente nella Roma, con la squadra della Capitale esordisce in A nella stagione 2003/04 e qui resta 2 stagioni, segnando 1 gol (in Coppa Italia) in 25 apparizioni. Quindi va una stagione in prestito a Terni (28 presenze, 3 gol) e nel 2006 viene acquistato dal Siena, con cui gioca una stagione e mezzo, segnando 2 gol in 35 presenze. Molto meglio la mezza stagione a Lecce in B, in cui, giocando con maggior continuità, mette a segno 6 reti. La stagione successiva è in prestito ad Empoli, dove cresce la fiducia in lui (41 presenze complessive) e anche i gol (9). Nel 2009 lo acquista nuovamente il Lecce, dove, in serie B, ha la definitiva consacrazione, contribuendo, con 17 gol, alla promozione e, la stagione successiva in A, con 6 centri, alla salvezza. Nulla può, invece, nella stagione della retrocessione, in cui segna appena 2 gol. Dopo la condanna del Lecce, per il calcioscommesse, con la retrocessione tra i dilettanti, viene acquistato, all’inizio della scorsa stagione, dal Brescia, con cui torna ad essere protagonista, contribuendo, con i suoi 14 gol, alla partecipazione ai play off. Questa stagione non è stata molto positiva per lui, tormentata da continui infortuni che l’hanno costretto a scendere in campo col contagocce. Sabato partita da titolare ad Avellino e, all’88’ si fa trovare nella posizione giusta per finalizzare un contropiede della sua squadra e segnare, con la sua prima marcatura stagionale, l’importantissimo 1-0 finale, seconda vittoria consecutiva, che riporta le rondinelle in vista play off.

Image and video hosting by TinyPic

UN DERBY MOLTO ATTESO – Sabato sono tornati ad incontrarsi a Trapani due pezzi di Sicilia, quella dei padroni di casa e quella del Palermo capolista. Un’occasione storica, attesa 17 anni, molto sentita in città. 4 i precedenti finora, con un’unica affermazione dei padroni di casa, per 1-0, in un derby di Coppa Italia di serie C. Per il Trapani rivestiva un significato particolare, innanzi tutto perché era il coronamento di una lunga cavalcata cominciata in Serie D e culminata, nel giro di pochi anni, con l’approdo storico in serie B, proprio in corrispondenza della retrocessione dei più blasonati corregionali. Poi per le situazioni particolari interne allo stesso Trapani, con praticamente tutto lo staff di Boscaglia che è palermitano, i tanti ex che giocano in maglia amaranto (Terlizzi, Ferri, Ciaramitaro), ma anche quelli che sono nati o che attualmente vivono in provincia di Palermo. Senza contare i due direttori sportivi che si conoscono bene, essendo Faggiano un allievo di Perinetti e con i due che, insieme, hanno vinto a Siena e a Bari. E per di più con le premesse di un derby d’alta classifica, con il Palermo quasi in A e il Trapani a lottare autorevolmente in zona play off, anche se a sentir Boscaglia l’occasione da cogliere era legata al fatto che “il Palermo è di passaggio, lo incontreremo oggi, ma il prossimo anno non ci sarà più”, mascherando le ambizioni della sua squadra. Ne è venuta fuori una partita interessante, ben giocata da entrambe, ma con diverse occasioni importanti per i rosanero, sbloccata da un gol di Lafferty al 63′, a 3′ dal suo ingresso in campo. Purtroppo a rovinare la festa è arrivato il silenzio stampa dei padroni di casa per protestare contro la decisione dell’arbitro di non assegnare un rigore per un netto colpo di mano di Lazaar in area rosanero.

IL PRESIDENTE NON CI STA(BIA) – Dopo l’ennesima sconfitta, la scorsa settimana, al termine della partita, Francesco Manniello, Presidente della Juve Stabia, non c’è stato più ed ha deciso, in conferenza stampa, di dire come la pensa. “Io ho vergogna!” questo l’esordio, per poi proseguire con “se avessero la dignità, dovrebbero dimettersi tutti!”. Quindi una dura accusa nei confronti dei suoi tesserati: “Io non ho mai visto una cosa del genere! Questi non ci stanno con la testa! Se ne fregano dei sacrifici che fa la società, camminano in campo. Qua chiunque viene ci viene a mortificare! Sono stanco! Questi se ne fregano: tra 10 minuti li trovi col telefonino che ridono e scherzano, stasera magari se ne vanno a ballare…”. Ma ha assolutamente le idee chiare su come dare una scossa: “Io gliel’ho detto che non li pago più! Avevo pregato, da qualche settimana, che, invece di far giocare i giovani degli altri, facessero giocare qualche giovane nostro…”. Poi, dopo la triste realtà data dai numeri, con appena due successi in più di trenta partite, l’accorato appello: “Prendete le valigie! Andatevene tutti!”. Nonostante Braglia questa settimana non se la sia sentita di accogliere la richiesta del Presidente di far giocare la primavera ed abbia preferito schierare i titolari, la scossa sembra aver sortito un parziale effetto, perché la Juve Stabia, impegnata nella difficile trasferta di Modena, ha offerto un primo tempo dai toni alti, riuscendo persino a ribaltare il risultato dopo il vantaggio iniziale di Granoche, sfruttando i 15 minuti di follia che colpiscono Garofalo del Modena che prima stende in area un avversario per il rigore del pareggio e poi si avventura in un azzardato retropassaggio, che, intercettato da Zampano porta al gol dell’1-2 parziale. Poi alla lunga la maggior organizzazione degli emiliani viene fuori tanto che, dopo il pareggio già a fine primo tempo, nel secondo dilagano per il 4-2 finale.

Image and video hosting by TinyPic

PAURA A SIENA – Molta apprensione sabato nel corso di Siena-Lanciano, soprattutto alla luce dei tristi precedenti, quando, al 31′ della ripresa, Stefano Ferrario, difensore del Lanciano, si è inginocchiato in area richiamando l’attenzione di compagni e arbitro, portandosi una mano all’altezza del cuore. Immediato l’intervento dei sanitari della squadra e di quelli del 118 che l’hanno scortato a bordo campo, dove peraltro è giunto sulle sue gambe, e l’hanno sottoposto immediatamente ad un elettrocardiogramma, rilevando una tachicardia. Il giocatore, ripresosi, avrebbe voluto anche far ritorno in campo, ma i sanitari hanno preferito trasportarlo all’ospedale in ambulanza per degli accertamenti, che hanno dato esito negativo. A conferma delle rassicurazioni della società sulle sue condizioni di salute è arrivato il ritorno ad allenarsi in gruppo con i compagni.

Image and video hosting by TinyPic

CHIAMATELO MANGINHO – Al 75′ Mangia decide il cambio: fuori Ebagua dentro Bellomo. All’83’ Bellomo riceve palla al limite, si gira e scocca un tiro preciso che va ad insaccarsi imparabilmente all’angolino opposto per il 2-0 finale con cui lo Spezia espugna Cesena. A fine partita intervista di rito. “Come reagisce un allenatore che vede il giocatore che ha appena inserito segnare un gol così?”. Risposta “Eh, devo rubare una battuta ad un allenatore di quelli veri…”. Sorridendo: “Ok, allora se ti chiedo: cos’ha fatto sì che il giocatore da te scelto per entrare abbia segnato dopo appena 8 minuti il gol vittoria?”. Risposta secca di Mangia. “Culo!”

Image and video hosting by TinyPic

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *