Udinese, troppe amnesie contro la Juventus: Pozzo suona la carica

Udine – Ancora ben presente in casa Udinese la secca sconfitta contro la Juventus nel posticipo di lunedì. Gli uomini di Guidolin sono apparsi fin troppo arrendevoli al cospetto della capolista, passata al Friuli con un netto 2-0.

AMNESIE DIFENSIVE – Troppi gli errori della squadra friulana in fase di non possesso del pallone, quasi una costante per tutta la stagione in corso. Perso il pallone, Domizzi e compagni non riescono a contrastare al meglio gli avversari, specie quando subiscono delle repentine accelerazioni come quella di Giovinco in occasione del primo gol juventino. E’ chiaro il gap in termine di velocità di uomini come Heurtaux, Danilo e Domizzi, prestanti fisicamente ma non altrettanto rapidi. E non basta la “scoperta” di Scuffet per mettere una pezza a tutti i problemi del reparto arretrato. Ma i tanti gol subiti hanno radici più profonde, in particolare dal centrocampo, poco propenso al filtro, e dalle disattenzioni / amnesie sulle palle inattive, come denota il secondo gol di Llorente. Una caratteristica che sembra connaturata nel dna dei bianconeri friulani… e non da questa stagione.

CAMPIONATO? ANCORA POCO DA DIRE – Archiviato ormai questo campionato, ora bisogna pensare alla maglia e all’orgoglio, come sprona il patron Pozzo. La salvezza è raggiunta, di Europa manco a parlarne, perché l’Udinese giace (e non da oggi) in quel cuscinetto di metà classifica che la pantagruelica Serie A a 20 squadre crea, partorendo situazioni arrendevoli a più d un mese dalla fine dei giochi. Nelle prossime gare, l’eterno Di Natale e i suoi compagni dovranno tirar fuori l’orgoglio richiesto dal proprio presidente, cercando di chiudere il torneo in crescita, mettendo in evidenza – perché no – quelle caratteristiche che l’impostazione tattica di Guidolin mette in risalto, come la spinta propositiva degli esterni (Basta o Widmer e Gabriel Silva), la velocità nelle ripartenze di Di Natale, Muriel e Nico Lopez (tardivo il loro ingresso contro la Juve) e il tiro da fuori dei centrocampisti, arma peraltro un po’ troppo abusata in questa stagione.

RICOSTRUZIONE O RICERCA DI PUNTELLI – Difficile ipotizzare quale squadra ripartirà ad agosto. Per certo ci sarà il ritiro di Totò Di Natale, l’ultimo dei titolari della magnifica stagione 2010-2011 ad abbandonare il Friuli. Possibile anche la cessione di Muriel, che piace a mezza Europa (e anche in Italia ha i suoi estimatori, vedi Roma e Milan), mentre dovrebbe restare ad Udine uno tra Basta e Widmer, entrambi interessanti per monetizzare la buona stagione di quest’anno. Specie l’elvetico è stata una piacevole sorpresa del girone di ritorno, mentre Basta ha sofferto un po’ la concorrenza interna. Ha mercato anche Gabriel Silva, mentre la pletora di centrocampisti stranieri alla corte di Guidolin dovrebbe rimanere o essere dirottata nelle squadre satelliti come Granada e Watford per giocare di più.  Ovviamente, il giocatore che ha più interessato è Scuffet, craque in mano ai Pozzo, ma il portierone non ancora diciottenne vestirà ancora la maglia bianconera la prossima stagione. Non è affatto scontata la conferma di Guidolin al timone della squadra, vista l’aurea mediocritas del campionato attuale. C’è sentore di fine di un ciclo e il ritiro di Di Natale potrebbe rivelarsi elemento catalizzatore per accelerare il new deal delle zebre friulane. Ripartendo, ovviamente, da un nuovo tecnico, magari pescato nella serie inferiore come spesso accaduto nella storia recente udinese.

 

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