GrifonDoria: ieri, oggi e domani in rossoblucerchiato

GENOVA – La premessa è la solita, ma fondamentale per abbozzare ogni sorta di giudizio su Genoa e Samp, già salve da qualche giornata: una Genova, una città metropolitana solo per nominalità istituzionale, con due squadre in Serie A anche per la prossima stagione? come recitava un tormentone anni ’80 “c’è da leccarsi le orecchie”.

LIVEROSSI – Ve lo ricordate Delio Rossi? e Liverani? A Genova a fatica. E dire che ad inizio stagione il romagnolo era stato confermato tramite plebiscito blucerchiato per poi essere cacciato senza rimpianti dopo appena due mesi (due vittorie nelle prime dodici giornate) mentre sull’ex regista di Perugia, Lazio e Fiorentina puntavano in molti, in primis il presidente Preziosi (che aveva già ampiamente pescato nella stagione precedente nell”usato” vedi De Canio e Malesani) stancatosi prevedibilmente presto del giovane tecnico rimasto di fatto un mesetto sulla panchina del Grifone regalando una sola gioia, il 3-0 nel derby, con conseguente sempiterno riconoscenza dei tifosi rossoblù.

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PASSATO PROSSIMO – Entrambe le compagini genovesi, scottate dalla pericolosa vicinanza alla zona retrocessione nella scorsa stagione, dopo il deludente avvio non hanno voluto fare altre scommesse puntando sul ritorno all’antico. Un po’ per piaggeria verso le rispettive inviperite tifoserie e un po’ per una giusta autocritica, le due società hanno richiamato “a casa” due nomi che hanno riacceso subito l’entusiasmo dei due ambienti. Su questo calore, in un circolo virtuoso, Gasperini e Mihajlovic hanno ricostruito in pratica da zero un gruppo facendo scelte nette e, se vogliamo, semplici (giocatori nei loro ruoli naturali e scelta su un mix di esperienza dei veterani e esuberanza giovanile) venendo da subito premiati da risultati che a loro volta hanno accresciuto fiducia e autostima di rose dai discreti valori assoluti.

ZONA COMFORT – Genoa e Samp hanno così veleggiato verso una salvezza tranquilla (tanta roba viste le ultime stagioni) con una buona continuità di risultati, senza mai entrare in crisi reagendo prontamente nei rari casi di pesanti sconfitte. Questo finale di stagione è vissuto in totale relax come nelle prossime sfide (il Genoa attende in Cagliari, la Samp va a Catania) in cui i due tecnici potranno sperimentare nuovi idee tattiche, testare elementi della rosa finora ignorati (dove sono finiti i vari Salamon, Rodriguez, Cabral?) e lanciare magari anche qualche giovane (Sturaro è ormai una realtà per i rossoblù, Lombardo Jr ha debuttato la scorsa settimana tra i blucerchiati). 

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RITORNO AL FUTURO – Già da un paio di mesi si guarda già alla prossima stagione: da una parte il Genoa è ormai certo voglia riaffidare ciecamente le chiavi a “Gasperson” che punterà a ricostruire quel Grifone che sfiorò la qualificazione al preliminare di Champions League avendo sempre più competenze a livello decisionale (Preziosi permettendo); dall’altra si aspetta il definitivo sì di Mihajlovic al rinnovo contrattuale ma l’attesa si sta prolungando snervando società e tifosi consci di non poter competere a livello economico con altre società più blasonate sedotte dall’indiscussa leadership del tecnico serbo e quindi attualmente in modalità “stand-by” per poter pianificare la prossima annata. Che comunque vada, con due squadre nella massima serie, sarà un successo.

 

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