Serie A: a 28 giorni dalla fine ecco ciò che resta del campionato

Seppur avaro di sorprese, il campionato appare, a ventotto giorni dal suo atto finale, ancora animato da qualche contesa. È d’obbligo dire che la torta è già spartita (posti Champions League) o quasi (Scudetto), dunque i risultati della 34^ giornata alimentano al massimo entusiasmi da Europa League, o rinnovata speranza in chi vorrebbe mantenere la categoria (Sassuolo, Catania).


Juventus-Bologna 1-0 (Pogba)

In vetta proseguono la corsa della Juventus e la rincorsa della Roma, entrambe vittoriose. La squadra bianconera è già approdata a quota 90 punti – ne bastarono 87 lo scorso anno e 84 due anni fa per festeggiare il titolo – e avrebbe voluto chiudere con più anticipo il discorso Scudetto. A scomodare la Vecchia Signora ci ha pensato Rudi Garcia, artefice della stagione da record dei giallorossi. La vittoria dei romanisti a Firenze obbligherà la Juventus a dover battere Sassuolo a Reggio Emilia e Atalanta in casa. Non è qui in discussione la prevedibile (e piuttosto scontata) duplice vittoria, ma quando il divario era più ampio (+14) lo scenario era diverso: in tv si parlava di campionato finito e a Vinovo si contava di affrontare le semifinali di Europa League con la squadra A, le sfide di campionato con una squadra B. Tra Chiellini (“Non ci avrebbe dato soddisfazione affermarci con tanto vantaggio, la Roma ci fa godere questo titolo”) e Garcia (“Possiamo ancora sognare il primato”) la verità sta nel mezzo: la vittoria finale sarà dei bianconeri, ma più sudata del previsto.


Milan-Livorno 3-0 (Balotelli, Taarabt, Pazzini)

Anche perché senza la sorpresa Roma, il Napoli – ad agosto considerata all’unanimità la prima contendente della Juventus – con il pareggio di Udine tocca quota 22 punti di distacco dalla vetta, e dovrà accontentarsi dei preliminari di Champions League. In zona Europa League è da registrare la vittoria dell’Inter a Parma: passo in avanti verso il quarto posto (la Fiorentina è a 2 punti), vitale per evitare i preliminari. Sesto posto che è conteso, oltre che dagli emiliani, da altre quattro squadre: Milan, Torino, Lazio, Verona. Il club che la spunterà, dovrà disputare il turno preliminare a fine luglio. Non sarà comodissimo iniziare la stagione così presto, dovendo calibrare di conseguenza una preparazione ad hoc, ma il palcoscenico europeo, seppur in tono minore, fa giustamente gola a tutti. Se “economicamente non è un gran vantaggio” (Galliani dixit), lo impone la tradizione (Milan), la pianificazione societaria (Lazio) o la volontà di regalarsi un traguardo imprevisto (Parma, Torino, Verona).

In coda al campionato due risultati, che sovvertono i pronostici (Chievo-Sassuolo 0-1, Catania-Sampdoria 2-1), rinviano i titoli di coda e alimentano la suspense. Se il destino degli etnei appare comunque segnato, il Sassuolo si rimette in gioco e, nonostante l’arduo calendario (Juventus, Fiorentina, Genoa e Milan), darà battaglia fino alla fine a Bologna e Chievo. Certo, dando uno sguardo ai punteggi accumulati fin qui dalle ultime cinque (dai 30 punti del Chievo ai 23 del Catania: ma la quota salvezza non era 40 punti?), appare ancor meno fuori luogo la ventilata ipotesi di una serie A a diciotto squadre, sicuramente più competitiva.

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