Real Madrid-Bayern Monaco: le pagelle bavaresi

[Affetto dalla stessa sindrome dell’Atletico di iersera, forse ereditata da qualche avo geneticamente semifinalofobico, questo Bayern oscillante tra il 64-75% di possesso palla esce dal Bernabeu scudisciato dalle sue stesse mani. Per contro, il Real, vegetando di equilibrismi sul filo del cinismo, ne esce come nessun assennato, statistiche alla mano, avrebbe mai previsto. I colpi di scena nella casualità toccano le Cime Coppi anche e soprattutto nel calcio: se poi in una semifinale di Champions, ancora meglio.]

BAYERN (4-2-3-1)

NEUER 6 – Interpellato dal Giudice, in sostanza, una sola volta: e però, tutto parte dalla voracità bavarese, vieppiù sterile, anzi deleteria se in quattro-cinque tocchi il Real riesce a fare quel che tenta il Bayern tra funambolismi e barocchismi: nulla può, al 19′, a difesa scoperta e ancora proiettata nell’ennesima avanzata offensiva. Per il resto, scruta assorto le tragiche sorte dei compari, pure non distinguendosi per riflessi quando chiamato in causa.

RAFINHA-BOATENG-DANTE-ALABA 5.5 – Forse – e ci scommetteremmo – perché i diktat di Pep così intimano ex cathedra, Dante e Boateng restano sempre troppo avanti alleggerendo il già poco arduo lavoro di contropiede madrileno. Ancellotti conosce l’antifona, la croce e delizia che contraddistingue il modus operandi guardiolesco: finanche tra mure amiche, perciò, sceglie di attendere la vana ricerca del gol nemica, contando poi di cogliere impreparati, una volta sì e l’altra pure, i due centrali. Alaba e Rafinha, intanto, mettono radici sulla trequarti: la ritirata, a fronte delle sgropponate di Coentrao e Carvajal, è d’uopo; le manovre offensive, ancora, più codarde di un coniglio (dal 66′ J. MARTINEZ 6 – Se è vero che col suo ingresso le spinte a destra sanno più di azione vera, viceversa è proprio dalla mezz’ora che il Real mette la testa fuori dal sacco – non è un caso l’ingresso di Bale cinque minuti dopo).

LAHM-SCHWEINSTEIGER-KROOS 6.5 – Pregevoli coperture dei primi due, anche se non corredate di un corretto riciclo della palla, piuttosto alla carlona: l’ingresso di MULLER (6.5) al 74′, in luogo di Schweinsteiger, riafferma il predominio bavarese: all’80’ e 92′ i lumicini di speranza si riaccendono proprio grazie a lui, riportando in auge lo stile di gioco preferito di Guardiola sempre gravitante attorno a un “falso nueve” anziché a un ariete à la Mandžukić. Kroos si propone quale meneur de jeu nel primo tempo: le azioni sgorgano quasi sempre dalla sua sorgente. Si abbacchia nella ripresa, acciucchito dal torpore dilagante.

RIBERY-MANDZUKIC 4.5 – Son forse loro l’anello debole del Bayern stasera: così slavati da favorire loro stessi le azioni… madrilene. Il croato è tutto torre e nient’arrosto, traffica tra le maglie della Maginot blanca uscendone frustato e disinnescato; il francese risulta altresì ridimensionato nell’intima sfida con gli altri colossi del match, arrestandosi di poco sotto a un Ronaldo che pure non ha brillato di luce propria. Insomma, eccettuando…

ROBBEN 7 – …Robben, gli altri due dati per primedonne dai bookmakers d’ogni tempo hanno fatto nulla; l’olandese da par suo miete vittime: da Coentrao a Pepe, e stordisce persino Ramos immolato agli straordinari; serpeggia saltandone anche due alla volta, ma nessuno raccoglie i suoi manicaretti. Dal 72′ è finalmente spalleggiato da GOETZE (6.5), che pure all’84’ getta alle ortiche il pallone del pareggio, potente ma centrale. Non fosse stato per loro due, anche la dignità ci avrebbe rimesso la pelle tra le geometrie di quei contropiedi fulminei che hanno avuto il merito di sconfessare il castello (di sabbia) bavarese così meticolosamente costruito.

all. GUARDIOLA 5.5 – Parafrasando Sordi: bello il tiki-taka, bello il dominio assoluto, bello il calcio allegria messo a dimora tra le crucche genti, bello tutto: ma i gol? In area di rigore i Pep Boys hanno sciupato l’impossibile. Come detto, è sembrato rivedere l’Atletico di ieri: ottima gestione della palla ma, in contrasto poi con i pur fertili giropalla della blaugrana epoca, allucinante sterilità  – in ogni dove: anche, a un certo punto, forse assaliti dallo scoramento, nella specialità della casa. Stavolta in trappola ci è cascato lui: nulla impedisce di immaginare, però, una svolta all’Allianz.

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