Il Pagellone della 35^ giornata di Serie A

VOTO 10 – BOSKOV – La scomparsa di Vujadin Boskov lascia amareggiato il calcio italiano che aveva apprezzato le doti umane del mister serbo, capace di grande ironia nell’analizzare uno sport già ai suoi tempi vissuto con sempre maggiore esasperazione. Il ricordo di alcuni suoi aforismi/battute non devono però etichettarlo come una “macchietta”; Boskov è stato un grande allenatore come dimostrano l’epopea blucerchiata (l’apice lo Scudetto del ’90) ma anche la precedente panchina del Real Madrid con cui conquistò una finale di Coppa dei Campioni nell’81 (persa 1-0 come quella del ’92 con la Samp). Il ricordo più toccante, tra le molti frasi di circostanza e per sentito dire, è rappresentato dalle sincere lacrime dell’attuale mister blucerchiato Mihajlovic per l’addio al suo padre putativo. 

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VOTO 9 IMMOBILE – Fa 21 reti in maglia Toro, eguagliando le glorie granata Pulici e Graziani laureandosi ufficialmente bomber di razza. Otto reti nelle ultime cinque uscite (ne segnò cinque in tutto lo scorso campionato in maglia Genoa), attaccante “on fire”, tutto quello che tocca si trasforma in oro. Prenotato il volo verso il Brasile ma anche la maglia bianconera; sarebbe un perfetto vice Tevez.

VOTO 8 CUADRADO – La stagione della consacrazione a livello mondiale per l’elettrico colombiano che solo un paio di stagioni fa lasciava perplessi per leggerezza e anarchia tattica in maglia Udinese. Insomma, anche a Udine sbagliano (non troppo però, il cartellino è ancora a metà dei bianconeri che incasseranno comunque una bella cifra). Il Mondiale potrebbe ulteriormente alzare il valore di un cartellino davvero troppo pesante per una Fiorentina che ora sta obiettivamente stretta alla freccia di Necoclì.

VOTO 7 MAURI – Dal suo ritorno in campo dopo le note vicende extracalcistiche, solo qualche giornata di comprensibile rodaggio prima di tornare a prendersi il ruolo di leader dei biancocelesti cementando un gruppo che si stava sfaldando dopo l’esonero di Petkovic. Due gol negli ultimi due match (suo il gol spacca-partita a Livorno), Mauri è tornato; Meggiorini se ne faccia una ragione.

VOTO 6 MAZZARRI – Nessuno gli chiedeva più di un piazzamento in Europa e lui, di riffa o di raffa, sbuffando e sacramentando, lo sta portando a casa (+5 punti sulla settima). Nonostante la rivoluzione tecnico-dirigenziale, un mercato estivo non esaltante e uno invernale appena sufficiente, un vittismismo cronico (quante volte ha detto “quest’anno non ce ne va bene una”?) e un nuovo presidente tutto da interpretare (in tutti i sensi).  Nonostante tutto.

VOTO 5 TONI – Voto non riferito alla prestazione contro il Catania ma alla polemica uscita dal campo ad un quarto d’ora dalla fine. Mandorlini lo sostituisce con Cacia e lui contesta il suo allenatore, non pago dei due gol già segnati. Protesta come un Icardi qualsiasi, ignaro che colui che gli sta risparmiando spesso gli ultimi minuti di gara gli sta anche allungando di qualche mese la carriera. 

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VOTO 4 CATANIA – 4 come i gol subiti a Verona dove una pioggia battente chiude l’avventura lunga otto stagioni del Catania in Serie A. E dire che solo l’anno scorso gli etnei terminavano la migliore stagione della sua storia con un ottavo posto, vicino alla zona europea. I volti smarriti di Lodi, Bergessio e Barrientos a fine match esprimono tutta la malinconia del momento.

VOTO 3 BOLOGNA – La netta sconfitta casalinga 0-3 contro una Fiorentina troppo superiore deprime ancor più un ambiente che ha perso del tutto la bussola dopo l’addio (forzato in entrambi i casi) di Diamanti e Pioli. Ballardini è sì un esperto in “missioni impossibili” ma pure lui pare avere le idee poco chiare; ha utilizzato quasi tutta la (mediocre) rosa senza riuscire a trovare il bandolo della matassa, ora più ingarbugliata che mai.

VOTO 2 BALOTELLI Chi ha acconsentito a mandarlo davanti ai microfoni? Decisione “tafazziana” con esito quantomai prevedibile fatta di livelli disumani di presunzione, mancato rispetto e inutile vittimismo (cronico, se l’era scritto pure sulla maglietta “Why always me?”, in realtà una domanda retorica). 

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VOTO 1 GARCIA – Finora inappuntabile il comportamento del tecnico ex Lille. Stupiti da cotanta signorilità, lo aspettavano al varco, alla prima caduta di stile; e puntualmente è arrivata. Nemmeno lui (tutta farina del suo sacco o qualcuno ha suggerito?) ha resistito ad adombrare qualche sospetto sulla vittoria ormai certa (e solare) della Juventus. Parbleu.

2 Comments

  • Però Garcia non si riferiva alla Juve (Conte continua a perseguire la sua strategia del noi contro tutti). Garcia si riferiva alle parole di Spinelli prima di Juve-Livorno: “Andremo a Torino con il pallottoliere. Di Carlo lascerà fuori giocatori importanti perché diffidati”. Cultura tutta italiana, detestabile e giustamente criticata.

  • Be’ allora Garcia sbaglia comunque a prendere sul serio quello che dice uno come Spinelli (chi scrive è genovese) 😉

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