Bologna, ora o mai più; la salvezza passa da Marassi

BOLOGNA- Archiviata la batosta con la Fiorentina, e preso atto che tutte le dirette concorrenti hanno anch’esse perso, il Bologna proverà a ripartire da Marassi, contro il Genoa dell’ex Gilardino, per ottenere quei punti indispensabili per la salvezza. La prestazione offerta contro i viola non lascia ben sperare; pur con un buon approccio alla partita, alla prima difficoltà la squadra si è sciolta come neve al sole, e deve ringraziare  Curci se il passivo non è stato ancora più pesante. Va detto, che il portiere di scuola romanista, uno dei principali bersagli della critica ad inizio stagione, è stato invece uno dei meno peggio; se il Bologna retrocedesse, non sarebbe certo per colpa sua.

CALCOLI- Oggi, il Bologna sarebbe in serie B, avendo gli scontri diretti sfavorevoli con il Sassuolo, con cui condivide il terz’ultimo posto. Da qui alla fine quindi, dando per scontato che Catania e Livorno restino dietro, il Bologna dovrà ottenere un punto in più dei neroverdi, o 3 in più del Chievo, quint’ultimo con due lunghezze di vantaggio. Nelle prossime due partite c’è l’occasione; il Genoa, ormai salvo e demotivato ( in teoria), non ha più nulla da chiedere a questa stagione, e la domenica successiva arriva al Dall’Ara un Catania, presumibilmente, ormai retrocesso. Difficile invece che all’ultima, la Lazio, ancora in corsa per l’ultimo posto utile per l’Europa, e al congedo stagionale con i propri tifosi, faccia regali. Quindi, è da queste due partite, presumibilmente, che i rossoblu devono ottenere i punti-salvezza

MOTIVAZIONI- In teoria, in un campionato con girone all’italiana, affrontare un avversario in momenti diversi della stagione può fare la differenza; le motivazioni (per non parlare di altre considerazioni meno ideali) influiscono, o influivano, pesantemente sul rendimento di una squadra, specie nelle ultime gare. Ma i fatti dimostrano che questa è una considerazione molto superficiale; quando c’è un divario tecnico netto (vedi Bologna-Fiorentina), quando la squadra che teoricamente è più affamata non è sorretta da un’organizzazione di gioco e da serenità mentale, quando molti giocatori, anche su “consiglio” dei loro procuratori, vogliono comunque mettersi mostra in funzione mercato o nazionale, quando la tifoseria reclama, almeno tra le mura amiche, prestazioni all’altezza, alla fine le scarse motivazioni di classifica contano ben poco; il Bologna dunque, non può attendersi regali, specie da un Genoa da cui ci si aspettava senz’altro di più e che deve tentare di riscattare, almeno parzialmente, una stagione deludente.

FORMAZIONE-. I rossoblu, hanno il secondo peggior attacco della serie A con 27 reti segnate in 35 partite; solo il Catania ha fatto peggio con 26. E l’intero parco attaccanti della rosa ne ha realizzati solo 7. Ora però, i gol sono indispensabili, perché è obbligatorio far punti. Per questo, da un lato Il Bologna ha riaperto le porte di Casteldebole ai suoi magnifici tifosi, per sentirli più vicini, e coinvolgerli, in questo finale di stagione, gesto distensivo, anche se tardivo; dall’altro Ballardini, proverà un assetto più offensivo. Probabile un ritorno alla difesa a 4, un centrocampo a 3 con Khrin, Pazienza e Friberg (Perez ha di fatto concluso la stagione per un problema al tendine)  e i due trequartisti greci a supporto di uno tra Bianchi e Cristaldo. Nel grifone,mancherà l’altro ex Portanova per squalifica. Provare a giocarsela, provare a vincere. Difendersi e gestire, non serve più.

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