Il campionato è morto, viva il campionato!

Dopo la serata “pulp” della finale di Coppa Italia proviamo ad andare controcorrente guardando agli aspetti positivi di un campionato che ha celebrato, in questo terzultimo turno, il terzo titolo consecutivo della Juventus.

(T)RIVINCERE – Un’impresa che solo col tempo si valuterà oggettivamente per quella che è stata: la Juventus non riusciva a collezionare tre Scudetti di fila dagli anni ’30 e nell’era moderna della Serie A più di due Scudetti consecutivi li avevano messi in fila solo il primo Milan di Capello e l’Inter del quinquennio 2005-2010 (ma glissiamo sul primo di questi scudetti nerazzurri per non riaprire la trita e ritrita polemica sulla famigerata “terza stella”, tornata d’attualità nei giorni scorsi). Rinconfermarsi non è mai facile, ma il contesto della Serie A quest’anno non ha certo ostacolato il cammino bianconero. Tutte le avversarie, infatti, partivano con handicap: Roma, Napoli e Inter con nuovi tecnici e rose rivoluzionate, la Fiorentina non ancora pronto a lottare per il titolo e per di più flagellata da gravi infortuni, e il Milan ad autoflagellarsi con la conferma prima e l’esonero in corsa di Allegri poi. Una Juve comunque già quasi imbattibile l’anno scorso nella quale si sono innestati perfettamente due bomber di razza come Llorente e Tevez (34 gol in due) che hanno finalizzato il finalizzabile, e anche qualcosa in più.

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GRAZIE (COMUNQUE) ROMA – La Roma ci aveva provato fino allo scorso turno, capiamo solo ora che la scritta sulle magliette “Roma Cares” si sintendeva proprio la “missione” giallorossa nel tenere vivo il campionato. ma questa domenica ha invece ceduto di schianto, staccando di fatto la spina ad un campionato moribondo già da un paio di mesi. Encomiabile il debuttante Garcia a motivare i suoi uomini (la vecchia guardia era già motivata di suo dalle ultime due deludenti stagioni) autori di un cammino fenomenale e beffardamente non sufficiente ad avvicinarsi mai veramente alla capolista. L’”accanimento terapeutico” non è servito insomma a salvare un torneo cannibalizzato dalla Juventus; la Roma, stanca dei complimenti e delle pacche sulle spalle, ha perso in un caldo pomeriggio a Catania tutti gli stimoli e si appresta a ricevere malinconicamente in casa i neo-pluri-campioni d’Italia pensando a come sarebbe stato questo incontro con anche una minima probabilità di titolo. 

BAGARREUROPA – Napoli stabilmente in terza piazza, meglio accettata dopo il “contentino” della Coppa Italia, non altrettanto la Fiorentina in quarta (ma basta una vittoria negli ultimi due turni); la finale persa contro i partenopei ha svuotato psicofisicamente il gruppo di Montella, umiliato a lungo in casa dal Sassuolo ma che trova nel gol del rientrante Giuseppe Rossi un sorriso che forse vale più di tre punti in ottica prossima stagione. Emozionante fino all’ultimo la lotta per gli ultimi due posti in Europa (League): il caso ha creato una specie di playoff che coinvolge sei squadre, dall’Inter alla Lazio in quattro punti. La scorsa domenica ha rimescolato le carte e le “quote” per chi strapperà il pass europeo: il pirotecnico pareggio tra Lazio e Verona favorisce il sorpasso di queste ultime due da parte di Torino (vittorioso a Verona lato Chievo), Parma (gol dell’ex Cassano alla Samp) e il Milan vittorioso nel derby meneghino. Sarà bagarre fino all’ultima giornata, e tanto ci basti. Non sottilizziamo sulla bellezza intrinseca di questi match, e rendiamo grazie per non assistere a un paio di settimane da “fine stagione”, buoni solo per il “fantacalcio”. Accontentiamoci insomma di un livellamento verso il basso, in attesa che il vento cambi: Garcia, Benitez, Mazzarri (e chissà magari pure Seedorf) con una stagione alle spalle sulle loro attuali panchine potrebbero trovare la soluzione al rebus Juventus. 

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SI SALVI CHI PUO’ – Se non bastasse l’ammucchiata per l’Europa ecco la sempre valida lotta salvezza: a 180 minuti dalla fine nessuna retrocessione matematica. Già questa è una rarità, e una garanzia di interesse per gli ultimi due turni. Il Livorno in realtà ha un piede e mezzo in B, il Catania solo uno dopo l’incredibile vittoria sulla Roma che rilancia le speranze etnee ormai sopite. Fondamentale per i siciliani lo scontro di domenica prossima sul campo di un Bologna in caduta libera (tre punti negli ultimi sette turni) anche se sono il Chievo (reduce da tre ko e atteso a Cagliari) e il Sassuolo ad avere le occasioni più golose per tagliare l’agognato traguardo della permanenza in A. La squadra di Di Francesco soprattutto, in casa col Genoa, può dare continuità alla terza vittoria esterna consecutiva (in tutto il campionato aveva vinto solo una volta) e far felice quell’unico “gambler” che scommise sulla salvezza dei neroverdi.

2 Comments

  • Pessimismo vuole che l’anno prossimo sia ancora dominio bianconero. Ma effettivamente, con l’esperienza di una stagione alle spalle, Garcia e Benitez possono migliorarsi. Servono rinforzi.

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